Atletico Madrid's Costa celebrates his goal during their Spanish first division soccer match against Real Madrid at Santiago Bernabeu stadium in Madrid

Voto 10 all’Atletico Madrid. Milioni 0 – 1 Calcio, così titolava questa mattina As, il quotidiano della capitale iberica. Ebbene sì, la squadra di Simeone espugna il Santiago Bernabeu per 1-0, grazie alla settima rete in campionato di Diego Costa, vero e proprio erede di Falcao dopo la partenza di quest’ultimo per il Principato di Monaco. I Colchoneros restano in vetta alla classifica insieme al Barcellona, a punteggio pieno a quota 21 punti. L’Atletico è la prova che nel calcio i milioni spesi non fanno sempre la differenza, ci vuole ben altro. Oltre ai campioni bisogna avere un gioco, quello che ancora Carlo Ancelotti non è riuscito a dare ai Galacticos, quello che invece Simeone ha impresso a fuoco nella mentalità dei propri giocatori in questi anni.

 

Voto 9 a Luis Suarez. In un mercato estivo pieno di colpi ad effetto, telenovele infinite, acquisti record e trasferimenti illustri anche il bomber uruguayano è riuscito a ritagliarsi qualche prima pagina sui giornali sportivi. Fortemente voluto da molti club (Arsenal su tutti) è dovuto però restare nella città dei Beatles ancora per un anno, in un clima non certamente pacifico e rilassato. Ma c’è una sola cosa che il pistolero sa fare davvero bene, segnare gol a grappoli, e questo nonostante critiche, sbalzi di umori o quant’altro. L’intesa con Sturridge inizia a vedersi ed i due attualmente appaiono come la coppia potenzialmente più esplosiva di tutta la Premier League. In un campionato imprevedibile e per ora senza un padrone credibile il Liverpool prova a mandare la propria candidatura per il titolo.

downloadVoto 8 a Valter Birsa. Il suo arrivo a Milanello ha destato lo scetticismo di molti, perché oggettivamente non è un giocatore col pedigree e le qualità sufficienti per vestire la maglia rossonera, ma non sarebbe stato uno scandalo tanto grosso se fosse stato solamente di passaggio, una comparsata capitata nella verde provincia di Varese come esito casuale o come scotto da pagare nelle sempre più intricate trattative di mercato. Vederlo scendere in campo titolare nel ruolo che fu dei vari Kakà, Rivera, Gullit prima di lui è agli occhi dei tifosi un insulto alla propria storia e tradizione, meglio piuttosto giocare in 10 per salvare la faccia. Eppure lo sloveno sta pian piano ritagliandosi un posto al sole nelle a noi indecifrabili gerarchie di mister Allegri, e se il talento (non intendiamo solo il tocco di palla, ma proprio la capacità di essere un giocatore decisivo o perlomeno utile) non è certo dei più fini, l’impegno, la grinta  e l’umiltà con cui scende in campo stanno dando un senso alla sua presenza a Milano (soprattutto in un Milan ridotto all’osso a causa degli infortuni) e gli hanno regalato la gioia di segnare un gol decisivo, in un momento di crisi nera. Segno romantico di un calcio in cui si può emergere grazie alla buona volontà o cinico indice della decadenza del calcio italiano e della formazione meneghina? Ai posteri l’ardua (ma non molto importante a dire il vero) sentenza.

Voto 7 a Jorginho. La sfida tra neopromosse e sorprese di questo inizio campionato si conclude con una discussa vittoria del Verona per 2-1 ai danni del Livorno. Verona che si porta a quota 10 punti e conquista la terza vittoria in altrettante partite disputate al Bentegodi. Marcatori: Iturbe con un bellissimo gol su punizione al debutto con la maglia da titolare e Jorginho. Il brasiliano, già trascinatore lo scorso anno, nel cammino che ha portato gli Scaligeri in Serie A, sta continuando a stupire anche quest’anno. Seconda rete in campionato, entrambe dagli undici metri. Il giovane centrocampista, appena ventunenne, è uno dei migliori talenti emergenti del nostro campionato, non a caso molte squadre tra cui la Fiorentina, che sembra avvantaggiata sulle altre, hanno messo gli occhi su di lui.

Voto 6 a Paul Gascoigne. Altri guai per Gazza, che dopo i problemi legati all’alcool, i ricoveri e le denunce per disturbo della quiete pubblica, stavolta si è trovato coinvolto in una truffa informatica. Alcuni hacker sarebbero entrati nel suo conto corrente, sottraendogli circa 50.000 sterline. Ennesima disavventura per l’inglese, ex Lazio, il quale ha però dichiarato di sapere chi è stato l’autore del furto.

hi-res-182106761-manchester-united-manager-david-moyes-looks-on-during_crop_northVoto 5 a David Moyes. Ennesima sconfitta in casa Manchester United e cammino di Moyes sulla panchina più pesante del mondo (provate voi a raccogliere l’eredità di si Alex Ferguson) che si fa sempre più irto e scosceso. Contro il WBA, dopo la scoppolata rimediata dai ricchi cugini del City nella stracittadina, serviva una prova d’orgoglio, una reazione che dimostrasse a tutta Inghilterra che i Red Devils fanno ancora paura. Invece è arrivata una triste sconfitta, ma ancora più che il risultato, a preoccupare i tifosi è la pochezza del gioco proposto dai ragazzi di Moyes: la squadra che appena pochi mesi fa vinceva dominando il campionato più bello del mondo sembra essersi totalmente smarrita, trasformata in un’accozzaglia di giocatori senza anima e scorza. La fiducia verso l’ex tecnico dell’Everton e verso la bontà del suo progetto è enorme, ma se l’andazzo continuerà ad essere questo, non prevediamo un futuro roseo per lo scozzese.

 

Voto 4 a Kevin Walker. La vicenda che vede protagonista questo ragazzo ha a dir poco dell’incredibile. Come sappiamo i talent show hanno ormai da qualche anno invaso le nostre tv, dove tutti vi vogliono partecipare, anche i calciatori. Di solito, almeno in Italia succede quando questi hanno concluso la loro carriera agonistica, ma in Svezia a quanto pare c’è chi non ha voglia di aspettare così tanto. In Serie B svedese la partita tra Assyriska e Sundsvall è stata rinviata e posticipata al 20 ottobre proprio perche Kevin Walker ha deciso di iscriversi al Talent Idol. L’emittente svedese TV4, che detiene i diritti sia del talent show che del campionato cadetto svedese, ha così deciso di spostare la partita per evitare che il giocatore fosse costretto a saltarla. Quando si dice che il calcio moderno è succube dei diritti tv…

Voto 3 allo striscione del Torino. I derby non sono mai partite come le altre, e, sebbene la disparità tra le due formazioni sia evidente e ne abbia attenuato un po’ i colori, neppure il derby della Mole sfugge a questa logica. Perché sebbene abbia ragione Rudy Garcia a sostenere che in tali partite conta solo il risultato, è altrettanto vero che una partita di eguale importanza di quella giocata nel rettangolo verde, va in scena sugli spalti e tale sfida segue regole proprie, indipendenti dagli esiti della prima. Nonostante una buona prestazione nell’ultima giornata di serie A il Torino, complice un gol irregolare, è uscito sconfitto nella sfida contro i rivali soliti. Ma la disattenzione del direttore di gara non è stata l’unica a pesare sulle sorti delle sfide, difatti gli ultras della curva Maratona hanno per errore sfoggiato una coreografia in cui il Toro, simbolo della squadra, appariva ribaltato a gambe all’aria, forse sinistro presagio della futura sconfitta.

8a3db80566d0baa638a81fa169faacb7--473x264--473x264Voto 2 a Enrico Preziosi. Si sa quando i risultati non arrivano il primo che ne paga sempre le conseguenze è l’allenatore. Liverani è il primo allenatore esonerato in Serie A nella stagione 2013/2014. Senza Zamparini che gli fa concorrenza, quest’anno Preziosi sarà con ogni probabilità il mangia allenatori della massima serie, e il primo cambio è quello di Gasperini, che tanto bene aveva fatto nella sua precedente avventura col Grifone, al posto dell’ex giocatore di Lazio e Palermo tra le altre. Le possono essere di volta discutibili, ma quando si decide di puntare su un allenatore alle prime armi e con poca esperienza, come Liverani, non si possono pretendere i risultati nell’immediato, ma piuttosto far capire che dietro a questa scelta ci sia un progetto dietro, ma forse è chiedere troppo.

Voto 1 a Julio Cesar. Il fuoriclasse brasiliano potrebbe avere davanti a sé ancora qualche anno di ottimi rendimenti vista l’età (è più giovane di Abbiati, Buffon e De Sanctis tanto per capirci..) e con la maglia della Seleçao sta ancora dimostrando tutto il proprio valore. La situazione però per il giocatore è per certi versi paradossale (ditemi voi se non è paradossale il fatto che militi nella serie cadetta inglese?). La colpa è da additarsi quasi esclusivamente al giocatore, che pur di non rinunciare al ricco stipendio che gli deve il QPR ha impedito ogni possibile trasferimento verso lidi migliori. Ora il portiere brasiliano rischia anche il posto al QPR e si prospetta un trasferimento a gennaio, ma Scolari è stato chiaro: se Julio Cesar non gioca con continuità non sarò compreso nella selezione verdeoro, e perdere i mondiali casalinghi attesi dalle sue parti fin dalla famigerata notte del 16 luglio 1950 sarebbe davvero imperdonabile.

 

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