RIVALDO IN ANGOLA

Voto 10 a Pogba. Il baby talento della Juventus si è messo ancora una volta in luce segnando una doppietta fantastica contro l’Udinese e trascinando i bianconeri al successo. Il gioiellino francese classe ’93 è uno dei talenti più puri del nostro campionato e ciò lo dimostra la costanza con cui mister Conte lo manda in campo. È inoltre uno dei pochi giovani ad aver voluto migrare dal campionato più affascinante del mondo, la Premier, per venire a costruire la sua carriera in una terra di talenti in fuga.
Juve, l’erede di Pirlo ce l’hai in casa.

RIVALDO IN ANGOLAVoto 9 a Rivaldo che a 40 anni non è ancora sazio di calcio giocato. L’ex pallone d’oro infatti, nonostante l’età ormai avanzata e una carriera gloriosa alle spalle (pallone d’oro nel 1999, campione del mondo nel 2002, e un palmares da fare invidia a tanti) ha ancora voglia di mettersi in gioco, di calpestare l’erba verde del campo e di correre dietro un pallone. Il brasiliano infatti, finita la sua carriera nei massimi campionati europei, ha iniziato a girare il mondo in cerca di squadre disposte a farlo giocare da protagonista, finendo così prima in Uzbekistan, poi in Angola, ed infine è nel suo Brasile, per giocare nel São Caetano in serie B. Marcire in panchina o sedersi dietro una scrivania dirigenziale davvero non fa per lui.

Voto 8 ai bomber silenziosi, che magari hanno nomi poco pesanti e che non accendono le fantasie dei tifosi, ma che sul campo si fanno sentire eccome. Attaccanti che sono troppo spesso criticati, ma che marciano a medie gol importanti, vedi Pazzini. Giovani come Paloschi (23 anni) che troppo spesso sono ai box per infortunio, ma che quando ci sono si vede. O giocatori come Floccari, eterni vice di attaccanti di razza ma che sarebbe titolari in molte altre squadre e che quando si presenta l’occasione giusta la sfruttano ( ha segnato 2 gol nelle ultime 2 partite). E poi, perché no, ci aggiungiamo anche Bogdani, albanese di quasi due metri, sempre criticato da stampa e tifosi, che chiamato al duro compito di sostituire Calaiò e di salvare il Siena, ha segnato nello scontro salvezza contro la Sampdoria regalando ai toscani 3 punti importanti.

Voto 7 a Bruno Longhi che nella telecronaca di Milan-Bologna ha dimostrato doti da gufo da far invidia al miglior Cristiano Ruiu. Il telecronista di Mediaset infatti nel primo tempo della partita, snocciolando le solite statistiche, aveva affermato stupito che Mexes da ormai due anni non segnava in serie A… e infatti il gol è poi arrivato, peccato solo che la porta non fosse quella giusta.

Voto 6 al Barcellona che per una sera ha dimostrato il suo volto mortale. Il club blaugrana infatti ha perso l’ultima partita di Liga in casa del Real Sociedad per 3 a 2 dopo essere stato in vantaggio di 2 reti. Certo una serata storta e sfortunata può capitare a tutti, ma Messi e compagni non ne avevano ancora avute, e in campionato, a parte il pareggio nel Clàsico, aveva sempre vinto. Sicuramente questa sconfitta non ridimensiona le ambizioni né il valore della squadra più forte di questi anni, ma dimostra che anche il Barcellona è una squadra come le altre, e che anche lei qualche volta può perdere. Allegri e il Milan sono avvisati, anche gli dei del calcio possono cadere.

Voto 5 ai campacci di serie A. Campi così se ne dovrebbero vedere pochi, e invece ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Campi come quelli di Siena, di Verona, di Bergamo e perfino di San Siro (sebbene sia in netto miglioramento grazie alla rizollatura estiva) riducono la spettacolarità delle partite e sono pericolosi per i calciatori, così più esposti a infortuni. I manti erbosi inglesi e tedeschi sono un miraggio.

SERIE A: LUIGI DEL NERI NEW TRAINER OF GENOA CFCVoto 4 a Del Neri. 13 partite, 2 vittorie, 2 pareggi e ben 9 sconfitte: questo è il ben poco invidiabile curriculum di Luigi Del Neri sulla panchina del grifone. Fatale per il tecnico goriziano la sconfitta in casa col Catania, che a soli 3 mesi dal suo arrivo a Genova lo condanna all’ennesimo esonero della sua carriera. Preziosi, non certo privo di colpe, ha infatti chiamato Davide Ballardini, terzo allenatore stagionale. Riuscirà il nuovo tecnico a mangiare la colomba o verrà esonerato prima?

Voto 3 alla cessione di Sneijder. Il nostro calcio è in crisi, e a questo ormai siamo abituati, i nostri club sono costretti a vendere per fare cassa e ciò ormai lo sappiamo, i top player stanno abbandonando la serie A ormai da qualche anno… Ma la cessione di Sneijder è un caso a sé che grida vendetta. L’Inter infatti non solo si è privata dell’eroe del triplete e di uno dei giocatori di maggior caratura internazionale del nostro campionato, ma lo ha fatto per una cifra ridicola. Il Galatasaray si è portato a casa il talento olandese per soli 7,5 milioni, una cifra decisamente troppo bassa per un giocatore di tale pedigree e per giunta con ancora tanti anni di carriera davanti (ha solo 28 anni). Questa volta la dirigenza interista l’ha fatta davvero grossa.

STEWARDVoto 2 alla rissa al termine di Siena-Sampdoria. Attimi di tensione ed un parapiglia da saloon al termine della gara del “Franchi”. Litigio scoppiato in seguito a un battibecco tra Gastaldello, capitano blucerchiato, e Iachini, suo ex allenatore ora al Siena, che sono stati però allontanati dall’arrivo dell’arbitro.La resa dei conti arriva al triplice fischio quando Gastaldello si rivolge all’intera panchina senese e la rissa si allarga anche a Romero e Bogdani, protagonisti di un brutto scontro di gioco durante il match. Il protagonista è però anche un grosso steward chiamato agli straordinari per placare l’ira di Gastaldello prima e Romero poi. Non c’è che dire, col suo intervento ha evitato il peggio, idolo.

Voto 1 alla giustizia sportiva italiana. Il peggior voto di questa settimana va alla giustizia sportiva italiana che nel caso Napoli perde ogni rimasuglio di credibilità che gli era rimasta dopo anni di inefficienze e ingiustizie. Non vogliamo entrare nel merito della questione né discutere il verdetto (che ci pare peraltro giusto), ma perché solo un mese fa il Napoli Calcio prendeva due punti di penalizzazione e due suoi giocatori, capitan Cannavaro e Grava, venivano squalificati per 6 mesi, mentre ora si torna come prima? E questo è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di squalifiche distribuite a club e giocatori come fossero caramelle, salvo poi ripensamenti dopo qualche mese o settimana. Meno male che a mettere tutti d’accordo ci ha pensato De Sanctis che con la sua paperata colossale ha ritolto al Napoli i 2 punti che la giustizia sportiva aveva appena riconsegnato.

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