Wilshere in Arsenal-Norwich 4-1

Giuseppe Rossi tripletta alla JuventusVoto 10 a Giuseppe Rossi. Per un’ora abbondante di Pepito si erano totalmente perse le tracce, perso tra le leve di Bonucci, Chiellini e Barzagli e tremante orfano del fratellone grosso e cattivo, ovvero Mario Gomez. Ma poi qualcosa è cambiato. Non ci è dato sapere cosa ma nella testa di Rossi dev’essere scattato un meccanismo magico: prima un rigore calciato con freddezza assoluta per riaprire le speranze dei tifosi, poi un bel sinistro (certo, Buffon non è stato impeccabile, ma liberatevi voi in quel modo dal gigante Pogba) da fuori area per scaldarne i cuori ed infine il chirurgico diagonale che ha marchiato a fuoco nella storia una partita iniziata nel peggiore dei modi. Una tripletta d’autore, un sigillo da portarsi a lungo nel cuore per l’eterna promessa del calcio azzurro, che dopo anni di sfortune ed infortuni sembra definitivamente giunto alla consacrazione come stella dell’attacco di Prandelli, anche come spalla ideale di Balotelli; ma forse, visti questi numeri, il ruolo di spalla si può anche attribuire al rossonero.

Voto 9 all’Arsenal. In un weekend che come pochi altri nella storia del calcio ha regalato giocate spettacolari, da vedere e rivedere fino a consumare il tasto del mouse (i gol di Ibra e Cavani sono perle di rara bellezza), vogliamo premiare l’incredibile azione corale che ha portato al gol di Wilshere nella sfida interna dell’Arsenal contro il Norwich. Vedere sei tocchi di prima in una sola azione, di cui quattro tra i soli Wilshere e Giroud, e due di tacco è decisamente una rarità. Se a ciò aggiungete la velocità d’esecuzione del tutto, la zona di campo in cui sono avvenuti e la conclusione dell’azione, cioè gol facile facile con il portiere avversario pietrificato per lo stupore, allora viene da pensare che questo prodigio resterà nella storia del calcio come uno degli esempi più brillanti di cosa voglia dire giocare di velocità, di prima e nello stretto. Andando oltre alla meraviglia singola l’Arsenal di Wenger si trova ora, complice il pareggio del Liverpool, prima in solitaria nella Premier. Che dopo anni di vacche magre siano tornati i giorni splendenti in cui, con un gruppo di giovani e affamati fenomeni, Wenger deliziava i palati fini dei propri tifosi?

Andros_Townsend_2708Voto 8 a Andros Townsend. Ci sono giocatori che si costruiscono la carriera mattone dopo mattone, prestazione eccellente dopo prestazione eccellente, che seguono percorsi lineari e razionali, arrivando verso i 26-27 anni ai traguardi che il proprio talento e le proprie capacità permettono. Ci sono altri calciatori che invece esplodono letteralmente, passando nel giro di pochi giorni dall’anonimato alla notorietà internazionale. Questo secondo è il caso di Andros Townsend, giovane e rapida ala inglese in forza al Tottenham, che dopo avere girato una decina di squadre in prestito (senza mai stupire), si è incredibilmente ritagliato un posto al sole nelle gerarchie di Villas-Boas e Roy Hodgson, a suon di gol e prestazioni eccellenti, e una menzione speciale sulla carta stampata per le presunte offese razziste di Hodgson nei suoi confronti (anche se il ragazzo stesso ha smentito la notiuzia). Riuscirà a mantenere questa intensità calcistica e mediatica? Difficile dirlo, ma l’eroe di settimana è senza dubbio lui.

Voto 7 a Khouma El Babacar. Il giovane attaccante senegalese di proprietà della Fiorentina sta facendo letteralmente impazzire i tifosi del Modena grazie alle sue giocate. Il ragazzo, infatti, in prestito al club emiliano, è giunto a quota 7 reti in 10 presenze ed è attualmente in cima alla classifica capocannonieri di Serie B. Nell’ultima gara è stato protagonista della vittoria sulla Reggina per 3-0 firmando una bellissima doppietta.
Prima rete dagli undici metri con un pregevole “cucchiaio” che ha ingannato il portiere calabrese Benassi, e seconda grazie a un ottimo colpo piazzato su cui il portiere non ha potuto nulla. Altro talento che i viola dovranno tenere conto in ottica futura e magari non farselo sfuggire come invece accaduto con Seferovic.

Voto 6 ai rigori. Undici rigori in dieci sfide: non succedeva dal lontano 1950. Numeri da capogiro per una sola giornata di campionato, perché in poche parole è come se ogni sfida sia stata condizionata o decisa da un penalty. A ben vedere in tutti gli undici casi i fischietti nostrani si sono comportati dignitosamente, sanzionando con la massima punizione falli esistenti ed evidenti, ma è altrettanto vero che un numero così elevato di rigori rischia di compromettere molti risultati finali e di danneggiare lo spettacolo. Difficile rintracciare le cause di tale abbondanza e si potrebbe trattare anche solo di una pura coincidenza, ma un’analisi del fenomeno, anche sommaria, meriterebbe attenzione. I nostri arbitri si sono rivelati invece meno brillanti a proposito di entratacce pericolose, mai sanzionate col cartellino rosso. Interventi come quello di Pinzi su Birsa o quello di Aquilani su Bonucci andrebbero puniti più severamente, perché se è vero che un’espulsione condiziona risultato e spettacolo quanto se non più di un rigore, è ancora più vero che l’integrità fisica dei giocatori andrebbe difesa con maggior forza.

Cacciatore esultanzaVoto 5 all’esultanza di Fabrizio Cacciatore. Divertente di sicuro, ma anche imbarazzante e per alcuni addirittura inguardabile. Così è stata definita l’esultanza del difensore del Verona con il vizio del gol. Arrivato a quota tre reti in campionato, Cacciatore sta stupendo tutti per le sue prestazioni difensive, ma soprattutto per essere un goleador. E, come ormai da rituale, festeggia con la sua esultanza quantomeno particolare, definita anche dallo stesso bizzarra e singolare. Il motivo di questa esultanza lo ha precisato Cacciatore dopo la partita, spiegando che aveva promesso ad un suo amico che al primo gol in Serie A avrebbe esultato in quel modo e cosi ha fatto. Di certo ai tifosi del Verona non interesserà come esulterà al prossimo gol, ma più che altro che continui a segnare e giocare come sta facendo.

Voto 4 a Paolo Cannavaro. Lo sappiamo, il suo inizio di stagione è probabilmente uno dei più negativi da quando gioca a calcio. Con l’arrivo di Benitez il capitano del Napoli non è più l’inamovibile centrale di difesa su cui tanto facevano affidamento Reja prima e Mazzarri dopo, ma piuttosto una valida alternativa ai titolari Britos e Raul Albiòl. Con il contratto in scadenza a giugno poi, il giocatore pare essere sottopressione ogni volta che scende in campo. Gli errori con la Roma sono solo gli ultimi in ordine tempo e ovviamente più gravi perché decisivi, visto che Cannavaro causa sia il fallo su cui nasce la punizione vincente di Pjanic che il rigore con annessa espulsione. La performance del napoletano contro la capolista non ha potuto che dare assolutamente ragione al tecnico spagnolo nelle cui gerarchie non rientra tra gli undici titolari.

Voto 3 a Novara e Pescara. Due squadre che a inizio stagione avevano l’obbiettivo playoff escono oggi completamente ridimensionate dalle prime giornate di campionato cadetto. Partiamo dai piemontesi, che dopo lo straordinario recupero della scorsa annata, in cui erano riusciti ad agguantare la semifinale playoff, quest’anno, senza aver assolutamente indebolito l’organico, sono solamente a 10 punti e inguaiati nelle retrovie. Squadra che non vince da sei partite ed ha raccolto la miseria di zero punti nelle ultime tre, con l’umiliante 5-0 subito a Terni che potrebbe essere decisivo per la panchina di Alfredo Aglietti. Gli abruzzesi invece, guidati da Pasquale Marino (non si sa ancora per quanto), a quota 8 punti attualmente sarebbero ai playout. Ok, è ancora presto per emettere sentenze, ma la squadra retrocessa dalla Serie A ha mantenuto moltissimi dei suoi giocatori, a cui ha affiancato gente che la categoria la conosce benissimo, come Aniello Cutolo e Giuseppe Mascara.

Voto 2 al Bologna. La rosa sembrava perfetta per una salvezza tranquilla, nonostante le partenze di Gilardino, Taider e Gabbiadini, e Pioli nella sua carriera si è dimostrato un allenatore decisamente preparato. Ma tutti i buoni presupposti sono andati in frantumi con un inizio di campionato da mani nei capelli. Solamente 3 punti finora, frutto di tre pareggi, e un ultimo posto solitario che getta un’ombra buia sulla stagione dei felsinei: ci sarà da sudare per rimanere nella massima serie. Nell’ultima giornata è arrivata anche la brutta sconfitta nel nuovo derby emiliano contro la squadra più derisa del campionato, quel Sassuolo che fino ad adesso ha raccolto poche soddisfazioni e molte figuracce (memorabile la batosta con l’Inter). L’alibi degli infortuni è confermato e di rilievo, ma l’impressione è che a questo Bologna manchi un’identità forte, una compattezza che l’anno scorso le aveva permesso di navigare in acque più calme.

gol fantasma LeverkusenVoto 1 all’arbitro Felix Brych. Episodio tanto incredibile quanto spiacevole per l’arbitro tedesco che, venerdì sera, in occasione dell’anticipo di Bundesliga tra Hoffenheim e Bayer Leverkusen, è stato più che mai decisivo ai fini del risultato finale. L’episodio in considerazione è la seconda “rete” degli ospiti, arrivata al 70’, quando Kiessling colpisce di testa un cross del compagno. Palla che finisce sull’esterno della rete, ma a causa di un buco, dopo essere rimbalzata sui cartelloni pubblicitari, finisce in porta. Giocatori e tifosi festeggiano e l’arbitro convalida come se nulla fosse. Il gol fantasma risulterà decisivo, poiché il risultato finale sarà di 2-1 in favore del Bayer. L’Hoffenheim ha già fatto ricorso e ha chiesto di poter disputare nuovamente il match, ma prima di fine ottobre non verrà presa alcuna decisione in merito.

Il gol inesistente convalidato da Brych in Hoffenheim-Bayer Leverkusen:

Un commento a “Il pagellone del lunedì

Rispondi