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Voto 10 ad Javier Zanetti. 19 anni di carriera con la maglia nerazzurra, 16 trofei conquistati, 21 reti siglate in 856 presenze, che lo fanno il calciatore straniero con più presenze in Serie A, ma soprattutto quello con più presenze con la maglia dell’Inter. Javier Zanetti lascerà il calcio giocato all’età di 40 anni. Il suo futuro all’interno della dirigenza è ancora da decidere, ma sembra che Moratti voglia proporre all’argentino la vicepresidenza nerazzurra. Nel finale della gara vinta per 4-1 contro la Lazio, che ha ufficializzato il quinto posto dell’Inter, Zanetti è stato onorato per tutti i suoi anni di carriera grazie a una bellissima festa che lo ha visto protagonista prima all’interno di San Siro, e poi fuori, dove è stato omaggiato anche dalla Curva Nord, assente durante la partita a causa della squalifica del giudice sportivo. Centinaia di tifosi hanno accolto il loro capitano, ma anche Samuel, Milito, sicuri partenti, e Cambiasso il cui futuro è ancora incerto. Come lui stesso ha detto finisce il calciatore ma va avanti l’uomo.

Voto 9 alla Juventus dei record. La Vecchia Signora costringe ad aggiornare i suoi record fino alla fine, alla faccia di chi pensa che abbia la “pancia piena”: superato quello relativo ai punti che apparteneva all’Inter (97 nel 2006/2007), giunta a quota 99 con la vittoria di Roma; migliorato quello delle vittorie in campionato (32 su 37); eguagliato il primato di vittorie in trasferta (14) che apparteneva sempre alla Juve (quella del 1949-50). La squadra di Conte ha vinto a mani basse questo scudetto, dimostrando di essere nettamente la squadra più forte. Miglior attacco con 77 gol fatti e miglior difesa con 23 reti subite e vincendo l’ultima gara con il Cagliari potrebbe fissare il record di punti stabilito in un campionato europeo: in questo momento appartiene al Benfica che nel 1990-91 fissò a 101 l’impresa.

488458485_10785_immagine_ccVoto 8 a Ryan Giggs. Serata unica quella di martedì per tutti i tifosi dei Red Devils, ma anche per lo stesso Ryan Giggs che entra nella storia come l’undicesimo allenatore-giocatore. Ebbene sì, al minuto 70 della sfida dell’Old Trafford contro l’Hull City, il manager che ha sostituito David Moyes il 22 aprile, entra per sostituire il giovane Tom Lawrence e fare così la sua ultima presenza con l’unica maglia che ha indossato nella sua lunghissima carriera davanti al suo pubblico. Per la cronaca lo United ha vinto 3-1, regalando così la seconda gioia all’allenatore gallese da quando è subentrato. Dopo 24 anni di gioie vissute con la divisa da calciatore, chissà se il gallese deciderà di appendere le scarpette al chiodo per indossare definitivamente giacca e cravatta.

Voto 7 al Manchester City. Doveva essere la festa del City e così è stato. Niente colpi di scena nell’ultima giornata di Premier League, nonostante la stagione sia stata la più combattuta e forse anche la più entusiasmante di sempre. I Citizens sono campioni d’Inghilterra per la seconda volta in tre anni, quarto titolo nazionale di sempre. La classifica al termine dell’ultima partita della stagione dice Manchester City 86, Liverpool 84, autore di una stagione pazzesca, ma caduta proprio sul più bello, Chelsea 82. Alla fine la sconfitta del Liverpool contro il Chelsea di tre settimane fa è risultata decisiva, ma la continuità di rendimento sia in casa che in trasferta  del gruppo di Pellegrini, qualitativamente superiore a tutti, ha pagato. Addirittura il City in casa ha dimostrato di essere una vera forza della natura, perdendo con il solo Chelsea, pareggiando con il Sunderland e vincendo le altre 17 gare disputate all’Etihad. Il tecnico Pellegrini, sul quale c’erano molti dubbi all’inizio della stagione, torna a vincere un titolo prestigioso, diventando il primo tecnico sudamericano ad alzare il trofeo “coronato”.

Voto 6 alle invasioni. Nelle ultime settimane stiamo assistendo nel nostro campionato a numerose invasioni da parte di tifosi che fortunatamente sono pacifiche. La prima in ordine di tempo è stata quella durante il derby di Milano, quando nella ripresa un tifoso rossonero ha invaso il terreno di gioco con una bandierina, che ha piantato nel campo non appena ha raggiunto Nigel De Jong, autore della rete decisiva. invasioneL’olandese, dopo aver abbracciato il tifoso, rassicura gli stewards accorsi in massa per portarlo via. Dello stesso tipo l’invasione che sabato sera ha visto protagonista un tifoso nerazzurro che in Inter – Lazio ha invaso per dare il suo ultimo saluto ad Javier Zanetti. Anche in questo caso l’argentino dopo aver abbracciato l’invasore lo accompagna con gli stewards verso l’uscita dal campo. Di diverse intenzioni è stata l’ultima invasione, quella di Marassi andata in scena ieri prima di Sampdoria – Napoli. La sexy invasione di una ragazza in bikini e di un ragazzo con i soli pantaloncini della Sampdoria addosso si è scoperto solo dopo che fosse una trovata pubblicitaria per il lancio della nuova campagna abbonamenti. I due sono stati inseguiti da degli stewards, anche loro complici del giochetto, e accompagnati fuori dal campo.

Voto 5 al Siena. Fino ad un mese fa era una delle squadre più in forma della serie cadetta, pronta a tornare subito in Serie A dopo l’anno di purgatorio, se non direttamente, quanto meno attraverso i playoff. Nelle ultime quattro giornate la banda di Beretta si è completamente sciolta al sole e, nonostante la presenza in rosa di numerosi giocatori d’esperienza e di qualità, ha maturato un solo punticino. Due sconfitte consecutive che compromettono così la cavalcata dei toscani nella lotta ai playoff, avvenute in casa settimana scorsa contro una diretta avversaria come il Modena e sabato contro un redivivo Pescara per 1-0. Ora la “scusa” degli 8 punti di squalifica inflitti alla squadra a inizio anno non basta ai tifosi e i 52 punti a quattro giornate dal termine vogliono dire ancora Serie B. Contro la ormai retrocessa Reggina i tre punti sono d’obbligo.

Voto 4 alla situazione presidenza del Livorno. Stefano Bandecchi, amministratore delegato dell’Università Niccolò Cusano, non è ancora diventato presidente del Livorno Calcio che già è contestato dai propri tifosi. Motivo di tale contestazione da parte degli ultra amaranto, notoriamente politicamente schierati a sinistra, è il pensiero politico di Bandecchi, il quale si era candidato per Forza Italia alla Regione Lazio in passato. Il messaggio esplicito dei tifosi: “Bandecchi attento… a Livorno ancora fischia il vento!!!” è quanto mai esplicito del pensiero dei tifosi nei confronti del candidato alla presidenza e alla successione di Aldo Spinelli. Futuro dei labronici che appare sempre più nebuloso, con un presidente che vuole cedere la società, un candidato osteggiato dalla tifoseria che si sommano alla fresca retrocessione della squadra.

Voto 3 agli ultras dello Zenit. Incredibile quello che è successo in Russia. Al minuto 88 della sfida tra Dynamo Mosca e Zenit di San Pietroburgo, condotta per 4-2 dagli ospiti moscoviti, succede ciò che su un campo di calcio mai ci si aspetterebbe e che soprattutto mai dovrebbe accadere. Un gruppo numeroso di tifosi della squadra di casa invadono il campo, facendo partire un’autentica caccia all’uomo. Tra i giocatori della Dynamo viene colpito in pieno volto il capitano Vladimir Granat che riporta una commozione cerebrale. Gli altri calciatori sono immediatamente corsi negli spogliatoi mettendosi in salvo. La squadra di Villas Boas ora rischia moltissimo, perché non solo con questa sconfitta pregiudica enormemente la sua lotta al titolo, che vede in testa il CSKA a una giornata dal termine, ma potrebbe avere sanzioni pesantissime dalla Federcalcio russa. Anche nella scorsa stagione la partita tra Dynamo Mosca e Zenit venne interrotta e vinta a tavolino da parte dei padroni di casa poiché il portiere moscovita Chounine fu colpito al volto da un petardo.

Voto 2 al dopogara di Bologna. I felsinei scendono in Serie B dopo sei anni e lo fanno nel peggiore dei modi, perdendo in casa contro il Catania (Voto 6). Gli etnei scendono anche loro in serie cadetta nonostante i 3 punti e le due vittorie consecutive, colpevoli di essersi svegliati troppo tardi. 0ceacc0effe12b788954f059c01c65e4-kO2F-U10309762519313BE-568x320@LaStampa.itSebbene al Dall’Ara ci fosse una splendida cornice di pubblico, oltre 30.000 i tifosi accorsi per sostenere la squadra, il Bologna perde mestamente, annullando anche la speranza di potersela giocare fino all’ultima giornata con il Sassuolo. Da sottolineare però il triste e avvilente dopogara che i calciatori insieme all’allenatore hanno dovuto subire. I tifosi emiliani a fine partita hanno costretto a rimanere nell’antistadio per oltre due ore calciatori e Ballardini, fino a quando una dozzina di loro sono stati obbligati a mettere la faccia davanti agli ultras inferociti. Le lacrime di Panagiotis Kone sono il simbolo di questa stagione del Bologna, partita male e finita ancora peggio, dopo che la società ha attuato scelte molto discutibili come la cessione di Diamanti e l’esonero di Pioli.

Voto 1 ai tifosi dell’Atalanta. Nonostante l’episodio di razzismo accaduto in Spagna con protagonisti i tifosi del Villareal e Dani Alves, anche in Italia accade la stessa cosa. Al minuto 70 della partita tra Atalanta e Milan, un diverbio tra Mexès e Raimondi accende gli animi sulle tribune, all’altezza del calcio d’angolo. È proprio da qui che qualche tifoso bergamasco pensa bene di lanciare sul terreno di gioco due banane verso il terzino del Milan Constant. De Jong raccoglie subito la banana dando risalto al gesto e Constant si lamenta con l’arbitro Rizzoli che prova a calmarlo. Purtroppo non è tutto: tra gli oggetti volati in campo si è visto anche un coltello, che nel momento in cui avesse colpito qualcuno avrebbe chiaramente potuto avere conseguenze più gravi.

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