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Manchester United's Vidic fouls Liverpool's Sturridge to concede a penalty and be sent off during their English Premier League soccer match in ManchesterVoto 10 a Steven Gerrard. Il capitano dei Reds è stato assolutamente il migliore in campo nella splendida partita andata in scena all’Old Trafford, dove la squadra ospite di Rodgers si è imposta per 3-0 su ciò che rimane del Manchester United. La partita è sin dall’inizio a senso unico, con il Liverpool che carica cercando subito la rete del vantaggio. Gli ospiti passano poco dopo la mezz’ora grazie a un calcio di rigore siglato da Gerrard. Il raddoppio arriva a inizio ripresa quando l’arbitro Clattenburg si trova costretto ad assegnare un nuovo penalty per i Reds. Dal dischetto ci va ancora il capitano che non sbaglia, è 2-0. La reazione da parte dei ragazzi di Moyes non arriva e il Liverpool potrebbe chiuderla definitivamente con il terzo rigore della partita, ma questa volta Gerrard colpisce il palo. Nell’occasione viene espulso Vidic per un fallo inesistente sul simulatore Sturridge. La terza rete arriva comunque nel finale con la solita combinazione tra l’ex Chelsea e Suarez che infila De Gea. Nona sconfitta in campionato per lo United, record della sua storia, con ancora nove giornate da disputare, tra cui il derby con il City.

Voto 9 a Roberto Donadoni. Il lavoro che l’ex allenatore di Livorno, Napoli e della Nazionale sta facendo sulla panchina del Parma è a dir poco eccezionale. L’ennesima vittoria di domenica ha portato la squadra emiliana a quota 46 punti, a un solo punto dall’Inter e a due lunghezze dal quarto posto occupato dalla Fiorentina. I tre punti conquistati a San Siro, contro un Milan che tocca il momento più basso della sua stagione di certo non ricca di momenti positivi, fa crescere ancora di più la già alta autostima dei ragazzi di Donadoni, che arrivati a questo punto dell’annata vedono l’obiettivo Europa non più come un sogno irraggiungibile di qualche mese fa, ma autentica realtà. La striscia di risultati senza sconfitte sembra non finire mai. Con questa vittoria, si allunga infatti a 16 la serie di partite in cui i ducali hanno portato a casa almeno un punto e molto lo si deve al pregevole lavoro che sta conducendo il mister, che ha saputo rilanciare il talento di Cassano, anche in ottica Nazionale, ma anche quello di molti altri ragazzi.

Voto 8 a Alessandro Diamanti. Il campionato italiano a febbraio ha perso un suo ennesimo talento, questa volta non destinazione Inghilterra o Spagna, ma Cina, dove spinto soprattutto dal dio denaro e dalla moglie di origini thailandesi, il centrocampista toscano ha deciso di trasferirsi. Qui ovviamente il suo talento è elevato all’ennesima potenza. In terra asiatica l’ex capitano del Bologna ha già siglato 4 reti, di cui due all’esordio in occasione della prima partita di Champions League asiatica. In settimana, durante la seconda gara di questa competizione, ha segnato il suo primo gol su calcio di punizione, la sua specialità, portando la sua squadra al pareggio per 1-1 contro i giapponesi degli Yokohama Marinos. Sabato si è sbloccato anche in campionato siglando la rete del 4-1 contro i modesti Harbin Yiteng, con un altro bellissimo calcio di punizione. Speriamo solo che Prandelli lo stia osservando anche da così lontano.

Voto 7 a Mario Gomez. Voto più che mai positivo per l’attaccante viola, che dopo tanti mesi di infermeria e riabilitazione in seguito al brutto infortunio al ginocchio di settembre, sta cercando di ritornare quello di Monaco. Il bomber tedesco sa che questi due mesi sono importantissimi per la sua carriera: decisivi non solo in quanto deve convincere Löw a portarlo in Brasile, ma anche per andarci da protagonista perché sa che la concorrenza di un altro grande attaccante come l’eterno Klose non sarà facile da battere. Da quando è tornato a piena disposizione di Montella, Gomez ha già realizzato due reti, la prima, sicuramente più importante, contro la Juventus negli ottavi di finale di andata di Europa League, la seconda ieri sera che ha chiuso sul 3-1 la sfida contro il Chievo.

beckVoto 6 al cameraman di Hoffenheim – Mainz. Gli infortuni ai calciatori, più o meno gravi che siano, fanno parte del gioco e si sa che con una certa regolarità possono capitare a chiunque. Ma ciò che è accaduto ieri pomeriggio in Bundesliga, durante la gara tra Hoffenheim e Mainz, è un incidente che poche volte, se non nessuna, abbiamo avuto modo di vedere su un campo di gioco. Protagonista un cameraman posizionato a bordo campo letteralmente colpito da Andreas Beck, capitano della squadra di casa, che durante un’azione sulla fascia di sinistra scivolando è franato addosso al povero operatore televisivo. Il calciatore se l’è cavata senza nemmeno un graffio, mentre il cameraman, rimasto esanime a terra, è stato portato via in barella e trasportato in ospedale per accertamenti.

Voto 5 a Emanuele Calaiò. La stagione dell’attaccante ex Napoli e Siena è contraddistinta da molti alti e bassi. Partita molto bene con il gol nel derby di andata vinto dai rossoblù e la conquista della maglia da titolare a fianco di Gilardino, la sua annata si pensava potesse avere dei risvolti migliori. Invece, col passare delle giornate si è visto soffiare il posto di volta in volta dai vari Fetfatzidis prima e Konaté poi. Il ritorno al gol al San Paolo nella partita pareggiata dal Genoa grazie a una sua splendida rete su punizione contro il Napoli rappresenta un altro picco della sua stagione che gli ha consentito di guadagnare qualche punto nelle gerarchie degli attaccanti. L’ultima prestazione contro la Juventus, subentrato nella ripresa al posto di Gilardino, dovrà essere però immediatamente dimenticata dall’Arciere, che ha avuto sui piedi la possibilità di calciare il rigore del possibile vantaggio. L’attaccante siciliano ha però calciato malamente facendosi parare il penalty da Buffon.

Voto 4 al Tottenham. Settimana nera per gli Spurs, che perdono tre partite su tre. Dopo la sconfitta per 4-0 sul campo del Chelsea, i tifosi del Tottenham si aspettavano una risposta da parte dei propri giocatori, sia in settimana nella partita di andata contro il Benfica in Europa League, sia nel derby contro l’Arsenal, giocato ieri pomeriggio al White Hart Lane. Il match con i portoghesi, la sfida più affascinante degli ottavi di Europa League al pari di Juventus – Fiorentina, ha visto i padroni di casa soccombere sotto i colpi di Luizao e compagni, con il difensore brasiliano autore addirittura di una doppietta. Il finale 3-1 lascia poche speranze per gli inglesi in vista del ritorno. Il derby contro l’Arsenal è deciso dopo appena un minuto quando Rosicky segna un gol straordinario che manda in visibilio i tifosi ospiti. Gli Spurs, che forse meritavano il pareggio, escono sconfitti per 1-0; il quinto posto occupato ora dal Tottenham potrà presto essere ripreso dall’Everton, distante due punti ma con due gare da recuperare.

Voto 3 al Catania e al Bologna. Perdere gli scontri diretti non è mai bello specialmente se queste partite possono essere determinanti ai fini di un’intera stagione. La squadra siciliana perde malamente lo scontro salvezza contro il Sassuolo, che non vinceva dalla lontana partita contro il Milan, che aveva causato l’esonero di Allegri. La squadra di Maran va anche in vantaggio, ma nella ripresa i neroverdi ribaltano il risultato sul 3-1. Gli emiliani superano in classifica proprio gli etnei, fanalino di coda a quota 20 punti. Terzultimo e attualmente retrocesso il Bologna, sconfitto a Livorno per 2-1. I toscani, in vantaggio grazie alle reti di Benassi e Paulinho, amministrano bene la partita anche dopo la doppia inferiorità numerica causata dalle espulsioni di M’baye e Emeghara. Il Bologna accorcia con Christodoulopoulos, ma non basta. Ballardini, subentrato a Pioli un paio di mesi fa, è a sua volta a rischio esonero.

kemenVoto 2 a Olivier Kemen. Questo giovane ragazzino fino a pochi giorni fa era pressoché sconosciuto, ma dopo quello che ha fatto in quest’ultimo weekend in Inghilterra è finito sui titoli dei giornali sportivi più importanti. Il calciatore è un talento del Newcastle under 18 che in occasione della sfida contro i coetanei del Chelsea ha segnato la rete dell’1-1 esattamente come Maradona nei quarti di finale del Mondiale dell’86 in Messico, ma non come la seconda rete, cioè partendo dalla metà campo in azione individuale, ma come la prima, segnando di mano. Ebbene sì. Immediatamente i telecronisti dopo la rete hanno ricordato la beffa della “Mano de Dios” con cui Maradona punì gli inglesi.

Voto 1 al Milan. Terza sconfitta consecutiva in campionato, quarta se aggiungiamo la disfatta di Madrid, solamente 35 punti in classifica quando siamo a metà marzo, ma forse quello che è peggio  è l’assenza di un vero progetto. La squadra è allo sbando. Da quando è arrivato Seedorf su dodici gare il Milan ne ha perse addirittura sette, ma di certo la colpa non è da indirizzare al tecnico olandese, che a gennaio è stato chiamato a risollevare una situazione già ampiamente compromessa dal suo predecessore. Forse nemmeno lui è all’altezza della panchina rossonera, ma questo lo potremo giudicare dal prossimo anno, quando partirà il nuovo progetto del Milan, con cambi radicali non solo nella rosa dei calciatori ma anche nello staff dirigenziale. I tifosi non ne possono più e lo dimostra la, seppur pacifica, contestazione prima e dopo la gara persa in casa contro il Parma. La situazione a Milanello è quanto mai critica e senza obiettivi da qui fino a fine stagione l’unica necessità è quella di evitare figuracce come quella di Madrid.

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