Roma vs Genoa - Serie A Tim 2013/2014

downloadVoto 10 a Domenico Berardi. A chi se non al giovane attaccante calabrese, autore di una prestazione a dire poco mostruosa, poteva andare il voto più alto della settimana? Numeri importanti per la punta del Sassuolo, che per primo nella storia riesce a rifilare 4 gol in una sola partita alla retroguardia rossonera, diventa il secondo giocatore più giovane (dietro solo a Silvio Piola) a segnare un poker in serie A, è l’attaccante più prolifico di questa stagione per media gol/minuti giocati e il secondo miglior marcatore del campionato insieme a Tevez, dietro l’infortunato Pepito Rossi. Ma non sono solo tali numeri da predestinato a stupire tutti, perché chi ieri sera lo ha visto giocare ha avuto la netta impressione di essersi trovato davanti un predestinato, un ragazzo che nonostante la giovanissima età, ha una sicurezza di sé e delle proprie capacità superiore a quella dell’intera squadra rossonera. La Juventus, che in estate ha prelevato la metà del cartellino per soli 4,5 milioni di euro, può gongolare guardando ai margini di crescita del ragazzo e, forse, smettere di cercare il famoso top player per il reparto avanzato. Diego Costa invece sta già pregustando una scorpacciata di gol dopo aver visto all’opera la retroguardia del Milan, prossimo avversario dei rossoneri in Champions League.

Voto 9 a Alessandro Florenzi. La squalifica di Ljajic, rimediata nella pesante sconfitta di Torino, ha costretto coach Garcia ad un cambio di modulo (passaggio al 4-2-3-1 con Totti unica punta) e ha aperto le porte nell’11 titolare ad Alessandro Florenzi. Il prodotto delle giovanili giallorosse ha ripagato la fiducia del tecnico con la consueta partita di quantità, sacrificio e duttilità tattica, condendo il tutto con un gol che resterà nella storia di questo campionato. Ad aprire le marcature, e indirizzare sui giusti binari la sfida contro il Genoa, ci ha pensato il ragazzo romano, con una rovesciata degna delle copertine degli album Panini. Un gesto atletico perfetto per coordinazione e potenza, per un gol ad altissimo coefficiente di difficoltà, tenendo presente anche la posizione defilata da cui è stato realizzato. Ennesima prestazione convincente per il ragazzo ventiduenne, che si conferma vero e proprio jolly nello scacchiere giallorosso e comprimario di assoluta affidabilità. Chissà che queste sue prestazioni non convincano Prandelli a concedergli un posto sull’aereo che porta in Brasile; non so voi ma noi uno così lo vediamo bene nell’Italia del C.T. bresciano.

Voto 8 alla Juventus. La marcia inarrestabile dei ragazzi di Conte continua senza soste e senza ostacoli. Il miglior attacco del campionato rifila 4 gol sonanti al malcapitato Cagliari, e mantiene 8 punti di distanza dalla Roma targata Rudi Garcia. Una vittoria ad ampio margine, maturata solo nel secondo tempo, dopo essere stati in svantaggio in seguito al gol di Pinilla. Ma è proprio in questi particolari che si vede la statura di una grande squadra, capace di non scomporsi se in svantaggio, di trovare rapidamente il pareggio e di aspettare il momento propizio per azzannare la vittoria. I tre gol che hanno sancito la disfatta cagliaritana sono arrivati infatti in soli 7 minuti del secondo tempo (dal 28’ al 35’), in un momento di flessione fisica e psicologica della squadra rivale. Con la vittoria contro il Cagliari, la squadra di Conte sale a 11 successi consecutivi in campionato, record di franchigia e si proietta verso lo scudetto della terza stella. Una stagione fin qui perfetta, macchiata però, in modo indelebile, dal deludentissimo cammino europeo.

Adam Johnson-1363885Voto 7 a Adam Johnson. Finalmente Sunderland! Bella e convincente la vittoria dei Black Cats in casa del Fulham, una delle delusioni più grandi della stagione. L’ex squadra di Paolo Di Canio vince e convince per 4-1 al Craven Cottage, grazie soprattutto a uno dei migliori giocatori di cui dispone, l’ex City Adam Johnson. La squadra, che ha in rosa il maggior numero di italiani in Premier (Mannone, Giaccherini, Dossena e Borini), grazie alla tripletta del centrocampista inglese si porta a quota 17 punti, ancora in ultima piazza in compagnia del Crystal Palace, ma a solo due lunghezze dalla zona salvezza.

Voto 6 a Kazu Miura. Gli appassionati di lungo corso ricorderanno perfettamente Kazu Miura, il primo giapponese della storia del calcio italiano, che tentò di essere protagonista con la maglia del Genoa nella stagione 1994-1995, chiusa con 21 presenze e un’unica rete, ma pesantissima, poiché permise al Grifone di vincere il derby contro la Samp. Ebbene Kazuyoshi (questo il nome completo) va per i 47 anni, ma non ha perso la voglia di rincorrere un pallone, per altro a buoni livelli. In settimana ha infatti rinnovato il suo contratto con la sua squadra, lo Yokohama FC, compagine della serie cadetta nipponica.

Voto 5 a Mauricio Pinilla. Peccato, sembrava potesse essere la sua giornata e invece è finita come peggio non poteva andare. L’attaccante è stato infatti croce e delizia per il suo Cagliari nella sfida del Sant’Elia contro la Juventus. Pinilla ha portato in vantaggio i sardi: sfruttando una deviazione aerea di Conti, a tu per tu con Buffon non ha sbagliato. La partita è stata però macchiata dall’espulsione nel finale a causa delle proteste del bomber rossoblù nei confronti dell’arbitro Guida, che non ha potuto esimersi dal cacciarlo dal campo. Il cileno non è nuovo a questi episodi, che molto probabilmente stanno anche condizionando la sua carriera. Ora il Cagliari è in emergenza in attacco vista anche l’assenza di Nenè infortunato.

ATLETICO MADRID VS. FC BARCELONAVoto 4 alla sfida tra Atletico Madrid e Barcellona. La sfida di vetta tra Atletico e Barcellona, versione rivisitata e aggiornata del Clasico spagnolo, prometteva scintille. Due delle squadre più forti dell’intero panorama europeo e mondiale, due sistemi di gioco portati ai limiti della perfezione da allenatori preparati e geniali (nonché connazionali), appaiate in vetta alla Liga si sfidavano per la supremazia in uno dei campionati più importanti e affascinanti del globo. I presupposti per una sfida da lasciare agli annali c’erano tutti, ma la partita del Vicente Calderon di Madrid ha deluso gli amanti del calcio e del bel gioco. Una partita scialba, senza quella verve che sarebbe stato lecito aspettarsi, conclusa con un deludente 0-0 che non lascia spazio a emozioni. Le due squadre di fatto si sono annullate a vicenda, per un risultato che non scontenta nessuno, ma che fa comodo solamente al Real Madrid di Ancelotti che si porta così a soli 3 punti dal duo di testa e rinfocola le proprie speranze di vittoria finale in Liga.

Voto 3 al Riccione Calcio. Che il calcio italiano sia in profonda crisi è noto a tutti, basti guardare il livello della massima serie o la “fortuna” europea delle nostre squadre di vertice per convincerci della profondità e tragicità di questa crisi. Che anche le serie minori siano in forte crisi è forse meno di dominio pubblico, ma altrettanto vero e altrettanto deprimente. Testimonianze di tale declino si possono riscontrare pressoché ovunque, ma la più eclatante ci arriva da Riccione. La squadra locale, militante in serie D, ha infatti un contenzioso aperto col comune di Riccione a proposito della gestione dello stadio Italo Nicoletti, essendo accusato di non aver corrisposto alcune rate dello stadio. Quando la squadra di casa e gli avversari del Thermal Abano Ceccato si sono recati allo stadio per disputare la partita di campionato, hanno trovato lo stadio chiuso. I dirigenti del Riccione si sono subito adoperati per trovare una soluzione ma tutto è stato inutile, e così dopo 45 minuti, come da regolamento, l’arbitro si è trovato costretto a prendere nota dell’impossibilità di giocare e rimandare tutti a casa.

milan-esonerato-allegri_53f01bcc-7c40-11e3-befc-627446d5a28b_displayVoto 2 a Massimiliano Allegri. Quello che per la maggior parte dei tifosi rossoneri era il tanto desiderato comunicato della società, a proposito dell’esonero di Allegri, è arrivato. Dopo la pessima sconfitta in terra emiliana della squadra rossonera, un rocambolesco 4-3 in favore dei neroverdi, dopo che gli ospiti erano andati in vantaggio per 2-0, la società, in particolare Barbara Berlusconi, ha deciso che era arrivato il momento di cambiare. Come al solito al tecnico livornese si possono muovere molte accuse: la scelta degli 11 titolari (Montolivo, Poli e Mexés in panchina), oppure i cambi forse arrivati troppo in ritardo; ma sicuramente la cosa più grave e che contraddistingue il Milan di questa stagione è la mancanza di carattere, che l’allenatore dovrebbe essere in grado di trasmettere ai propri calciatori. La panchina è stata affidata momentaneamente allo storico secondo allenatore Mauro Tassotti.

Voto 1 al Sant’Elia. Lo stadio del Cagliari è ormai stato definito lo “stadio della vergogna”. Dopo la travagliata scorsa stagione che ha visto la squadra sarda giocare il più delle volte a Trieste, a causa dell’inagibilità dello stadio di Quartu sant’Elena, l’Is Arenas, questa stagione è tornata a giocare nel suo vecchio stadio, il Sant’Elia, dopo aver disputato ancora qualche partita in terra friulana. La situazione stadio è però ancora molto confusa e in alto mare. Il comune di Cagliari ha dichiarato agibile il Sant’Elia, permettendo però l’apertura dell’impianto solo alla curva nord che tiene un massimo di 5000 persone. Una squadra come il Cagliari non merita di giocare in uno stadio così, pensiero trasmesso più volte anche dallo stesso presidente sardo Massimo Cellino, che in una recente intervista ha dato il via libera a tutti i suoi giocatori, anche quelli più importanti, di lasciare la squadra qual’ora lo volessero. Che la cessione di Nainggolan sia stata solo l’inizio del declino?

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