icardi

jesèVoto 10 a Jesè. Il Real Madrid i campioni li compra. È un vecchio assioma che, nonostante qualche rara eccezione (Raul, Casillas e pochissimi altri), è vero da tempo immemore. Sono altre le squadre che devono costruirsi in casa i propri campioni, ai madrileni basta fare offerte galattiche e spendere cifre astronomiche. Eppure da qualche anno qualcosa sta cambiando, e seppure gli acquisti record dei blancos non sembrano in via d’estinzione, si sta scommettendo con maggiore forza sul settore giovanile. Splendido esempio di questo cambio di rotta è il giovane attaccante spagnolo Jesé Rodríguez Ruiz, noto come Jesè, che in questo campionato ha già siglato la bellezza di 5 reti e che si sta rivelando più che un semplice rincalzo del francese Benzema. Nella vittoria esterna contro il Getafe, il classe ’93 ha, per la terza volta in questa stagione, aperto le marcature madrilene e spianato la strada dei ragazzi di Ancelotti verso una facile vittoria. Da tenere d’occhio questo ragazzo che nei movimenti e nel carisma ricorda molto il più celebre compagno di squadra Cristiano Ronaldo, e che nonostante le sole venti primavere sulle spalle (compirà a breve i 21 anni) ha già la personalità per ritagliarsi un posto al sole in una delle rose più competitive nel panorama calcistico e per siglare la prima marcatura in Liga proprio contro i rivali storici del Barcellona.

Voto 9 al Parma. Era l’ormai lontano 2 novembre, giorno in cui il Parma perse in casa 1-0 contro la Juventus. Da quella sera sono passati più di quattro mesi e la squadra di Roberto Donadoni ha inserito una nuova marcia. Sono ben 12 le partite consecutive in cui il Parma non conosce la parola sconfitta, 6 vittorie e 6 pareggi, senza contare la partita di Roma sospesa per pioggia. La squadra è in forma smagliante, sta ritrovando il miglior Cassano e le reti di Amauri, anche se l’ultimo turno è stato tenuto a riposo. Forse troppo largo il risultato per quello visto in campo, 0-4 il finale, ma la vittoria di Bergamo per i Ducali è importantissima, perché al momento vuol dire aver raggiunto il Verona e quindi il sesto posto valido per la qualificazione in Europa League.

Voto 8 alla coppia Palacio – Icardi. Destini incrociati quelli dei due attaccanti argentini in forza all’Inter di Mazzarri. Due storie completamente diverse per due personaggi che hanno ben poco in comune, se non di chiamare patria la stessa terra, vestire la stessa maglia ed essere rinati entrambi in una serata di metà inverno a Firenze. L’uno un professionista esemplare, che per mesi e mesi (considerando anche la stagione scorsa) ha dovuto cantare e portare la croce, sostenendo da solo (lui che prima punta non è) tutto il peso dell’attacco neroazzurro; l’altro un ragazzino dal talento indiscutibile ma dall’atteggiamento ancora inadeguato. Entrambi si erano persi nelle ultime settimane, incapaci di dare alla propria squadra quel mordente offensivo che le avrebbe permesso di uscire dalla crisi ben prima. Nella difficile trasferta dell’Artemio Franchi, prima Palacio ha ritrovato la via del gol, smarrita dai tempi del derby della Madonnina, siglando il momentaneo 0-1, poi Maurito ha regalato a Mazzarri tre punti vitali in chiave Europa, fissando il punteggio sul 1-2 (di Cuadrado il gol della Viola). I tifosi interisti possono ben sperare in un futuro prossimo più roseo.

Voto 7 ad Alberto Gilardino. Il Grifone è ormai sempre più Gila-dipendente. La squadra ha cambiato volto da quando sulla panchina è tornato a sedersi Gasperini, ma quello che ne ha guadagnato di più, visto il cambiamento tattico voluto dal tecnico, è sicuramente l’attaccante di Biella. Si sa, la motivazione di una chiamata per il Mondiale può e deve fare la differenza e il Gila lo sa bene. Dopo l’ottima stagione a Bologna, che gli è valsa il ritorno in maglia azzurra, in molti si sarebbero potuti aspettare un calo dell’attaccante, vista la sua precedente esperienza a Genova. E invece Gilardino è sempre più decisivo, come dimostrato anche ieri. La partita contro l’Udinese sembrava ormai persa, visto il vantaggio per 3-1 dei friulani a venti minuti dal termine, ma una doppietta di Aladino ha regalato ai liguri un insperato punto. Con queste due reti Gila sale a quota 11 gol in campionato, al sesto posto in classifica cannonieri.

minalaVoto 6 al caso Minala. Un caso dai connotati pressoché assurdi si sta delineando alla corte di Lotito. Nella primavera biancoceleste, infatti, milita da qualche tempo un giovane e promettente centrocampista camerunense, da molti paragonato, per movimenti e carattere, al fuoriclasse cileno Arturo Vidal. Il ragazzo classe ’96 dimostra però, per lineamenti del volto e fisico, un’età decisamente superiore a quella da lui dichiarata, tanto che il web è stato presto intasato da commenti ironici e pagine a lui dedicate. Ma a trasformare la goliardia in caso di cronaca ci ha pensato una testata giornalistica senegalese, che ha riportato un’esclusiva dichiarazione del diretto interessato, stando alla quale egli non avrebbe 17 anni, bensì 42. Non ci sono prove credibili a suffragare tale ipotesi, ma è altrettanto vero che non esistono test medici idonei a certificare l’età del ragazzo, e casi del genere si sono già verificati in passato (chiedere a Luciano-Eriberto per conferme). Per ora non ci resta che credere al ragazzo, e aspettare che sia il tempo a fornirci adeguate risposte, anche se ci risulta difficile credere ad un ultra-quarantenne che corre sui verdi campi come un ragazzino nel fiore degli anni.

Voto 5 a Yohan Benalouane. In casa la squadra orobica stava viaggiando con ritmi da zone nobili della classifica, e la sfida interna con lo spumeggiante Parma di Donadoni si prefigurava come un match dall’esito incerto. Ma il 4-0 finale non lascia dubbi, e conferma ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, che il calcio è imprevedibile come pochi altri sport al mondo. Non erano infatti pronosticabili il fortunoso gol di Molinaro (con la gentile compartecipazione della difesa bergamasca, sistemata malissimo), e soprattutto l’inspiegabile autogol di petto di Benalouane, probabilmente dimentico di essere passato nelle fila atalantine da quelle emiliane a gennaio. Non ci è dato sapere se il ventiseienne algerino volesse metterla fuori o compiere un rischioso retropassaggio al portiere, ciò che è certo è che ha colto Consigli di sorpresa e ha di fatto chiuso in anticipo la sfida. E pensare che prima della partita aveva dichiarato che quella col Parma sarebbe stata una gara importante…

CALCIO: GENOA; ESONERATO MARINO, TORNA MALESANIVoto 4 al Pescara. Periodo nero della squadra abruzzese che, esattamente come all’inizio del girone d’andata, anche nella prima parte del girone di ritorno continua a lasciare i tre punti alle sue avversarie. Quinta sconfitta consecutiva per la squadra di Marino, che questa volta cade in casa contro il non irresistibile Varese di Gautieri per 2-1. Come ad ottobre, si torna a parlare di un possibile esonero del tecnico, che stando ai risultati avrebbe le ore contate. La società ha intanto deciso di mandare tutta la squadra, dirigenti compresi, in ritiro punitivo, in attesa delle decisioni sul mister. In caso di permanenza di Marino sarà decisiva la trasferta di Bari, inguaiato nelle zona bassa della classifica.

Voto 3 ai lacrimogeni del Madrigal. Panico in Villarreal – Celta Vigo, anticipo serale di Liga. Al Madrigal succede tutto nei minuti finali, quando la squadra ospite si porta in vantaggio grazie alla rete di Orellana. Dopo pochi minuti, all’87’ per l’esattezza, si scatena l’inferno: in campo vengono lanciati dei lacrimogeni che hanno l’unico scopo di interrompere la partita, e così accade. Il pubblico scappa e abbandona lo stadio, i giocatori fuggono negli spogliatoi tra attacchi di tosse e lacrime, e l’arbitro ovviamente sospende la gara. Dopo alcuni minuti di confusione generale la partita riprende, anche se ormai i tifosi rimasti sugli spalti sono ben pochi. Il Celta trova anche il gol del raddoppio con Nolito per il 2-0 finale. Spiacevole episodio, soprattutto se pensiamo che lo scorso anno il Villarreal era in Segunda Division, la nostra Serie B, e quest’anno è al quinto posto in campionato.

Voto 2 all’Envigado. Non ci saremmo mai aspettati di dover dare un voto così basso a una delle sorprese più belle del torneo di Viareggio di quest’anno. La squadra colombiana, arrivata incredibilmente fino ai quarti, è stata protagonista però di uno spiacevole finale di partita contro il Milan di Filippo Inzaghi. L’Envigado, a termine di una partita molto tirata, viene sconfitto per 1-0 e quindi eliminato; ma dopo il triplice fischio le proteste contro l’arbitro, che nel corso della gara aveva espulso un ragazzo colombiano per un evidente pugno a un rossonero a gioco fermo, sfociano in una spinta all’arbitro, che è costretto a espellere altri due calciatori. Il Milan, che in semifinale ha superato la Fiorentina, se la vedrà in finale nuovamente contro l’Anderlecht, già incontrato proprio all’ultimo atto lo scorso anno.

sole-caldo-estate1Voto 1 ai time-out mondiali. Il calcio, come qualunque altro sport e più in generale attività umana, è soggetto a numerosi mutamenti, sia dal punto di vista del gioco (non è più il calcio dei nostri padri) sia dal punto di vista regolamentare. Cambiare è nella natura stessa delle cose, eppure ci sono dei punti fermi che non si possono modificare senza creare dei mostruosi ibridi: uno di questi è che nel calcio non ci sono timeout. Può sembrare un aspetto del tutto secondario, eppure ci risulta impossibile immaginare i ventidue giocatori che si dirigono verso la panchina per sentire le indicazioni del mister, per poi tornare ai propri posti nel giro di una manciata di minuti. Eppure non sono dello stesso avviso i vertici Fifa, che hanno previsto, per salvaguardare la salute dei calciatori nei torridi pomeriggi brasiliani, di interrompere per 3-4 minuti le partite più a rischio afa allo scadere della mezz’ora di gioco, in modo tale da permettere agli atleti di idratarsi e rinfrescarsi. Siamo ben consci del pericolo di giocare alle 15, ai tropici in piena estate, con un’umidità da sauna e un sole che scioglie l’asfalto (ce ne siamo già occupati in occasione della Confederations Cup), ma pensiamo che quest’idea dei time-out non sia, nel modo più assoluto, una convincente risposta a tale problema. Le partite in quelle condizioni non andrebbero giocate.

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