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fft104mm2602742Voto 10 a Asmir Begovic. Nel calcio professionistico a 11 i gol degli estremi difensori sono una rarità assoluta. Il gol dell’estremo difensore dello Stoke City Begovic, nella sfida contro il Southampton dell’ex Fiorentina Boruc, desta perciò stupore, anche considerando il fatto che non sia avvenuto nell’ultima disperata sortita offensiva prima del triplice fischio ma dopo appena 13 secondi di gioco. La situazione diventa surreale se si considera il fatto che l’intenzione del buon Begovic non fosse affatto quella di portare la propria squadra in vantaggio, bensì di rimettere la palla in gioco: il gol è avvenuto direttamente da rinvio dal fondo. Tale 10 nella nostra pagella fa il paio con il votaccio che si prende Artur Boruc (voto 1), colpevole di essersi fatto scavalcare da un innocuo rinvio dal fondo quasi fosse in un campaccio di terza categoria.

Voto 9 a Domenico Berardi. Il gioiellino classe ’94 del Sassuolo sta continuando a impressionare. Dopo aver contribuito da protagonista alla promozione della squadra emiliana per la prima volta nella sua storia in Serie A con 11 reti, il giovane Berardi, del quale la Juventus ha prelevato la metà del cartellino in estate lasciandolo però nella rosa dei neroverdi per maturare, sta lasciando il segno anche nella massima categoria. Protagonista assoluto nella sfida del Ferraris che ha visto il Sassuolo portare a casa i primi 3 punti in trasferta, grazie alla tripletta dell’attaccante calabrese. Per lui tripletta in Serie A e pallone portato a casa. Con i gol di Marassi, la stellina del Sassuolo ha raggiunto già quota 5 reti in campionato, consapevole però che per salvare la propria squadra dalla retrocessione dovrà farne molti altri ancora.

Voto 8 a Giampiero Gasperini. 3 vittorie, un pareggio e una sconfitta (allo Juventus Stadium). Questi i risultati del Genoa del Gasperini bis dopo l’esonero di fabio Liverani. Il ruolino di marcia è completamente cambiato dopo il ritorno del tecnico di Grugliasco, che con i 10 punti conquistati in 5 partite ha portato i rossoblù all’ottavo posto a quota 14, a -1 dalla Lazio, sconfitta ieri all’Olimpico dai liguri. Genova sembra essere l’ambiente ideale per Gasperini, che dopo aver condotto il Grifone addirittura in Europa League nel 2009, ha decisamente fallito all’Inter e al Palermo, subendo due esoneri che ne hanno ridimensionato la carriera da allenatore. Ora è tornato a casa e chissà dove potrà arrivare questo Genoa.

Voto 7 a Ricardo Kakà. Il Milan è sempre più nel baratro, affondato da una squadra priva di carattere ed organizzazione prima che di talento (sebbene sia probabilmente il Milan meno dotato sotto questo punto di vista dell’era Berlusconi), mal guidata da un allenatore che pensa più a difendersi che dalle accuse che a trovare una quadratura alla squadra e da giovani potenziali campioni sempre più potenziali e meno campioni. Ma in questo grigiore milanese è tornata una luce ad illuminare San Siro e a far ricordare ai tifosi rossoneri cosa sono i colori: questa luce ha il numero 22 sulle spalle e si chiama Kakà. Non sarà più il giocatore dominante e vincente dei tempi d’oro, ma se contro il Barcellona aveva commosso i propri tifosi per la propria dedizione al sacrificio, segnando contro i biancocelesti a San Siro ha regalato ai tifosi del Diavolo la più grande emozione stagionale. Dopo il gol si è rivolto alla platea e nel suo sguardo è parso di leggere: “Vi sono mancato?”. Tantissimo Ricky, tantissimo, ora manca il resto della squadra…

garcia_applauso_thumb400x275Voto 6 Rudi Garcia. La sua sorprendente Roma, dopo avere iniziato la stagione con una partenza record da 10 successi consecutivi, è stata fermata sul difficile campo del Torino di Ventura, con una prestazione non da buttare ma di certo non all’altezza delle precedenti sfavillanti performance. Le cause di questo piccolo stop sono molteplici, dalla stanchezza che inizia a fare mordere i polpacci dei giallorossi, agli infortuni dei due giocatori chiave (Totti e Gervinho) fino a scelte arbitrali quanto meno discutibili (alla Roma manca un rigore). Ma l’ottimo allenatore francese non cerca scuse o alibi, e ammette con grande franchezza e onestà che anche i direttori di gara hanno la possibilità di sbagliare e che il pareggio di Torino è assolutamente comprensibile nelle regole del calcio. Una bella dimostrazione di umiltà e realismo, che se può sembrare banale e scontata, in un calcio come quello italiano, che vive di recriminazioni, polemiche e accuse di complotto.

Voto 5 al Norwich. Figure del genere non possono passare inosservate. L’umiliante 7-0 subito in casa del Manchester City rimarrà nelle menti dei calciatori del Norwich per molto tempo, che incassano la terza sconfitta nelle ultime quattro gare. Difesa a dir poco colabrodo, che si vede infilare con una facilità disarmante dai continui inserimenti di Aguero e compagni. I Canaries sono al terzultimo posto in Premier e con una delle difese peggiori del campionato (14 reti subite nelle ultime 4 partite). La squadra dovrà cercare di rialzarsi subito contro il West Ham, rivale diretta nella lotta salvezza.

Voto 4 a Osvaldo, Lamela e Jovetic. In estate la nostra serie A ha perso tre delle stelle più limpide, fuggite oltremanica in cerca di contesti più vincenti, stipendi più ricchi e visibilità maggiore; ma tutti e tre stanno faticando non poco ad inserirsi nelle nuove realtà sportive. Dei tre l’unico che può considerarsi un titolare (o almeno una prima riserva) è l’ex Roma Osvaldo, anche se fino ad ora non è ancora riuscito a dimostrarsi incisivo come ai tempi di Zeman o nella nazionale italiana: 7 partite ed un solo gol fino ad ora. Peggiore la situazione di Lamela e di Jovetic: le due stelline ex Roma e Fiorentina, arrivati oltremanica con ingenti esborsi economici stanno deludendo ampiamente le aspettative, e vederli marcire sul fondo della panchina o in tribuna fa male agli occhi e al cuore. Complice l’esplosione di Townsend e un modulo in cui non riesce a dare il meglio, per El Coco le occasioni di mettersi in mostra fin qui sono state davvero poche, e quelle che ha avuto (nelle coppe principalmente) le ha tutte sprecate malamente. Situazione diversa quella di Jovetic, fino a qui fermato dagli infortuni più che da propri demeriti; ma anche da sano ha giocato appena 3 partite di cui una sola dal primo minuto.  

resizeVoto 3 a Delio Rossi. L’anno scorso aveva preso in mano una Sampdoria distrutta dalla pessima gestione Ferrara, e con grandi fatiche e difficoltà nel dare alla squadra un gioco, oltre che una compattezza, l’aveva guidata fino alla tanto sperata salvezza. All’esperto tecnico quest’anno era chiesto di riuscire ad imprimere una mentalità più solida alla squadra e se possibile darle un gioco convincente in modo da far sbocciare tutti i giovani talenti che compongono la rosa, e in quel di Genova, visto anche che Rossi poteva contare su tutta la preparazione estiva, ci credevano davvero. Niente di più sbagliato fino ad ora. La Sampdoria giace nei bassifondi della classifica, alternando prestazioni di grande sostanza, a disastrose disfatte o ingenue sconfitte. La sconfitta per 3-4 contro il Sassuolo di Di Francesco è perfetto esempio di tale capacità dei blucerchiati di riempire il secchio e svuotarlo con un calcio: la Samp domina in lungo e in largo ma poi con tre erroracci difensivi sprofonda sul 3-1 e in inferiorità numerica, riesce incredibilmente a riportarsi sul pari, salvo poi venire nuovamente freddata a pochi minuti dalla fine. La squadra sebbene non sia devastante, non è certo priva di talento, compito di Delio Rossi riuscire a creare le condizioni affinché esso non venga sprecato.

Voto 2 allo striscione di Parma.  “Pessotto, o ti mangi questa minestra…” questo il vergognoso striscione esposto da un gruppo di tifosi emiliani sabato sera durante la sfida del Tardini tra Parma e Juventus. Immediate le polemiche del dopopartita e prontissima anche la società ducale che sul suo sito si è prontamente dissociata da questo episodio e scusata con il dirigente bianconero, che aveva provato il suicidio nel 2006 lanciandosi dal tetto della sede della Juventus. Probabilmente, come già accaduto in passato, non verranno presi alcuni provvedimenti di fronte a questo episodio, visto che la Lega è più preoccupata a squalificare tifoserie e a chiudere settori di stadi per discriminazione territoriale..

Voto 1 all’omicidio di Joao Rodrigo Silva Santos. Incredibile cosa è accaduto in Brasile durante questa settimana. Il calciatore brasiliano Santos, con esperienze anche in Svezia e in Honduras, è stato brutalmente assassinato, con ogni probabilità da un gruppo di narcotrafficanti. I particolari di questa storia sono a dir poco agghiaccianti, con la testa del povero ragazzo consegnata in uno zaino direttamente alla moglie. Episodi che purtroppo in Brasile sono all’ordine del giorno e per il paese che dovrà ospitare Mondiali tra meno di un anno e Olimpiadi nel 2016 non sono di certo un buon biglietto da visita.

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