Bor. Gladbach

Boban calcio poliziottoVoto 10 a Zvonimir Boban. In un mondo dominato dall’ipocrisia, dalle frasi di circostanza e dai luoghi comuni, pochi personaggi noti hanno ancora la voglia e il coraggio di dire, apertamente e senza mezze misure, ciò che pensano. Tra questi non manca di certo Zvonimir Boban. Nemico del politically correct fin dai primi calci (a proposito di calci, vi ricordate quello rifilato al poliziotto serbo in occasione di Dinamo Zagabria-Stella Rossa? Se non ve lo ricordate guardate QUI), l’indimenticato idolo della Curva Sud meneghina è andato sul pesante commentando l’ennesima prestazione negativa di Mario Balotelli contro il Genoa. Le parole forti e dirette devono aver fatto scattare una molla nella testa del ragazzo, che nella settimana successiva ha messo da parte l’atteggiamento da spaccone e la superbia, per tornare a fare ciò che tutti i tifosi milanisti vogliono da lui: gol e prestazioni di sostanza e sacrificio. Il nesso tra le dichiarazioni del croato e il cambio di rotta del ragazzo bresciano è pretestuoso e non suffragato da prove, potrete farci notare. Vero. Ma noi, da inguaribili romantici, preferiamo la versione del vecchio campione che con le proprie parole, dure ma sincere, riesce a raddrizzare il comportamento del giovane che rischia di sprecare il suo immenso talento.

Voto 9 a Gareth Bale. Grande prova del gallese nella vittoria interna delle merengues contro il Valladolid e prima tripletta in terra spagnola. La squadra di mister Ancelotti non sente minimamente il peso dell’assenza del più forte giocatore in circolazione, Cristiano Ronaldo, e pesca dal cilindro una prestazione mostruosa di mister 100 milioni Gareth Bale. È ancora presto per dire che Bale è tornato il calciatore ammirato a Londra, o che la cifra spesa per lui sia stata proporzionale al talento e al rendimento (cosa che riteniamo ai limiti dell’impossibile) del ragazzo, ma se il gallese si confermerà questo, con il ritorno di CR7 e la conferma di Di Maria sugli standard delle ultime giornate, allora il Real Madrid potrà a tutti gli effetti considerarsi tra le squadre meglio attrezzate in Europa, e non solo come la più costosa.

Voto 8 a Antonio Cassano. Fantantonio è tornato. Era da tanto tempo che non si vedeva il suo sopraffino talento espresso a pieno sui verdi campi di calcio. Dopo il brutto problema di cuore, un’annata di pochi alti e troppi bassi all’Inter e un trasferimento al Parma, sembrava ormai uscito dal calcio che conta. Troppe opportunità passate e sprecate, troppe anche per un talento purissimo come il suo. Eppure nella tranquilla città emiliana sta ritrovando la propria dimensione ideale, e dopo un inizio tentennante, complice anche qualche chiletto di troppo, sta trascinando i ducali a suon di gol e prestazioni mostruose. Le sue quotazioni per un posto in Brasile salgono di partita in partita e il pazzesco gol contro il Bologna non sarà certamente sfuggito agli occhi di Prandelli, suo grande ammiratore. A 31 anni Cassano avrà ormai chiaro che la propria dimensione è quella di leader e prima donna in squadre ben attrezzate ma provinciali (prima di Parma, Bari e Sampdoria) e non certo nei top team italiani o europei. Un peccato per chi come lui può fare qualunque cosa palla al piede, ma se ci rassegniamo a vederlo lottare per una comoda salvezza, probabilmente ci si potrà consolare con giocate di altissima scuola e di rara finezza.

Belotti golVoto 7 a Andrea Belotti. Il Palermo torna alla vittoria dopo lo stop in casa contro il sempre più sorprendente Latina, e lo fa mettendo in luce uno dei più giovani talenti che ha in rosa. Andrea Belotti, classe ’93 e attaccante anche della Nazionale Under 21 di Gigi Di Biagio, ha trascinato alla vittoria la propria squadra grazie a una pregevole doppietta nel 2-1 del Barbera. Il ragazzo, schierato a sorpresa in coppia con Lafferty al posto di Hernandez, raggiunge quota cinque reti in campionato. La prima rete arriva sul finale di primo tempo, quando Belotti controlla in area, salta due uomini e spara un destro imparabile sotto l’incrocio. La seconda rete è da attaccante puro: siamo al 91°, cross dalla destra di Stevanovic per l’attaccante italiano che brucia di testa il diretto avversario per il definitivo 2-1 rosanero. Segnatevi questo nome, il futuro nella massima serie è assicurato.

Voto 6 al Borussia Mönchengladbach. Lo stato di forma della squadra del distretto di Dusseldorf è semplicemente fantastico. La rosa, allenata dallo svizzero Lucien Favre, arriva da uno straordinario filotto di cinque vittorie in altrettante partite disputate nella Bundesliga e grazie a questi ottimi risultati occupa ora, in solitaria, la quarta posizione valida per i preliminari di Champions League. Inoltre il Borussia Park quest’anno è un vero e proprio fortino, dato che la squadra ha conquistato in casa tutti e 21 punti disponibili vincendo tutte e 7 le partite disputate, compresa quella contro la corazzata Borussia Dortmund. I giocatori sono però consapevoli che se vogliono conquistare un posto nell’Europa che conta, dopo molti anni, devono migliorare il loro andamento fuori casa.

Voto 5 a Morgan De Sanctis. Il portiere della Roma sta disputando un campionato di primissimo livello, così come lo avevamo lasciato con la maglia del Napoli, ma l’errore commesso contro l’Atalanta nell’ultimo match disputato è troppo evidente e grave per non sottolinearlo. La papera del portiere abruzzese arriva al 51°, direttamente dal calcio di punizione di Davide Brivio. Il mancino del terzino dell’Atalanta non sembra irresistibile, ma evidentemente non è così per il portiere giallorosso che goffamente e in ritardo prova a tuffarsi sul pallone ormai finito in rete. Probabilmente Morgan è stato ingannato dal rimbalzo beffardo del pallone che ha toccato terra poco prima di arrivare in porta.

Bilbao-Barca 1-0Voto 4 al Barcellona. Due sconfitte di fila nella stessa settimana. Cose che capitano, certamente, ma a Barcellona no, lì è diverso. Il Barcellona non perde mai, figurarsi due volte di fila e contro due squadre decisamente abbordabili per i blaugrana (Ajax in Champions e Athletic Bilbao in Liga). Ma se il 2-1 rimediato in Olanda è comprensibile e non pregiudica minimamente né il primato nel girone né tantomeno il passaggio agli ottavi, la sconfitta rimediata ieri in Liga contro l’ottima formazione basca fa calare una scura ombra sulla formazione del Tata Martino. Senza Messi in campo il Barcellona è parsa una squadra lenta e prevedibile, priva della velocità d’esecuzione e di pensiero di qualche anno fa. L’assenza della Pulce rende il Barcellona inconcludente in attacco, senza alternative e idee. La partita si è conclusa 1-0 per l’Athletic grazie al gol di Munian, che stravince il duello tra ventunenni col più quotato e pagato Neymar, e permette all’Atletico Madrid di raggiungere proprio i blaugrana in vetta alla classifica.

Voto 3 a Fabrizio Castori. Chiamato da Lillo Foti il 20 ottobre, in seguito alla brutta sconfitta della Reggina a Modena per 3-0, per sostituire l’esonerato Gianluca Atzori, il tecnico amaranto Fabrizio Castori non sta riuscendo nell’arduo compito di risollevare la squadra calabrese dalla zona bassa della classifica. Il mister, ex Varese, ha collezionato solamente 4 punti nelle 6 gare avute a disposizione, perdendone addirittura 3 davanti al proprio pubblico, che, sempre meno presente sulle tribune del Granillo, si è ormai da tempo stancato della situazione in cui si trova la squadra. L’anno del centenario sembrava potesse promettere bene per la Reggina, vista la campagna acquisti effettuata in estate e le grandi aspettative da parte della dirigenza. Lillo Foti ha dato un ultimatum di una settimana al tecnico, per cercare di risollevare i destini della squadra, che si trova penultima in compagnia del Padova.

Voto 2 agli ultràs della Lazio. Da mercoledì notte è caos in Polonia. La trasferta a Varsavia per circa 200 tifosi biancocelesti è diventata un vero incubo. Molti tifosi laziali, già protagonisti in passato di episodi del genere, sono stati fermati dopo gli scontri avvenuti con i polacchi il giovedì pomeriggio e con la polizia locale di Varsavia nel corso della giornata stessa. Circa 50 sono stati immediatamente rilasciati, mentre gli altri sono stati posti in stato di fermo. I tifosi erano in possesso di coltelli, asce e altri oggetti contundenti. Nella giornata di ieri quasi tutti sono stati rilasciati, a parte 17 tifosi, già processati per direttissima nella mattinata, alcuni dei quali sono in attesa che i loro familiari inviino i 600 euro di cauzione stabiliti per il loro rilascio. Ancora una volta la Lazio è protagonista di situazioni che non hanno niente a che vedere con il calcio giocato. Va sottolineato che le autorità italiane stanno ancora facendo chiarezza sui fatti, sulla regolarità degli arresti e sul comportamento delle forze dell’ordine polacche, ma ciò che è certo è che ancora una volta il tifo italiano fa una pessima figura fuori da i nostri confini.

Mexès galà fondazione MilanVoto 1 a Philippe Mexès. In un Milan giovane, inesperto e senza i soliti punti di riferimento storici nello spogliatoio (basti pensare all’addio dei senatori un anno fa e alla partenza di Ambrosini di quest’estate), il centrale francese sembrava poter ergersi a esempio di professionalità e guida per il gruppo. Niente di più sbagliato. La personalità a Mexès non manca di certo, ma mese dopo mese sta dimostrando un’immaturità, fuori e dentro al campo, inaccettabile per un giocatore della sua età e caratura. Dopo avere rimediato una lunga squalifica per il pugno rifilato a Chiellini, Mexès è tornato nuovamente nella lista degli indisponibili a causa di uno strano problema ad un occhio. Tale infortunio (epiteliopatia sierosa centrale) è dovuto all’eccesso di esposizioni ai raggi delle lampade abbronzanti, a cui il francese avrebbe fatto largo ricorso per arrivare impeccabile al galà della fondazione Milan. La sua assenza dal rettangolo verde per tale motivo è assolutamente imperdonabile, soprattutto in relazione alla crisi che affligge la retroguardia rossonera e allo stipendio che Mexès recepisce ogni anno dalla società rossonera (il più alto insieme a quelli di Kakà e Balotelli).

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