Atalanta

Voto 10 a German Denis. Del momento difficile dei ragazzi di Benitez avevamo già parlato la scorsa settimana e posti quei presupposti non ci sorprende più del dovuto la disfatta totale sul bagnato campo bergamasco. Così, in un pomeriggio caratterizzato da una serie impressionante di errori da parte dei partenopei e da un drastico turnover da parte di Benitez (fuori Jorginho, Hamsik e Higuain), il palcoscenico è tutto per il grande ex della partita: il Tanque Denis. Il massiccio attaccante argentino risolve la sfida a favore dei nerazzurri grazie ad una doppietta gentilmente concessa da un’imbarazzante mediana tutta svizzera (Dzemaili e Inler gli imputati). Questa sconfitta evidenzia in maniera palese come a questo Napoli manchi una valida alternativa all’asso Higuain là davanti, con il colombiano Zapata ancora decisamente acerbo per il calcio italiano. Chissà in quanti staranno rimpiangendo di non avere trattenuto German Denis…

fabio-boriniVoto 9 a Fabio Borini. Straordinario il momento di forma dell’attaccante del Sunderland che grazie alle sue ottime prestazioni sta contribuendo, e non poco, alla risalita in classifica dei Blackcats. Come all’andata, Borini è uno dei migliori in campo nel derby contro il Newcastle, dove i biancorossi si sono imposti al St. James’ Park per 3-0. Il bomber italiano apre le marcature dagli undici metri, calciando in maniera perfetta sotto l’incrocio dei pali, dopodiché inizia a fare ciò che lo ha fatto diventare uno degli idoli dei tifosi del Sunderland e del suo ex allenatore al Liverpool ed allo Swansea Brendan Rodgers: tanta corsa e sacrificio, movimento e pressing. Con tre vittorie nelle ultime quattro gare a disposizione la squadra di Poyet si ritrova al dodicesimo posto, ma a soli 5 punti dall’ultimo posto. I Magpies soffrono probabilmente la partenza di Cabaye, acquistato dal Psg in questa sessione di mercato.

Voto 8 a Edy Reja . Il sostituto di Petkovic ha letteralmente preso in mano una squadra allo sbando e, con la dolcezza e la determinazione dei migliori nonni (non ce ne voglia il buon Edy), sta riportando i propri ragazzi sulla retta via, quella del gioco solido, quadrato e convincente, gioco che, nell’ultimo periodo dell’allenatore bosniaco, era decisamente venuto meno. La sua Lazio sta tornando nella zona di classifica che per blasone le compete, ritrovando vecchie certezze della precedente gestione Reja (Ledesma su tutti) e nuovi interpreti (come il sorprendente Keita di Verona). Ma più ancora che per i risultati sul campo vogliamo premiare l’allenatore goriziano per la schiettezza dimostrata in conferenza stampa: con un’umiltà d’altri tempi Reja ha infatti ammesso che il motivo del mancato rinforzo dopo la cessione di Hernanes all’Inter starebbe nel fatto che tutti i giocatori contattati si sarebbero rifiutati di trasferirsi nella capitale.

Voto 7 al Trapani. Era l’ormai lontano 9 novembre, giornata in cui la squadra di Roberto Boscaglia veniva sconfitta sonoramente nel derby contro il Palermo per 3-0. Da quella partita la squadra sicula, forse toccata nell’orgoglio, ha iniziato una lunga striscia di risultati positivi che l’hanno portata al quinto posto, in piena zona playoff,  con 36 punti in cascina. Il Trapani non perde infatti da dieci partite, delle quali ne ha vinte addirittura sette. Ultima di queste è la cinica vittoria di Pescara per 1-0, che tra le altre cose è valso anche il sorpasso sui Delfini. Forse è ancora presto per parlare di promozione, ma si sa che per queste squadre, mosse anche e soprattutto dall’entusiasmo della promozione in B (vedi anche l’Avellino, terzo in classifica), nulla è impossibile; basti pensare al doppio salto dalla Lega Pro alla Serie A di Cesena e Novara di qualche stagione fa.

19Voto 6 all’arbitro Andrea De Marco. Il 6 per noi pagellatori è il voto più difficile da dare, è un voto mediocre, né negativo né pienamente positivo; il tipico voto dell’incertezza, dell’insicurezza, per chi non ha meriti ma neppure colpe. Come il cerchio degli ignavi di dantesca memoria, si trova fuori dalle porte dell’inferno ma irrimediabilmente lontano dalla luce del Paradiso. Questa stessa incapacità di scelta la ritroviamo nell’operato di De Marco, direttore di gara nella sfida tra Roma e Parma giocata allo stadio Olimpico. Nonostante un campo evidentemente ben oltre i limiti del praticabile, con ampie zone allagate che impedivano alla palla di rimbalzare, e una pioggia scrosciante che azzerava ogni possibilità di drenaggio o assorbimento da parte del manto erboso, il fischietto ligure ha atteso diversi minuti prima di prendere l’unica decisione sensata: rinviare il match. Non si poteva prendere la stessa decisione anche in Genoa-Inter di due settimane fa?

Voto 5 ad Alberto Malesani. Settimana scorsa la panchina del Sassuolo ha visto l’esonero, a seguito della brutta sconfitta di Livorno, di Eusebio Di Francesco e, dopo qualche giorno di indecisione (era stata fatta un’offerta anche all’allenatore Primavera del Milan Filippo Inzaghi, prontamente rifiutata da Galliani), la decisione è caduta su uno degli allenatori più esperti in Italia, Alberto Malesani. L’esordio sulla panchina emiliana del tecnico non è stato decisamente dei migliori, vista la sconfitta interna per 2-1 contro la sua ex squadra Hellas Verona. A differenza di quello che ci si poteva immaginare a inizio stagione, ora la squadra nero verde ha ampiamente una rosa da salvezza. Infatti ben dodici sono stati gli acquisti del presidente Squinzi nel mercato di riparazione appena conclusosi e tra essi sono giunti in Emilia anche giocatori di spessore, come Cannavaro, Sansone, Rosi, Manfredini e Floccari. Dalla straordinaria vittoria contro il Milan, il Sassuolo ha perso tutte e tre le sfide disputate, rimanendo ingabbiato nella zona retrocessione. Ultima avventura di Malesani su una panchina è stata l’anno scorso a Palermo, durata solamente 20 giorni. Ce la farà a durare di più su quella del Sassuolo?

Voto 4 agli ultras del Corinthians. L’anno che porta ai Mondiali brasiliani è iniziato nel peggiore dei modi per l’ex bambino prodigio rossonero Pato. Dopo una serie di prestazioni ben al di sotto della sufficienza (che, salvo imprevedibili cambi di rotta, precluderanno all’ex Milan la chiamata della Selecao), la pazienza dei supporters del club paulista è giunta al termine. Ma se le critiche per un comportamento troppo spesso indolente e svogliato sono sacrosante, è certamente da condannare la tentata aggressione da parte di un centinaio di ultras del Timao durante una sessione di allenamenti. Il papero è riuscito ad uscire incolume solo grazie all’intervento degli addetti alla sicurezza, che lo hanno scortato in luoghi più sicuri assieme ai compagni di squadra. L’addio del giovane centravanti brasiliano è sempre più imminente, con Juventus e Borussia Dortmund alla finestra, ma scommettere su di un ritorno in grande stile del fenomeno apprezzato nelle prime stagioni rossonere appare sempre più un azzardo.

Fulham-v-West-Ham-United-Premier-League-2978873Voto 3 al Fulham. La stagione dei Cottagers è un assoluto disastro. Impietosi sono i risultati che sta raccogliendo la squadra di René Meulensteen, che si trova in solitaria in ultima piazza in Premier. Lontani sono i tempi in cui la squadra faceva sognare i propri tifosi in Europa League, tanto che ricorderete tutti l’incredibile vittoria contro la Juventus a Craven Cottage, nel 2010, per 4-1. Con la peggiore difesa di tutto il campionato (pensate, addirittura 53 reti subite), la squadra sta vivendo uno dei peggiori momenti della sua storia. Sette sconfitte nelle ultime nove partite, comprese alcune umilianti, come il 6-0 in casa dell’Hull City, il 4-1 in casa contro il Sunderland e infine il 3-0, sempre a Londra, contro il Southampton. Dopo il West Ham, due stagioni fa, e il QPR lo scorso anno, un’altra squadra di Londra potrebbe finire in Championship.

Voto 2 al Racing Santander. La crisi economica che sta colpendo la Spagna colpisce anche il mondo del calcio. È a dir poco clamoroso quello che è successo in settimana in occasione della sfida di ritorno di Coppa del Re tra Racing Santander, che milita in terza divisione spagnola, e Real Sociedad, sfida valida per i quarti di finale. I giocatori, che non percepiscono lo stipendio da oltre 4 mesi, sono scesi in campo, ma come promesso nei giorni precedenti, hanno deciso di non giocare la sfida, tanto che l’arbitro dopo 58 secondi si è visto obbligato a fermare la partita che ha visto quindi gli avversari uscire vincitori a tavolino. Nessuna contestazione da parte dei tifosi, anzi, solo applausi per questi giocatori in grado di eliminare nei turni precedenti squadre ben più quotate come Siviglia e Almeria.

Voto 1 ai fatti di Leeds. Altro brutto episodio che ha come protagonista negativo il tifo organizzato. Questa volta i fatti si sono svolti in Inghilterra, nella città di Leeds, sede della squadra di Championship (la loro serie cadetta) Leeds United, passato negli ultimi giorni nelle mani del vulcanico presidente del Cagliari Massimo Cellino. Appena prese le redini della squadra, l’imprenditore sardo non ha esitato a esonerare l’allenatore Brian McDermott, per sostituirlo con un suo uomo di fiducia (nelle ultime ore si parla intensamente del ex difensore della Roma Gianluca Festa). Tale atto, a cui noi italiani siamo ormai più che abituati, ha però fatto infuriare i supporters inglesi, che hanno circondato lo stadio impedendo a Cellino di uscire. Per riportare la situazione alla normalità sono dovute intervenire le forze dell’ordine, accorse a sirene spiegate. Speriamo che Cellino faccia tesoro di questa esperienza: i suoi metodi tirannici di gestione della squadra non possono essere accettati in Inghilterra. Per la cronaca: McDermott è stato richiamato alla guida della squadra.

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