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Voto 10 a Brendan Rodgers. L’allenatore nordirlandese è uno dei protagonisti della fin qui splendida stagione dei Reds. Dopo i due anni esaltanti sulla panchina gallese dello Swansea, Rodgers è stato chiamato a giugno 2012 su una delle più importanti panchine della Premier. Brendan-RodgersDopo una stagione di alti e bassi, che ha visto il Liverpool terminare al settimo posto, quest’anno sta emergendo in modo totale il suo spettacolare stile di gioco, condito dall’inserimento di giocatori di incredibile qualità e velocità e da altri di formidabile tecnica e duttilità tattica. A inizio stagione nessuno si sarebbe mai immaginato che ad aprile il Liverpool sarebbe stato in testa alla classifica, soprattutto vista la corazzata Manchester City, il ritorno di Mourinho in casa Chelsea e il solito strapotere United, nonostante l’incognita Moyes. Ebbene, dopo l’ennesima vittoria dei Reds, per 4-0 sulle macerie del Tottenham, e la contemporanea sconfitta del Chelsea sul campo del Crystal Palace (forse i ragazzi di Mourinho avevano già la testa alla sfida di Champions), la squadra di Rodgers è volata in testa alla classifica a quota 71 punti, a più due sui Blues, mentre il City è fermo a 67, terzo, ma con due gare da recuperare sulla carta molto agevoli, in casa entrambe contro Sunderland e Aston Villa. La Premier in questa stagione dimostra di essere davvero combattuta e il Liverpool, con la coppia gol Suarez – Sturridge, 49 reti in due, è sicuramente una delle più accreditate al titolo.

Voto 9 a Marco Reus. Dopo qualche mese è tornato ad essere grandissimo protagonista del weekend Marco Reus, autore prima di quest’ultimo match di una sola rete da dopo Natale. La partita di Stoccarda era cominciata malissimo per gli uomini di Klopp, sotto di due reti dopo nemmeno 20’ di gioco grazie a Gentner, a segno grazie ad un errore della difesa giallonera in fase di impostazione dell’azione, e di Harnik, dopo una splendida azione sulla fascia di Traoré. Ma è nel momento di difficoltà che i campioni prendono per mano la propria squadra e uno di questi è stato proprio il numero 11 del Borussia, che al trentesimo accorcia le distanze e nella ripresa prima sigla il rigore procurato da Lewandowski, portando il risultato sul 2-2, e poi realizza la rete della personale tripletta su assist di Aubameyang. Borussia che si riprende così il secondo posto, dopo che nell’anticipo del venerdì aveva subito il sorpasso dallo Schalke.

Voto 8 all’Atalanta. Ci eravamo lasciati con la bella vittoria dei bergamaschi in casa dell’Inter, grazie alla doppietta di Bonaventura, ma l’Atalanta di Colantuono non ha assolutamente intenzione di fermarsi. Con sorprendente facilità in settimana sbaraglia la concorrenza del Livorno con un secco 2-0 grazie alle reti di De Luca e Denis, dando il ben servito ai toscani. Nell’ultimo turno, nell’anticipo delle 18 al Dall’Ara, la compagine nerazzurra va a vincere anche a Bologna con un altro 2-0 firmato ancora da De Luca e Estigarribia. Risultato che sottolinea ancora una volta i limiti del Bologna da una parte, che al momento sarebbe salva solo perché dietro di lei non vince nessuno, e dall’altra lo straordinario momento di forma dell’Atalanta che è giunta alla sesta vittoria consecutiva, record mai raggiunto in Serie A per la Dea. I lombardi sono in piena zona Europa League, a un solo punto dal Parma che affronterà in fila Roma e Napoli nei suoi due prossimi incontri. I tifosi bergamaschi sognano.

paloschiVoto 7 ad Alberto Paloschi. Se l’uomo salvezza per il Chievo lo scorso anno aveva il volto di Cyril Thereau e due anni fa quello di Sergio Pellissier, quest’anno è sicuramente quello del giovane attaccante scuola Milan Alberto Paloschi. Tralasciando la sconfitta del Meazza proprio contro i rossoneri, che probabilmente il Chievo ha preso più come una partita di allenamento vista la pochezza dimostrata, la squadra veneta ha vinto nel turno infrasettimanale la cruciale sfida salvezza contro il Bologna di Ballardini. L’emblematico 3-0 con cui il Chievo si è sbarazzato dei Felsinei porta la firma di Paloschi, doppietta, e del capitano Rigoni. Paloschi con queste due reti si è portato in doppia cifra in classifica marcatori, raggiungendo bomber del calibro di Destro e Di Natale. Per il Mondiale è sicuramente troppo tardi, ma per il secondo corso Prandelli è uno degli attaccanti più accreditati per una maglia azzurra.

Voto 6 all’episodio di Sassuolo. Doveva essere il semplice e scontato lunch match della domenica quello tra Sassuolo e Roma, antipasto della super sfida del San Paolo tra Napoli e Juve. La Roma ha invece faticato più del dovuto. La partita si sblocca grazie a Destro al 16’, ma l’episodio, di cui tutti ancora oggi parlano, è la discutibile scelta arbitrale che al trentesimo blocca la gara per quasi 5 minuti. In area giallorossa avviene un leggero contatto tra Benatia e Sansone, con l’attaccante del Sassuolo che cade a terra. Rizzoli, arbitro che ci rappresenterà ai Mondiali, dapprima lascia correre, poi assegna il penalty su indirizzo dell’assistente di porta Peruzzo. Da qui cominciano 5 minuti di confusione: Berardi sistema la palla sul dischetto, Nainggolan più volte sposta la sfera per infastidirlo, il tutto mentre Rizzoli discute con Peruzzo sul da farsi. L’arbitro chiede addirittura all’attaccante neroverde di essere onesto e se è stato davvero toccato. Arrabbiatissimo nel dopo gara Di Francesco, allenatore del Sassuolo, che dichiara come la sua squadra sia poco tutelata e che sull’episodio ci sia stata una mancata presa di responsabilità. L’episodio prende la sufficienza perché, nonostante i troppi minuti utilizzati dall’arbitro per arrivare a una decisione, alla fine ha valutato correttamente.

Voto 5 al Brescia. Per un’altra annata il sogno di tornare nella massima serie rimarrà tale. caraccioloAncora una volta la squadra ha deluso i propri tifosi rimasti sempre vicini ai giocatori anche nei momenti di maggiore difficoltà. A – 8 dalla zona playoff, le speranze per le Rondinelle di tornare in Serie A sono ridotte all’osso. Del resto i numeri parlano chiaro: da dopo Natale la squadra ha perso 7 delle 11 partite giocate, vincendone solamente 3 e pareggiandone una, media più che altro per una squadra che aspira a salvarsi più che a salire nella massima serie. Quello che impressiona maggiormente è l’impietoso rendimento che la squadra offre tra le mura amiche; al Rigamonti il Brescia non vince dall’1 febbraio contro il Bari e nel girone di ritorno ha perso le sfide dirette contro Carpi, Latina e Spezia proprio nel suo stadio. Guarda a caso con quei 9 punti il Brescia sarebbe in zona playoff, ma con i se e con i ma…

Voto 4 al Bologna. Ancora una volta ci troviamo a parlare delle disgrazie calcistiche dei Felsinei. Le ultime due partite dovevano rappresentare per il Bologna un secco cambio di marcia e invece i passi indietro sono stati notevoli e evidenti. La sconfitta del Bentegodi contro il Chievo per 3-0 in settimana ne è stata la prova più autentica, ma forse ancora peggiore è stata la partita persa in casa contro l’Atalanta sabato sera. Nelle ultime 14 partite ha vinto solamente due volte contro Torino e Cagliari. L’unica fortuna dei rossoblù è che sotto di loro Catania, Sassuolo e Livorno continuano a non vincere facendo abbassare sempre più la quota salvezza, che mai come quest’anno sarà ampiamente al di sotto dei soliti 40 punti.

ciani-autogol-LAPRESSE-480x360Voto 3 a Ciani – Marchetti. L’errore in concomitanza tra Ciani e Marchetti è davvero imbarazzante. L’episodio avviene quando il punteggio è sul 2-1 in favore dei biancocelesti contro il Parma; il cross di Palladino è anticipato dall’intervento difensivo di Ciani che però non riesce incredibilmente a spazzare via la sfera che si dirige sotto le gambe di Marchetti, anche lui complice di quest’errore davvero madornale. Il difensore francese già in occasione della prima rete emiliana aveva dimostrato di essere in affanno, dopo che Biabiany lo aveva anticipato. Il portiere laziale, invece, non è nuovo a errori di questo tipo, basti pensare all’incredibile rete subita in Bulgaria contro il Ludogorets, che è costata l’eliminazione alla Lazio in Europa League. Anche in quella circostanza Marchetti rientrava da un infortunio.

Voto 2 ad Alessandro Matri. È senza d’ombra di dubbio la stagione più brutta da quando Matri disputa la Serie A. Dopo i mesi tristemente passati a Milanello, dove ha condiviso con i compagni la terribile stagione rossonera, si pensava che il cambio di aria potesse solo giovare al ragazzo e ritrovare così, prima del gol, la fiducia in sé stesso. Così a gennaio Matri è andato alla Fiorentina alla ricerca di una prima punta dopo l’infortunio di Gomez prima e Rossi poi. All’esordio l’attaccante di Sant’Angelo Lodigiano aveva realizzato una doppietta a Catania e subito i tifosi viola lo hanno accolto come idolo, mentre i rossoneri già si mangiavano le mani chiedendosi perché a San Siro non ne buttasse dentro mezza. Il rendimento dell’attaccante viola è però tornato subito ad essere lo stesso di quando vestiva la maglia del Milan, tanto che i Della Valle hanno già annunciato che il ragazzo non sarà riscattato e a giugno tornerà a Milano. Dopo la doppietta di Catania, Matri ha infatti realizzato una sola altra rete contro i danesi dell’Esbjerg in Europa League.

Voto 1 al San Lorenzo. Sarà anche la squadra di Papa Francesco, ma stavolta i calciatori del San Lorenzo non le hanno di certo mandate a dire. Incredibile finale di partita quella tra gli ecuadoregni dell’Independiente del Valle e gli argentini del San Lorenzo, sfida valida per la Copa Libertadores. Gli argentini vanno in vantaggio con Blandi, ma al 94’ l’arbitro assegna prima un calcio di rigore in favore della squadra di casa, realizzato da Sormoza, e poi fischia immediatamente la fine. I giocatori ospiti non digeriscono queste decisioni arbitrali e subito dopo il triplice fischio si scaraventano verso l’arbitro paraguayano Amarilla, prontamente soccorso dalla polizia. Volano però manganellate contro i giocatori da parte del cordone di poliziotti e gli animi si accendono ulteriormente. La rissa verrà sedata con difficoltà dai calciatori più calmi. Il pareggio equivale alla quasi certa eliminazione per gli argentini, a cui ora serve solo un miracolo. Chissà che la buona parola del Papa non abbia effetto.

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