Adnan-Januzaj-celebrate

Voto 10 a Ogenyi Onazi e Valeri Bojinov. L’eroe assoluto della settimana biancoceleste è il giovane centrocampista nigeriano di Petkovic. Tale titolo però Onazi non se lo merita per le imprese sul rettangolo verde (nonostante l’importante gol del 2-1 siglato sul campo del Trabzonspor), sarebbe troppo facile per un calciatore del suo talento. Mentre stava cenando tranquillo col fratello nei pressi della stazione Termini di Roma, il giovane ha notato che a una turista veniva strappato il portafogli. Il nigeriano si è quindi gettato alla rincorsa del malvivente e dopo 300 metri di corsa forsennata è riuscito a braccarlo e riportarlo nel locale in attesa della polizia. Una volta ringraziato dalla donna in lacrime Onazi però non ha voluto prendersi l’ovazione dei presenti e se ne è andato in fretta “perché c’era tanta gente”; i supereroi non hanno bisogno degli applausi della gente, loro svolgono solo il loro dovere. Perché se hai 21 anni e dalla vita hai ricevuto tutto, un gesto tale non è per nulla scontato ma è da veri eroi. Eroe, come Valeri Bojinov, che in un centro commerciale di Sofia, la capitale bulgara, è stato attirato dalle urla di una bambina che chiedeva aiuto per il padre in preda a violente convulsioni. Il giocatore è così immediatamente intervenuto in soccorso, tirando fuori la lingua all’uomo e evitando in questo modo il soffocamento.

2366770-ddsddVoto 9 alla Virtus Lanciano. È la sorpresa della cadetteria. A questo punto ci chiediamo quando si fermerà e soprattutto se si fermerà l’avanzata del Lanciano, che dopo otto giornate resta l’unica squadra ancora imbattuta, 5 vittorie e 3 pareggi, e in solitaria in testa alla classifica. In un campionato dove le grandi, Palermo, Siena e Novara su tutte, fanno così fatica, squadre rivelazione come il Lanciano, ma anche l’Avellino, possono dire la loro. L’ultima vittoria in ordine di tempo, ma forse la più sorprendente di questo inizio di torneo, è arrivata sul difficile campo di Novara, dove gli abruzzesi si sono imposti con un secco 0-3, ridimensionando le ambizioni dei piemontesi.

Voto 8 ad Andnan Januzaj. Segnatevi questo nome, perché se per ora non vi dice nulla siamo pronti a scommettere che fra qualche anno sarà sulla bocca di tutti, e potrete vantarvi coi vostri amici di seguirlo da ben prima che fosse una stella. Stiamo parlando di un giovane centrocampista classe 1995, nato e cresciuto in Belgio ma di origini albanesi, dai piedi educati e dalla classe cristallina che alla prima presenza da titolare con la pesantissima casacca dei Red Devils è riuscito nell’impresa di firmare una doppietta regalando ai suoi compagni 3 punti e dando una stretta ai bulloni della panchina di Moyes. Ma ancora più che per la doppietta il centrocampista ha stupito per la personalità: non è da tutti chiedere palla e puntare l’uomo se hai 18 anni, giochi nel Manchester United e hai compagni del pedigree di Rooney e Van Persie. È ancora molto giovane e nulla ci assicura che non farà la fine dei vari giovani talenti mai esplosi (chiedere a Chicco Macheda giusto per rimanere in casa United), ma il giocatore ha tutte le carte in regola, e in una squadra in difficoltà potrebbe riuscire a strappare minuti importanti.

Voto 7 a Alessandro Florenzi. E chi ferma più i ragazzi terribili di Rudi Garcia? A punteggio pieno in campionato, migliore attacco, migliore difesa e un gioco spumeggiante come nessun’altra squadra nella massima serie. La Roma è un’orchestra perfetta, un’armonia avvolgente in cui spiccano a turno l’estro e il talento dei vari componenti. È difficile scegliere uno dei protagonisti di questa orchestra ma vogliamo prendervi un po’ in contropiede e non premiare né il ritrovato De Rossi, né l’intramontabile Capitano (per lui ormai le parole non bastano più) né il sorprendente Gervinho. Premiamo invece Alessandro Florenzi, giovane prodotto del vivaio giallorosso e jolly insostituibile nello scacchiere di Garcia. Il giovane, che già nella scorsa stagione aveva destato buone impressioni, sta stupendo tutti grazie alla sua duttilità tattica, alla sua grinta e soprattutto grazie ad un’intelligenza calcistica rara per un giocatore della sua età, che gli ha permesso di superare nelle gerarchie di squadra un giocatore di maggior talento e classe come Adem Ljajic. Che la Roma abbia trovato l’erede di capitan Totti e di capitan-futuro De Rossi? Solo la storia ce lo dirà, ma per ora siamo sulla buona strada.

20131006_coleraVoto 6 alla curva del Napoli. Dura protesta del tifo organizzato napoletano nei confronti di Tosel nella partita casalinga vinta per 4-0 contro il Livorno. Per l’occasione la curva del San Paolo ha infatti più volte proposto gli stessi cori anti Napoli che hanno portato alla squalifica della curva sud del Milan (“Vesuvio lavali col fuoco” giusto per citare il più macabro), ed esposto il più che provocatorio striscione “Napoli colera. Ora chiudeteci la Curva”. Una protesta che a prima vista può sembrare assurda ma che trova spiegazione nella difesa da parte del tifo organizzato della propria autonomia all’interno dello stadio e della “libertà” di riproporre rivalità e sfottò che ormai fanno parte della tradizione delle curve italiane. Non è nostra intenzione benedire tale iniziativa né proporre come motivo d’orgoglio il razzismo e la carica d’odio verso l’avversario che spesso invadono le nostre curve, ma questo schiaffo al perbenismo dei benpensanti di lega calcio ed opinione pubblica ci sembra (forse al di là delle intenzioni degli stessi tifosi partenopei) un incentivo ad affrontare in modo meno semplicistico e moralistico tali questioni. Che questo gesto non resti inascoltato.

Voto 5 a Francesco Magnanelli. Lo storico capitano del Sassuolo e protagonista della cavalcata promozione dello scorso anno ma non solo, visto che con il Sassuolo è partito dalla C2, è caduto in un errore piuttosto ingenuo nell’ultimo match con il Parma. Il derby emiliano delle 12.30 ha regalato, a differenza dei soliti noiosi lunch match, una partita molto divertente e ricca di colpi di scena. Il vantaggio dei Ducali firmato Palladino è stato pareggiato dal rigore di Berardi, con annessa espulsione del portiere Mirante. L’inerzia a questo punto sembra a favore dei neroverdi, che invece a causa di uno strepitoso Cassano sono costretti a soccombere 3-1. L’ingenuità del capitano del Sassuolo è tutta in un minuto tra l’87’ e l’88’, quando Magnanelli si prende due cartellini gialli, entrambi per fallo di mano. Un errore che da un giocatore della sua esperienza non ci saremmo aspettati.

Voto 4 a Alvaro Pereira. Il miracolo di Mazzarri su di lui non ha avuto alcun effetto. L’allenatore toscano è riuscito a rigenerare calciatori che con Stramaccioni sembravano ormai destinati alla cessione e al declino, come Ricky Alvarez o Jonathan, ma probabilmente con Alvaro Pereira il mister dovrà fare molto meglio se lo vorrà far tornare ai livelli di Porto. L’uruguayano contro la Roma ha offerto una delle peggiori partite da quando veste la casacca nerazzurra. Titolare al posto dell’infortunato Jonathan, viene sostituito dopo 45 minuti, durante i quali si è visto solo in occasione del rigore della Roma dove ha atterrato in maniera maldestra il velocissimo Gervinho. Dentro o fuori dall’area che fosse, la scelta di Pereira è stata sconsiderata, tanto che l’allenatore all’intervallo lo ha lasciato negli spogliatoi.

Voto 3 al Lecce. Imbarazzante è forse l’aggettivo migliore per definire l’inizio di campionato della squadra salentina di Lega Pro. Un solo misero punto conquistato nelle prime 6 giornate di campionato. La panchina di Moriero, ex difensore dell’Inter, è già saltata, al suo posto è tornato Franco Lerda, che solamente lo scorso anno era stato esonerato. Dopo 5 sconfitte in altrettante partite, il Lecce ha finalmente incasellato il primo punto contro il Barletta pareggiando 0-0. Con una squadra che potrebbe fare benissimo in Serie B, con giocatori come Miccoli, forse unico a salvarsi in questo inizio dove ha messo a segno 3 reti, Bogliacino, Zigoni, Bellazzini, la squadra non vince e soprattutto non convince gli ormai spazientiti tifosi giallorossi.

C_3_Media_1798895_immagine_obigVoto 2 a Philipp Mexès. In un Milan in caduta libera, sempre più macabro rudere di un glorioso passato che fu e che difficilmente tornerà, il centrale ex Roma si stava rivelando una delle poche certezze su cui mister Allegri poteva affidarsi. Se tale affermazione può suonare come un insulto alle orecchie di tifosi abituati a vedere la propria porta difesa da campioni del calibro di Nesta, Thiago Silva, Maldini, Costacurta, va però notato che il francese rappresenta oggettivamente l’unico difensore di livello in un reparto arretrato da film degli orrori. Nella sfida dello Juventus Stadium, Mexès si è lasciato prendere dai nervi regalando a Chiellini un buffetto-cazzotto che sebbene non sanzionato dall’arbitro difficilmente sfuggirà alla prova tv. Più che il gesto in sé, certamente da condannare ma non raro nei campi di gioco, rimproveriamo a Mexès il fatto che molto probabilmente prenderà più giornate di squalifica, lasciando il suo club privo dell’unico punto fisso di una difesa disastrosa. Allegri e la società dovranno fare chiarezza su questo punto, perché non è accettabile che in un Milan in piena crisi, giocatori della sua importanza, come già successo con Balotelli, si rendano indisponibili per più giornate a causa della propria incapacità di controllare le reazioni: i campioni si vedono anche da questo.

Voto 1 a Micheal Andreoni. Il voto peggiore della settimana va a questo sconosciuto “calciatore” dell’Apuania Calcio, che in occasione del match contro il Ricortola, terza partita del primo turno della Coppa Toscana di Seconda Categoria, ha cercato di togliere il fischietto dalla bocca dell’arbitro colpendolo poi anche con un calcio. Immediata la squalifica per il giocatore che dovrà stare fermo per 3 anni, fino al 3 ottobre 2016, quando probabilmente Andreoni sarà ormai un ex calciatore.

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