Calcio: Serie A; Hellas Verona-Lazio

matriVoto 10 a Alessandro Matri. Il Mitra Matri è tornato! Dopo un girone d’andata infernale nel club che lo ha cresciuto e lanciato nel calcio che conta, il bomber ex Milan sembra rinato a Firenze. Gran colpo della dirigenza viola, che in piena crisi di attaccanti, con Gomez e Rossi ancora ai box, è riuscita a strappare un attaccante di peso, dallo spiccato senso del gol e della posizione, in prestito secco dai rossoneri. L’importanza del centravanti lodigiano si è vista già alla sua prima gara ufficiale in maglia viola, contro il Catania del rientrante Maran, in cui Matri, in soli 45’ minuti, è riuscito a segnare due gol, il doppio del bottino totale in maglia rossonera. Una vera e propria rinascita per il ventinovenne ex Juventus, dopo sei mesi bui, conditi da prestazioni caratterizzate da tanta buona volontà, ma ben poca qualità. Lo sconquassato ambiente rossonero non avrà certo aiutato Matri, ma un calciatore della sua esperienza e del suo valore non avrebbe dovuto avere così evidenti problemi di ambientamento. Un applauso comunque se lo merita, e se Pradè si starà sfregando le mani per la grande operazione di mercato, anche i rossoneri stanno sperando in una rinascita del ragazzo, se non altro per non vedere calare il valore del cartellino in modo drastico.

Voto 9 a Rolando Bianchi. Diciamocelo: la stagione fino a qui era stata abbondantemente una delusione, ma nell’ultimo turno di campionato contro il Napoli, Rolando Bianchi ha tirato fuori una prestazione da vero goleador, in linea con il giocatore che avevamo ammirato nei suoi anni granata. La doppietta permette alla truppa di Ballardini, arrivato a sostituire Stefano Pioli, tanto amato dai felsinei, di uscire dal Dall’Ara imbattuto per la seconda partita consecutiva, dopo il brutto 0-0 contro la Lazio di settimana scorsa. Bianchi, fino a qui autore di una sola rete in campionato, lancia un forte messaggio alla dirigenza, che lo vorrebbe cedere per riportare a casa Gilardino, e ai suoi tifosi che non lo hanno di certo osannato in questi mesi a dir poco bui.

Voto 8 a Mattia Destro. Nel giorno in cui Rudi Garcia riesce a convincere Sabatini a riportare al calcio che conta Michel Bastos, disperso tra i campi degli emirati arabi, Mattia Destro manda un segnale chiaro al proprio allenatore: ci sono anche io. Grande prestazione quella del giovane attaccante, prodotto del settore giovanile nerazzurro, contro il Livorno del nuovo tecnico Perotti, in cui con un gol da attaccante vero, ha spianato la strada ai giallorossi per una facile. Da quando è rientrato dal brutto infortunio, che lo ha tenuto fuori dai campi tutta la prima parte della stagione, il giallorosso è tornato l’attaccante efficace e di quantità ammirato nella stagione a Siena. Un rientro sicuramente gradito per i giallorossi, che a causa dei continui problemi fisici di capitan Totti hanno bisogno come il pane di un attaccante come lui. Chissà che Prandelli non tenga un occhio di riguardo per lui, non sarebbe un’eresia.

callejonVoto 7 a Josè Maria Callejòn. Record personale di reti in un’unica stagione raggiunto e siamo solo a gennaio. L’ex madridista è arrivato a quota 13 reti in stagione, di cui 9 in campionato, dietro solamente a Higuain nella classifica di goleador della propria squadra. L’esterno che faticava a ritagliarsi spazio a Madrid, si sta dimostrando una vera rivelazione per i partenopei, non solo per le prestazioni che offre partita dopo partita, ma quanto per la frequenza con cui riesce ad andare a segno. In un campionato difficile come quello italiano, non è mai facile per i giocatori del suo ruolo segnare con una così facile ripetitività, eppure lo spagnolo sembra non rientrare in questo caso. In settimana ha trascinato il Napoli ai quarti di Coppa Italia con una fantastica doppietta, ieri per poco non regalava i 3 punti alla sua squadra contro la bestia nera Bologna, con la rete del momentaneo 1-2.

Voto 6 al Barcellona. Il voto della mediocrità di questa settimana va ad una squadra che da tante stagioni a questa parte ci ha abituato ad essere tutto meno che mediocre: il Barcellona. Nell’ultima giornata di Liga il club catalano non è andato oltre uno scialbo 1-1 e timbra il secondo pareggio consecutivo dopo l’altrettanto scialbo 0-0 contro i Colchoneros di Simeone. Sotto di 1-0 per una rete subita sugli sviluppi di un calcio d’angolo (la sesta in stagione presa in questo modo, per ciò che inizia a diventare un problema), i blaugrana riescono a riacciuffare la parità già 9 minuti dopo, di nuovo su corner, grazie alla zuccata vincente di Pique. Da lì in poi però la squadra del Tata Martino non riesce più a trovare la via del gol, sfornando una prestazione, triste e a tratti deprimente: tanto possesso palla, poca velocità e soprattutto zero idee, con Messi perso per il campo a cercare un senso per il proprio essere lì. Questo passo falso fa esplodere la gioia del Real di Ancelotti, che si trova così ad un solo punto di distanza dagli eterni rivali catalani e dall’Atletico, a sua volta fermato sull’1-1 dal Siviglia.

falcaoVoto 5 a Radamel Falcao. Il Monaco viaggia a gonfie vele in campionato, a pochi punti dai campioni in carica del Psg di Ibrahimovic, Cavani e compagnia, e in piena corsa per la vittoria finale, e per un posto in Champions League, e sebbene i milioni di cui dispongono i proprietari,  bisogna pur sempre ricordarsi che si tratta di una neopromossa che fino all’anno scorso militava nella Serie B francese. Anche contro il Tolosa, squadra che staziona senza infamia e senza lode nel ventre della classifica, la squadra del principato è riuscita a far valere la legge del più forte, grazie ai gol di Kurzawa e Ocampos, ma in casa Monaco si è aperto un piccolo caso, che rischia però di assumere proporzioni preoccupanti. Dallo scorso 8 novembre infatti, Radamel Falcao, il grande acquisto della scorsa estate, costato la spropositata cifra di 50 milioni di euro, non riesce più a timbrare il cartellino, ed è fermo a 9 gol in campionato, ben 6 in meno del capocannoniere Zlatan Ibrahimovic. Le buone prestazioni non mancano, così come non manca l’impegno e la buona volontà, ma la porta sembra letteralmente stregata, e la via del gol è ormai smarrita da tempo. Se il Monaco vorrà proseguire fino in fondo nella sua caccia alla Ligue 1, dovrà ritrovare i gol del suo uomo simbolo, così come Falcao avrà bisogno di tornare a gonfiare la rete per smentire tutti quei critici che vedono in lui ormai un ex-giocatore da quando si è ritirato in esilio dorato nel piccolo paradiso monegasco.

Voto 4 al Verona. Non è nostra abitudine contestare le scelte di mercato delle società, data la difficoltà nel capire i meccanismi che regolano le trattative, spesso intricate da accordi verbali, interferenze di procuratori e logiche impermeabili ai non addetti al settore. Ma la scelta da parte della società scaligera di cedere Jorginho, stella più fulgida della sorprendente squadra di Mandorlini ci sembra oggettivamente delittuosa. Se è vero che i gialloblù sembrano ormai diretti verso una salvezza senza patemi e stress, e che ogni altro obbiettivo (leggasi Europa) sembra oggettivamente fuori portata, è pur vero che vedere Jorginho orchestrare la squadra era una gioia per gli occhi, mentre nel Napoli di Benitez il ragazzo non avrà lo stesso spazio e le stesse responsabilità. Più che l’aspetto emotivo e romantico, a farci sorgere dubbi sul valore dell’operazione sono le tempistiche e le cifre dell’operazione: perché vendere subito e in comproprietà un giocatore che nel corso della stagione avrebbe sicuramente innalzato la propria valutazione, invece che rivenderlo a fine stagione ad un prezzo più alto (il Napoli ha sborsato “solo” 4,5 milioni per la comproprietà) e goderselo fino a fine stagione? I misteri del calciomercato…

brkicVoto 3 a Zeljko Brkic. Davvero pessima la prestazione del portiere classe ’86 contro la Lazio di Edy Reja. Se il rigore provocato dall’estremo difensore bianconero sull’attaccante tedesco Klose è a da considerarsi a dir poco generoso (il tocco dell’estremo difensore è infatti quasi impercettibile), le cause della seconda rete biancoceleste sono da attribuire proprio a Brkic. Il numero 1 friulano respinge sui piedi del malcapitato Lazzari, appena entrato, un comodo pallone, causandone il più grottesco degli autogol. È a firma di Hernanes la terza rete laziale, 2-3 il finale, che porta alla prima vittoria in trasferta dei capitolini.

Voto 2 al Catania. La stagione sembra veramente maledetta. In settimana un nuovo ribaltone ha visto come protagonista la società siciliana. In seguito alla pesantissima sconfitta di Coppa Italia, 1-4 contro il Siena, che milita in Serie B, il presidente Pulvirenti ha deciso di esonerare Gigi De Canio e di richiamare Rolando Maran, sollevato dall’incarico qualche mese fa. Purtroppo la svolta, o quanto meno un segnale di ripresa, non si è visto nemmeno domenica, con la squadra che ha subito un’altra brutta sconfitta, sempre in casa, contro la Fiorentina, dell’ex tecnico Montella, per 3-0. I siciliani sono sempre ultimi in classifica, in compagnia del Livorno, con la zona salvezza che dista a soli 4 punti, ma che per questa squadra sembrano essere un abisso.

Voto 1 ai campi di Serie A. Autentici pantani i campi su cui si è disputato l’ultimo turno del campionato italiano. In un weekend dove ha piovuto praticamente in tutti gli stadi, ad eccezione di Catania, si sono visti tutti i limiti che i terreni di gioco possiedono. Clamorosi sono gli esempi del Mapei Stadium di Reggio Emilia, dove si è giocato Sassuolo-Torino, con intere zone di campo allagate, dove la palla a fatica riusciva a rimbalzare, oppure del Luigi Ferraris, dove tra Genoa-Inter è andata in scena una partita di pallanuoto. A dir poco impietoso se provassimo a fare un confronto con i campi inglesi dove, nonostante la pioggia sia quasi una certezza, i terreni sono sempre perfetti e in ottime condizioni.

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