shurrle

atletico realVoto 10 ad André Schurrle. Il derby di Londra tra il Chelsea e il Fulham si presentava ricco di insidie per i ragazzi di Mourinho. Non tanto per la qualità della squadra allenata da Felix Magath, che giace solitaria sul fondo della classifica, quanto per la stanchezza accumulata nella trasferta di Istanbul e il ricordo del brutto pareggio a cui sono andati incontro. A risolvere la partita ci ha però pensato il giovane trequartista tedesco Andrè Schurrle, prelevato in estate dal Bayer Leverkusen per 22 milioni di euro (cifra più che modesta per un giocatore del suo talento), che assieme al compagno di reparto Hazard ha dato la sveglia ai propri compagni di squadra nella ripresa, e nel giro di una mezz’ora scarsa gonfia per tre volte la rete difesa dall’ex romanista Stekelenburg, garantendo ai Blues tre punti fondamentali per la corsa al titolo, vista anche la contemporanea sconfitta dell’Arsenal per mano dello Stoke City.

Voto 9 al derby di Madrid. Il derby di Madrid regala sempre grandi emozioni e anche l’ultimo, andato in scena al Vicente Calderòn ieri pomeriggio, non ha deluso né le aspettative dei tifosi né quelle degli amanti del calcio. Di fronte a una splendida cornice di pubblico, i Colchoneros vanno sotto dopo pochi minuti grazie alla rete di Karim Benzema, lasciato solo in area su cross di Di Maria. La squadra di casa però non ci sta, e prima vede negarsi un netto rigore per fallo di Sergio Ramos su Diego Costa, che accende irrimediabilmente la rabbia dei tifosi sugli spalti, poi raggiunge e supera i cugini grazie alle reti di Koke e del capitano Gabi. La ripresa comincia con i padroni di casa ancora all’attacco e con il secondo episodio dubbio in area blanca (contatto tra Arbeloa e Diego Costa non fischiato dall’arbitro) che vede anzi ammonito l’attaccante spagnolo per simulazione, facendo infuriare Burgos, secondo di Simeone, che cerca di affrontare l’arbitro trattenuto da non meno di sei persone. Il direttore di gara ovviamente lo allontana dal campo di gioco. Nel finale è il solito Cristiano Ronaldo a salvare il Real grazie alla rete del definitivo 2-2. I Blancos mantengono così la vetta, con un punto di vantaggio sul Barcellona e tre sull’Atletico Madrid, nero di rabbia a fine gara.

Voto 8 a Mirko Antenucci. Era con ogni probabilità la partita che sentiva più di tutte. La data del suo ritorno a La Spezia, squadra per cui ha indossato la maglia la scorsa stagione e per cui ha siglato 6 reti nello scorso campionato, era cerchiata in rosso sul calendario di Antenucci. Alla fine della scorsa stagione non si è lasciato bene con i tifosi dello Spezia, i quali lo hanno infatti preso di mira per tutta la partita di sabato che vedeva i padroni di casa ospitare la Ternana. Per Antenucci non poteva che capitare giornata migliore per sfoderare una prestazione semplicemente da incorniciare. La squadra di casa va due volte in vantaggio, ma entrambe le volte non fa i conti con il bomber della squadra umbra, che firma prima il momentaneo 1-1 su rigore e poi il definitivo 2-2 con una splendida rovesciata da vedere e rivedere.

Voto 7 a Moris Carrozzieri. A dir poco singolare la scelta di Moris Carrozzieri, ex difensore di Palermo e Atalanta tra le altre. Dopo la squalifica per due anni in seguito a un controllo in cui era stato trovato positivo alla cocaina, il roccioso difensore di Giulianova è tornato sui campi di calcio indossando le maglie di Lecce e Varese, senza lasciare troppo il segno. Poi la scelta di tornare a Giulianova, in Serie D, dove però ha collezionato solo due presenze. Terminata questa esperienza, Carrozzieri ha deciso di lasciare il calcio che conta per giocare nel Bellante, squadra del suo paese che milita in Terza Categoria. La sua scelta è dovuta soprattutto alle ultime regole che sono state introdotte in Lega Pro, a discapito dei trentenni come lui e a favore dei giovani. Così Moris ha deciso di accettare la proposta dei suoi amici di Bellante e per onorare al meglio questo invito ha pure deciso di cambiare completamente il suo ruolo, da difensore esperto e collaudato a centravanti bomber della squadra, tanto che all’esordio ha trascinato i compagni alla vittoria grazie ad una doppietta.

Voto 6 a Ronaldo. Uno come lui non può smettere di far parlare di sé con il ritiro dal calcio giocato. Un calciatore che ha fatto sognare un’intera generazione di bambini grazie ai propri gol e alle proprie giocate ben oltre i limiti dell’umana natura, e che al contempo si è dimostrato così fragile e umano da parere più che una divinità calcistica un ragazzino del campetto dietro a casa, non può che rimanere nei cuori degli appassionati. E così anche la semplice partecipazione del Fenomeno alla sfilata del celebre carnevale di Rio (era sul carro della scuola di samba Gavioes da Fiel) si è trasformata in un caso che ha fatto sorridere e imbarazzare l’intero Brasile, in diretta tv. Stando alle immagini, infatti, Ronaldo ad un certo punto della sfilata, impossibilitato ad andare al bagno, si è trovato costretto a fare pipì in una bottiglietta. Non è però la prima volta che l’ex campione del mondo espleta i suoi bisogni fisiologici in diretta tv: già alle Olimpiadi del 1996 è stato “costretto” a farla in campo, nascondendosi dietro ad un pallone.

boatengVoto 5 a  Kevin Prince Boateng. Il centrocampista tedesco naturalizzato ghanese, passato in estate dal Milan allo Shalke 04, è arrivato a Gelsenkirchen proponendosi come nuovo volto della squadra, portando in dote quella carica di agonismo, di energia e di esperienza che mancava ai ragazzi di Jens Keller. Ma se fin qui le sua stagione si sta rivelando tutto sommato positiva (9 gol in 27 partite ufficiali), una piccola macchia rischia di segnare la sua esperienza in Renania. La vicenda che lo vede coinvolto è diventata ben presto di dominio pubblico, e si tratta di una foto che lo ritrae mentre fuma una sigaretta, con una birra di fianco a sé, durante lo svolgimento di un controllo anti-doping. I fatti di per sé non forniscono materia di scandalo, e la solita storia del calciatore come modello per i bimbi non attacca (anche perché il Boa non pensava minimamente di venir fotografato), ma è altrettanto vero che sono un brutto autogol per il centrocampista: Boateng, fin dai tempi del Milan, è stato più volte accusato di non essere un professionista, e questa foto non fa che dare credito a tali voci.

 Voto 4 al caso Borja Valero. Questo proprio non ci voleva. La squalifica per quattro giornate inflitta dal giudice sportivo a Borja Valero, a seguito della convulsa rissa dei minuti finali di Parma – Fiorentina, pesa come un macigno sulle spalle dei ragazzi di Montella, privati del loro giocatore di maggior talento dopo Pepito Rossi (anch’egli fuori causa per i motivi ben noti) in uno dei momenti più importanti di tutta la stagione. Non è nostro intento entrare nel merito della discussione a proposito del referto di Gervasoni, e se da un lato capiamo il rammarico e le recriminazioni di Borja Valero, dall’altro crediamo anche che nessuno meglio dell’arbitro, che si trovava nel bel mezzo del trambusto e che quindi ha avuto più elementi di noi spettatori televisivi, abbia la facoltà di far chiarezza su quanto avvenuto. Ciò che ci preme sottolineare è che la principale causa di spiacevoli vicende di questo tipo dipenda sostanzialmente dal clima teso e di polemica che si accompagna ad ogni partita. Nel creare tale clima non sono certamente esenti da colpe i calciatori, gli allenatori e i dirigenti, sempre pronti a criticare ogni decisione arbitrale e a recriminare su qualsiasi episodio. Ciò che manca davvero, come ha sottolineato lo stesso Montella in conferenza stampa, è una più serena comunicazione, ma essa non è raggiungibile nel clima che ormai abitualmente si crea in campo. In aggiunta si può sottolineare come, sicuramente, se gli arbitri, nel loro ormai difficilissimo lavoro, fossero coadiuvati da strumenti tecnologici, la gestione delle partite sarebbe enormemente più semplice. Ma da questo orecchio Blatter proprio non vuole sentirci.

Voto 3 al Manchester United. Ormai la vecchia storia della stagione di transizione non regge più, e in casa Red Devils è diventato inevitabile parlare di totale disfatta, di vera e propria Caporetto. Il discorso trito e ritrito della pesante eredità lasciata dall’addio di Sir Alex Ferguson e del difficile ambientamento del suo pupillo Moyes ormai ha stufato; la realtà dei fatti dimostra che il problema ha radici ben più profonde. Il disastroso 0-2 rimediato in terra greca, per mano del frizzante ma pur sempre modesto Olympiakos, rischia di essere non solo la goccia che fa traboccare il vaso, ma qualcosa di più: la pietra tombale su di una stagione iniziata male e finita peggio. Ciò che lascia di stucco tifosi e appassionati di calcio è la tremenda involuzione a cui Rooney e compagni stanno andando incontro: la squadra che fino ad un anno fa stravinceva la Premier e veniva estromessa dalla Champions League solo dal Real Madrid di Mourinho e da scelte arbitrali quanto meno discutibili, ad oggi si trova ad un passo dall’eliminazione dalla massima competizione europea e solamente settima in campionato. Ribaltare il risultato dell’andata non è impresa impossibile, soprattutto con calciatori del calibro di Van Persie e Rooney in squadra, ma serve urgentemente un cambio radicale di atteggiamento.

 Voto 2 a Marko Livaja. L’attaccante croato, in comproprietà tra Inter e Atalanta, sta passando una stagione ampiamente al di sotto delle aspettative. In molti, dopo l’approdo a Bergamo a gennaio 2013 e le seguenti belle prestazioni, si aspettavano che potesse definitivamente esplodere in questa annata, prendendo spunto soprattutto dal compagno di reparto Denis. Il giovane, invece, ha perso quasi da subito la maglia da titolare e ha segnato fin qui solamente due reti. Per di più il ragazzo dimostra di non essere nemmeno un serio professionista: Livaja di recente è stato messo fuori rosa per 15 giorni poiché nel corso di Udinese – Atalanta si è rifiutato di andare a scaldarsi a pochi minuti dalla fine; da qui, una giusta e severa punizione.

 padovaVoto 1 alla situazione del Padova. Ancora una volta ci vediamo costretti a parlare della pessima stagione che sta attraversando la squadra veneta. L’ennesimo cambio di panchina, con l’esonero di Mutti e l’arrivo di Serena, non è servito a risollevare il Padova dalla zona bassa della classifica, con gli scudati che occupano amaramente la penultima piazza. L’ultima gara rispecchia pienamente il periodo nero che sta affrontando la squadra: a Latina i giocatori non sono stati umiliati solamente nel corso dei novanta minuti, che hanno visto i padroni di casa imporsi con un secco 3-0, ma anche dopo la partita. I ragazzi di Serena sono stati infatti obbligati da alcuni tifosi veneti giunti nel Lazio a togliersi le magliette, lasciandole ai piedi del settore ospite. Episodio analogo era successo circa due anni fa a Marassi, quando i tifosi del Genoa fecero la stessa cosa con i loro giocatori, interrompendo addirittura la partita in corso.

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