iachini

atleticoVoto 10 a Madrid. Il voto più alto della settimana non può che andare alla capitale europea, protagonista di questa edizione della Champions League. Per la prima volta nella storia si affronteranno in finale due squadre della stessa città, al massimo era successo in semifinale nel 2003 tra Milan e Inter. Che dire, il loro percorso europeo, ma non solo, in questa stagione è stato assolutamente fantastico. Il Real, alla ricerca della decima, ha eliminato tutte le squadre tedesche prima di arrivare alla partita più importante, facendo fuori in ordine Schalke, Borussia Dortmund e Bayern. Contro i campioni d’Europa in carica, la squadra di Ancelotti ha fatto vedere tutto il suo repertorio, andando a vincere all’Allianz Arena 4-0 grazie alle doppiette di Sergio Ramos e Cristiano Ronaldo. I Colchoneros invece hanno eliminato prima il Milan agli ottavi, poi il Barcellona, in uno spettacolare derby spagnolo, e in semifinale il Chelsea di Mourinho. La vittoria di Stamford Bridge per 3-1 ha messo ancora una volta in evidenza il cinismo della banda di Simeone, prima anche nella Liga Spagnola e autrice fin qui di una stagione perfetta. I precedenti di quest’anno parlano Real, con la doppia vittoria blanca in semifinale di Copa del Rey, il pareggio al Calderòn in campionato e la vittoria dell’Atletico al Bernabeu a inizio stagione sempre in Liga.

Voto 9 al Palermo. Dopo appena un anno di purgatorio, così come era accaduto alla Sampdoria, il Palermo torna in Serie A, stravincendo il campionato. Grazie alla vittoria di Novara, decima nelle ultime undici partite, si aggiudica la promozione con addirittura cinque giornate d’anticipo; mai nessuno aveva fatto meglio dei rosanero. 78 punti in 37 giornate, 11 vittorie esterne di cui 6 nelle altrettante ultime uscite, altro record per la squadra di Iachini. E pensare che il Palermo era pure partito male, e Zamparini aveva esonerato Gattuso dopo poche giornate. Decisivi in quest’annata i sudamericani, a partire da Hernandez e Dybala, passando per Vazquez, fino a gennaio fuori rosa, e Barreto, il cervello della squadra.

Voto 8 a Claudio Foscarini. Il tecnico del Cittadella sta compiendo l’ennesimo miracolo. Allenatore della squadra veneta dal 2005, Foscarini è ormai una leggenda in terra padovana, e quest’anno ancora più delle ultime stagioni sta compiendo davvero un ottimo lavoro. Perché se fino a qualche settimana fa davamo per spacciato il Cittadella, ormai destinato forse ai playout, ora in seguito alle incredibile performance delle ultime cinque giornate (4 vittorie e un pareggio) ha superato il Novara, fermo a quota 40, e si è avvicinato al Varese, che con 43 punti ha una sola lunghezza di vantaggio sui veneti volati a 42. Proprio la vittoria sui lombardi per 5-1 ha dato una grande carica alla truppa di Foscarini per affrontare nel migliore dei modi le ultime decisive cinque partite.

corinthians sennaVoto 7 ai giocatori del Corinthians. Bellissimo gesto dei calciatori brasiliani, che in occasione della sfida di coppa nazionale contro il Nacional hanno ricordato la morte di Ayrton Senna, leggendario pilota brasiliano scomparso vent’anni fa in un tragico incidente a Imola, entrando in campo prima della partita indossando un casco con i colori della bandiera brasiliana, il giallo e il verde. Vittoria per 3-0 dedicata tutta per Ayrton, che nonostante passino gli anni, rimane sempre nei cuori di tante persone.

Voto 6 alla lotta salvezza. Entusiasmante lotta salvezza nel nostro campionato, che a due giornate dalla fine non ha ancora emesso alcun verdetto definitivo. Sono infatti ben cinque le squadre a giocarsi la permanenza nella massima serie, in ordine di classifica: Chievo (30), Bologna (29), Sassuolo (28), Catania (26) e Livorno (25). Siciliani rientrati nella lotta grazie alla incredibile vittoria contro la Roma per 4-1, tornando a giocare sprazzi di quel bel gioco tanto ammirato la scorsa stagione. Ora la sfida di Bologna di settimana prossima diventa un vero dentro o fuori. Livorno non ancora condannato dalla matematica, ma le sfide contro Fiorentina e Parma sembrano abbondantemente fuori dalla portata dei toscani. Chievo impegnato a Cagliari e in casa contro l’Inter; deve raccogliere 3 punti per salvarsi oppure sperare che le altre non vincano. Agli emiliani neroverdi, oltre alla sfida di domani sera con la Fiorentina, è attesa la partita contro il Genoa in casa e quella di San Siro contro i rossoneri.

Voto 5 al derby. Diciamoci la verità, speravamo tutti di vedere un derby completamente diverso da quello dell’andata, privo di emozioni e occasioni da rete e risolto solamente nel finale dal tacco di Palacio. Invece tutto questo non è accaduto. A quello che abbiamo assistito è stato un derby sulla falsa riga di quello d’andata, vinto meritatamente dai rossoneri per 1-0 grazie a De Jong, ma assolutamente privo di clamorose occasioni da rete, tolta la traversa di Kakà, e con ritmi di gioco che facevano addormentare anche i più scatenati sostenitori di entrambe le compagini.

Felix MagathVoto 4 a Fulham e Cardiff City. Due storie profondamente diverse di due società abituate a lottare per obbiettivi differenti ma che alla fine ottengono lo stesso risultato. La penultima giornata di Premier League condanna alla retrocessione in Championship il Fulham di Felix Magath dopo ben 13 anni e il Cardiff, che aveva conquistato la promozione appena un anno fa. Le due sconfitte rispettivamente contro Newcastle per 3-0 e Stoke City per 4-1 sono state decisive, vista la contemporanea vittoria del Sunderland all’Old Trafford contro i Red Devils per 1-0. Sunderland che con 35 punti e due partite da giocare può ritenersi quasi salvo, visto che il Norwich, 33 punti, l’ultima giornata affronterà l’Arsenal.

Voto 3 a Sergio Pellissier. Nel giorno del 65° anniversario della tragedia del Superga, il Torino coglie un’importantissima vittoria ai danni del Chievo Verona, sempre più immischiato nella zona retrocessione. La squadra veneta fino a poche settimane fa sembrava praticamente salva grazie alla bella vittoria di Livorno, ma da quel momento ha raccolto zero punti nelle ultime 3 gare. Il nervosismo ha colto anche il capitano storico della squadra, Sergio Pellissier, che entrato al 60’ impiega cinque minuti a farsi buttare fuori. Prima fa fallo su un difensore granata, che viene colpito al volto, e poi per proteste guadagna anzitempo la via per gli spogliatoi. L’altoatesino è alla seconda espulsione in questa stagione in cui ha preso più rossi che reti segnate, solamente una.

Voto 2 agli scontri brasiliani. Ancora una volta ci troviamo a parlare di scontri tra tifoserie brasiliane, che portano a tragedie davvero difficili da commentare. Questa volta succede tutto a margine di una partita di Serie B, tra Santa Cruz e Paranà. Gli ultras della squadra di casa hanno teso un agguato ai tifosi avversari del Paranà e un giovane di 26 anni è stato ucciso dopo essere stato colpito da un w.c. lanciatogli dall’alto. Il ragazzo è stato poi accertato che non tifava nemmeno per il Paranà, ma per lo Sport, altra squadra di Recife; si era intrufolato nella tifoseria avversaria per farsi un selfie nella curva della squadra rivale. L'”impresa” gli è costata la vita.

gennyVoto 1 ai fatti di Roma. Come purtroppo spesso accade, anche questa settimana va ad archiviare un’altra pagina nera che riguarda il nostro calcio. In occasione della sfida tra Fiorentina e Napoli, valida per la finale di Coppa Italia, sono accaduti nuovamente episodi che con il calcio non dovrebbero avere niente a che fare. La partita, giocata a Roma come ormai accade da diverse stagioni, è stata posticipata di 45 minuti a causa di scontri avvenuti fuori dallo stadio tra tifosi napoletani e romanisti, che hanno visto il capo ultras di questi ultimi, Davide De Santis, sparare contro i tifosi partenopei quattro colpi di pistola, ferendone tre. De Santis, per la cronaca, fu lo stesso che invadendo il campo durante il derby di Roma del 2004 fece sospendere la partita poiché sosteneva che la polizia aveva ucciso un bambino nel pre gara. All’interno dello stadio entra in scena un altro personaggio, Gennaro De Tommaso, detto Genny a’carogna, capo della tifoseria napoletana, il quale visto ciò che era successo fuori dallo stadio, con un tifoso in gravi condizioni all’ospedale, non voleva far disputare la partita. I lanci di torce e bombe carta sulla pista d’atletica da parte della curva nord hanno costretto ancora una volta le forze dell’ordine e la società, in questo caso è stato Hamsik ad andare a parlare con il “tifoso”, a scendere a patti con queste persone per permettere il regolare inizio della gara. Ancora una volta, e mi riferisco a chi può fare veramente qualcosa per cambiare il nostro calcio, ci si indigna e si moralizza, ma a fatti concreti non si fa nulla; perché a cosa serve dare un Daspo se poi uno prende la pistola e spara contro delle persone? A cosa serve squalificare una curva per cori di discriminazione territoriale e poi non fare nulla a chi decide se giocare o meno una partita?

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