derby alla roma

derby alla romaVoto 10 alla Roma. Rudi Garcia l’aveva detto: “Il derby non si gioca, si vince”. E così è stato. La Roma nella domenica perfetta si porta a casa il derby, il primato in classifica e una parte di vendetta sui cugini laziali, dopo quel famigerato 26 maggio. La squadra giallorossa a questo punto, anche se è vero che sono passate solamente quattro giornate, non può nascondere i propri obbiettivi. Parlare di scudetto è forse follia, ma considerando che la Roma, così come l’Inter, quest’anno non disputerà le coppe, allora forse un pensierino potrebbe farlo, visto che, dopo i fallimenti Luis Enrique e Zeman, ora sembra aver trovato nell’ex Lilla l’allenatore giusto per il caldo ambiente romanista. La squadra ha cambiato mentalità rispetto alle scorse stagioni, quando alla prima difficoltà si disuniva e arrivavano le sconfitte (molto spesso anche sonore), ora, invece, la squadra ci crede fino alla fine, come dimostra il fatto che tutte le 10 reti giallorosse sono arrivate nei secondi 45’.

Voto 9 a Diego Milito. Il Principe torna a giocare dopo 7 mesi dal gravissimo infortunio al ginocchio subito contro il Cluj e non poteva che farlo nel migliore dei modi, vale a dire segnando una doppietta. Vittima dell’argentino e compagni è il malcapitato Sassuolo a cui vengono rifilate 7 pesantissime reti, soprattutto per la panchina di Di Francesco. È vero, le due reti di Milito non erano poi così difficili da segnare, visto che il numero 22 sfrutta prima una grande azione di Alvarez e poi un contropiede di Guarin, ma il completo recupero dell’attaccante è senza dubbio una delle notizie più gradite per Walter Mazzarri, vista la ormai certa bocciatura di Belfodil e lo scarso impiego di Icardi.

Voto 8 a Maccarone-Tavano. La coppia gol di Empoli sta facendo letteralmente impazzire un’intera città. I due attaccanti ormai ampiamente affermati per la categoria stanno trascinando la squadra toscana ormai da parecchie stagioni, ma forse questa può essere quella buona. Lo scorso anno a fermare la cavalcata toscana ci aveva pensato il Livorno, in finale play-off, ma quest’anno le squadre che sulla carta partivano favorite, Palermo e Siena su tutte, stanno pagando il difficile avvio di campionato. L’Empoli dopo cinque giornate è a 13 punti, a +4 sulle immediate inseguitrici Lanciano e Cesena, e i gemelli del gol hanno già messo a segno 7 reti, 4 Big Mac Maccarone e 3 Ciccio Tavano. Si parla tanto di serie B dei giovani, ma questi 2 vecchi briganti hanno ancora tanto da dare nella categoria.

Voto 7 a Fernando Llorente. In casa Juve dopo i due pareggi con Inter e, soprattutto, Copenaghen non si respirava certo un’aria di festa, e a rendere il clima ancora più teso ci hanno pensato i giornalisti creando il presunto “caso  Llorente”. Lo spagnolo era ben conscio della fiducia che Conte ripone in lui, e il tecnico pugliese, da navigato uomo di calcio, sa bene che atleti della sua stazza ci mettono tanto a recuperare la forma dopo lunghi infortuni, però queste voci, queste dicerie se confermate sul campo possono rodere anche i rapporti più saldi. Il Re Leone era perciò chiamato a troncare sul nascere tali fastidiose voci, e da grande campione non si è fatto sfuggire la prima occasione buona contro il Verona. La prestazione non è stata certamente di quelle da incorniciare, ed è sembrato piuttosto goffo e impacciato palla al piede, ma quando si segna il gol vittoria e si regalano tre punti alla propria squadra non si può che ritenersi soddisfatti. Vucinic può dormire sonni tranquilli, il posto da titolare accanto all’Apache è ancora suo, ma Conte ha in Llorente un arma in più nel proprio arsenale, e finalmente qualcuno che possa sfruttare con la propria capacità nel gioco aereo il gioco prodotto dagli esterni.

FK-Vozdovac-stadionVoto 6 al nuovo stadio del FK Voždovac. Si parla tanto di negozi, ristoranti, piccoli centri commerciali dentro o nei pressi degli stadi per fare aumentare gli introiti delle squadre proprietarie della struttura, e a giudicare dai risultati che strutture pensate in tale modo stanno ottenendo viene da chiedersi perché non tutte le squadre emulino le varie Allianz Arena e Emirates Stadium. Ma a Belgrado i dirigenti del Vozdovac hanno decisamente esagerato in questo senso, costruendo la nuova casa del proprio team sul tetto del più grande centro commerciale della capitale serba. Tale stadio, situato a 40 metri da terra nel centro storico di Belgrado, è un gioiellino di appena 5.000 posti, ma dotato di tutti i comfort e omologato dalla UEFA per le partite internazionali. Ci dobbiamo aspettare che il nuovo San Siro poggerà sul tetto della Galleria Vittorio Emanuele?

Voto 5 a Alessandro Matri. Parliamoci chiaro: in questo disastroso e sfortunato Milan di inizio stagione non è certo il peggiore né come potenzialità né come prestazioni fornite, eppure rappresenta la delusione più grande. Perché in una squadra ridotta a scendere in campo con le riserve e le riserve delle riserve (vedi i vari Birsa e Zaccardo) i pochi giocatori di carisma e spessore dovrebbero farsi sentire, mostrare le unghie e trascinarsi la squadra sulle spalle, ma per ora il mitra si sta limitando ad eseguire alla bell’ e meglio il compitino affidatogli da mister Allegri. All’ex Juventus non manca di certo l’impegno né la disponibilità a sfiancarsi in appoggio a SuperMario Balotelli, eppure a lui in questo momento di crisi è chiesto altro, è chiesto di incidere con gol, assist, sponde o anche solo col catturare su di sé una parte del carico di attenzioni che i difensori avversari solitamente riservano al bomber bresciano. E pensare che con i soldi incassati da Matri la Juventus ha comprato Tevez (stipendio escluso).

Voto 4 a Catania-Parma. Le due squadre non arrivavano certo all’appuntamento in buona salute, anzi tra gli etnei era crisi vera, e tutto sommato un punticino poteva far comodo a entrambe, se non altro per risollevare un po’ il morale, eppure una partita così noiosa è ben oltre i limiti dell’accettabile. Non è certo mancato l’agonismo nella sfida del “Massimino”, ma con due sole occasioni da gol in tutta la partita (una per parte, entrambe nel secondo tempo) il match ha fornito meno emozioni della partita di bocce nella vicina bocciofila, facendo rimpiangere ai tifosi presenti di non avere speso in altro modo la domenica pomeriggio. Tanti lanci lunghi, tanto tatticismo, tanta difesa e soprattutto zero spettacolo e zero emozioni, per due squadre che dopo i fasti della passata stagione e dopo un calciomercato di tutto rispetto per due provinciali, si presentavano ai posti di blocco piene di speranza ma che temiamo dovranno lottare per salvare il salvabile (leggasi posto nella massima serie).

Voto 3 a Cristiano Doni. Dopo mesi di lontananza dalla sua ex città di adozione, Bergamo, Cristiano Doni è tornato con tutta la sua famiglia al seguito. Peccato che l’ex capitano dell’Atalanta sia stato protagonista di un episodio poco piacevole, litigando con un fotografo da cui era stato immortalato. Il malcapitato, strattonato e minacciato di consegnare la scheda di memoria con le immagini, ha dovuto cedere, ma ha poi immediatamente denunciato l’ex calciatore. Non un bel modo per l’ormai quarantenne Doni, squalificato per calcioscommesse, di cercare di recuperare la propria immagine.

sassuolo inter 0-7Voto 2 alla difesa del Sassuolo. Altre 7 reti subite e un’altra figuraccia da parte della truppa neroverde del presidente Squinzi. Con queste la squadra emiliana arriva a 15 reti subite in 4 partite e ovviamente ancora 0 punti in classifica. Numeri che al momento indicano che il Sassuolo dovrà faticare moltissimo per guadagnarsi la permanenza nella massima serie. Ad aggravare la situazione in settimana è arrivata la notizia del lungo stop per Emanuele Terranova, che starà fermo per circa sei mesi.

Voto 1 ai disordini in Turchia. Si preannunciava una festa per lo sport in occasione del derby tra Besiktas e Galatasaray, con l’Atatürk Olimpiyat Stadi tutto esaurito (record di spettatori per il calcio turco) e un clima da battaglia epica. Tale festa però, a pochi istanti dal triplice fischio, è degenerata in dramma, con i tifosi del Besiktas che si sono resi tristemente protagonisti di un’invasione di campo che ha costretto i 22  giocatori e l’arbitro a lasciare anzitempo il rettangolo verde. Dopo alcuni minuti di cruenta lotta contro le forze dell’ordine, in cui sono volate anche delle sedie, gli ultras bianconeri sono stati dispersi solo grazie all’uso di gas lacrimogeni. All’origine dell’invasione ci sarebbe l’amarezza per la sconfitta in rimonta e soprattutto la provocazione mandata da Felipe Melo verso i tifosi avversari, in occasione della propria espulsione, anche se a giudicare dalla violenza con cui i tifosi del Besiktas si sono scagliati contro le forze dell’ordine è probabile che sia uno strascico delle contestazioni contro il governo Erdogan in cui i tifosi bianconeri erano stati tra i principali protagonisti.

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