1150361_640008689351860_2139486176_n

gervinho ljajicVoto 10 a Adem Ljajic. Senza dubbio quella che è appena passata è stata la sua settimana. Iniziata male con la mancata convocazione da parte di mister Montella per la partita di esordio dei viola contro l’ostico Catania di Maran e il consiglio, accettato dal giocatore, di non presentarsi nemmeno alla stadio. Il serbo ha quindi firmato un paio di giorni dopo il suo nuovo contratto con la Roma, che, ceduto Lamela agli inglesi del Tottenham, ha potuto reinvestire parte dei soldi sul classe ’91. Dopo pochi allenamenti con i nuovi compagni, Ljajic è stato immediatamente convocato da Garcia per la partita contro il Verona. Il talento serbo partito inizialmente dalla panchina, viene gettato nella mischia al 52’ e gli basta un quarto d’ora per far vedere cosa è capace di fare. Dopo una bella azione personale, prende la mira e da fuori area batte Raphael con un destro micidiale. Se il buongiorno si vede dal mattino…

 

Voto 9  alla sfida al vertice di Serie A. Siamo solo alla seconda giornata di campionato eppure Juventus e Napoli hanno mandato un segnale forte e chiaro: noi siamo pronti, e voi? Due partite a testa, e due vittorie sfavillanti, due prestazioni mostruose che hanno annichilito le squadre avversarie ed esaltato i propri tifosi. Certo non sono le uniche squadre a punteggio pieno, nè sono le uniche ad avere dimostrato di sapere come si gioca al calcio, ma sono le uniche due squadre di vertice in cui non è appeso il cartello “lavori in corso”. Le due rose sono pronte da tempo, i meccanismi sembrano già oliati e il piano della contesa è passato sul livello psicologico: demolire l’avversario per spaventare le dirette concorrenti. Siamo solo all’inizio e ogni previsione e pronostico lasciano il tempo che trovano ma intanto Juventus e Napoli  hanno già dimostrato di fare sul serio, le contendenti sono avvisate e a noi non resta che goderci l’inizio di un campionato che si preannuncia tra i più entusiasmanti e combattuti degli ultimi anni.

 

Voto 8 alla coppia Gomez – Rossi. Gli hanno già soprannominati i gemelli del gol, Mario Gomez e Giuseppe Rossi, la nuova coppia di attaccanti della Fiorentina, per continuare a sorprendere, speriamo non solo in Serie A, dopo la incredibile stagione scorsa. I due bomber hanno trascinato la loro squadra nella difficile trasferta di Genova, contro i rossoblù di Liverani, con due doppiette. Il tedesco si è finalmente sbloccato e pensiamo che difficilmente riuscirà a fermarsi, ora che ha trovato la giusta continuità, dopo la troppa panchina passata l’anno scorso al Bayern. L’italo-americano è già a quota 3 reti in 2 partite e dopo i due bruttissimi infortuni con il Villareal è pronto a riconquistarsi la Nazionale.

Voto 7 a Federico Piovaccari. “Come se tenesse conto del coraggio la storia” recitava il grande Gaber in una sua canzone. No, la storia non tiene conto del coraggio, eppure ogni tanto premia chi ha il coraggio di osare, di sfidarsi, di fare un passo più lungo della gamba. Così può accadere che un bomber assolutamente mediocre e non più giovanissimo, che navigava a vista nei campi di serie A e serie B, si ritrovi improvvisamente idolo di una intera città e trascinatore della propria squadra al tabellone principale di Champions League. La storia è quella di tanti calciatori nostrani, che dopo avere di fatto fallito nella massima serie italiana, decidono di cercare fortuna altrove, e in questo caso “l’altrove” si trova a Bucarest, Romania. La città non è certo delle più in vista dal punto di vista sportivo e il livello della squadra non è certo da top club, ma il buon Piovaccari non ci mette molto ad ambientarsi, e un po’ per fortuna un po’ per meriti riesce a ritagliarsi un posto nei cuori dei tifosi con 3 gol in 3 partite di preliminari, gol che permettono alla Steaua di qualificarsi ai gironi del massimo campionato europeo.  Come si fa a passare dalla retrocessione in Lega Pro con il Grosseto ai fasti della Champions? Chiedere a bomber Piovaccari.

 

Voto 6 Alla coppia Nagatomo-Jonathan. Il gioco impostato da Mazzarri punta molto sugli esterni e né valorizza assai il compito, ma in casa Inter e tra gli addetti al settore c’era un po’ di scetticismo (per usare un eufemismo) sulla tenuta e sul valore degli esterni presenti in rosa: se Zanetti è rotto (e probabilmente nonostante l’immensa classe non ha più l’età per svolgere il compito richiesto in quel ruolo), i vari Nagatomo, Jonathan e Pereira non arrivavano certo da stagioni esaltanti, e a parte il giapponese non avevano mai dimostrato di meritare la maglia della beneamataEppure la coppia per ora titolare, Nagatomo-Jonathan, ha iniziato questa stagione alla grandissima, galvanizzata dalla fiducia che Mazzarri ripone in loro e dalla centralità che hanno nel nuovo modulo. Esemplari di questa inaspettata evoluzione sono i gol di ieri sera della squadra nerazzurra, il primo di Palacio nato da un’invenzione del brasiliano sulla fascia e il secondo firmato proprio dal giapponese.

 

gattuso_palermoVoto 5 al Palermo. Sia chiaro non vogliamo immediatamente gettare benzina sul fuoco, per questo l’insufficienza non è grave, ma l’inizio di campionato del nuovo Palermo targato Gattuso sta  parecchio deludendo i propri tifosi. La squadra siciliana è sicuramente la favorita principale alla promozione in Serie A, visti i numerosi talenti rimasti, vedi Hernadez e Dybala su tutti, ma nelle prime due giornate ha raccolto la miseria di un punticino al Braglia di Modena. La sconfitta in casa contro l’Empoli pesa il doppio perché contro una squadra che lotterà fino alla fine per raggiungere la zona play-off se non la Serie A diretta. Il mister di Corigliano Calabro si aggrappa all’espulsione di N’Goyi dopo 27’; ma siamo certi che ancora il Palermo non ha fatto vedere quello che vale, soprattutto sul piano del gioco.

 

Voto 4 alla fascia di Gervinho. C ‘è in tutta la serie A una squadra più intrigante della nuova Roma di Garcia? Reduce da due annate disastrose a dire poco, totalmente rivoluzionata durante il calciomercato, con arrivi di caratura europea (leggasi Maicon e Strootman) e cessioni dolorose (Lamela e Marquinhos su tutti), con un tecnico giovane ma già vincente. Una squadra così sta accendendo le fantasie dei tifosi e attirando le attenzioni di molti appassionati di calcio, ma c’è una cosa (esula dall’aspetto sportivo, ma il calcio vive anche grazie a questi dettagli di contorno) che in molti non vedevano l’ora di vedere: l’assurda pettinatura del neo-acquisto Gervinho. Eppure per coprire una fronte incredibilmente ampia, contornata da una cascata di molli treccine, l’ivoriano si è procurato una fascetta nera per capelli, che ha di fatto spento le curiosità, forse un po’ perverse, di molti osservatori.

 

Voto 3 alla trattativa Demichelis. In un mercato dove si sono mossi grandi campioni come Mario Gomez, Higuain, Jovetic e Cavani c’è un trasferimento che di certo non farà parlare come gli altri, ma che sicuramente suscita una certa curiosità. Martin Demichelis, svincolatosi il 30 giugno dal Malaga, si è accasato a inizio mercato all’Atletico Madrid di Simeone a costo zero. I Colchoneros mai e poi mai si sarebbero aspettati di cedere il difensore argentino, 33 anni e una carriera ormai in declino, meno di due mesi dopo al Manchester City per 5 milioni di euro, ricavandone una ricca plusvalenza. Della serie c’è chi ha i soldi da buttare, soprattutto se guardiamo al mercato italiano dove uno o due milioni fanno enormemente la differenza, vedi Honda per il Milan.

 

Voto 2 a Mattia Perin. All’inizio della scorsa stagione aveva stupito tutti gli addetti al settore (tra cui lo stesso Prandelli che lo ha premiato con una convocazione in azzurro), sfornando prestazioni magistrali e scomodando paragoni forse un po’ azzardati. Poi col disastroso declino del suo Pescara è arrivato anche un vistoso calo di prestazioni che gli è costato il posto da titolare negli azzurrini a favore di Bardi. Nel mercato estivo è tornato a casa, in quel Genoa che lo aveva cresciuto nelle proprie giovanili, e sotto la Lanterna erano pronti a scommettere che il vero Perin era quello di inizio stagione, e che successivamente fosse stato solamente condizionato dal crollo verticale della propria squadra. Ma in queste prime uscite il giovane portiere di Latina sta facendo ricredere molti dei propri sostenitori, con un passivo di 7 gol incassati in due partite e una prestazione a tratti imbarazzante contro la Fiorentina. Il ragazzo a Pescara aveva a sprazzi dimostrato il proprio talento, ora spetta a lui confermalo tirando fuori quella grinta e quella determinazione che sono mancate fino a qui. Ma deve fare in fretta, Genova non è una piazza paziente.

 

S.KaragandyVoto 1 allo Shakhter Karagandy. Il club che milita nel campionato kazako ha sfiorato in settimana la clamorosa qualificazione in Champions League contro gli scozzesi del Celtic Glasgow, ma quello che ha fatto notizia e soprattutto discutere all’interno della Uefa è stato il comportamento dei kazaki prima della partita d’andata. Nel 2013 c’è ancora chi crede che sacrificare un animale possa portare bene; e così è accaduto. I kazaki hanno infatti sacrificato una pecora prima del vittorioso match di andata per 2-0, ma la Uefa su richiesta dell’associazione per i diritti animali, è intervenuta attraverso una missiva che dichiarava intollerabili queste pratiche tradizionali. Lo Shakhter non sembra però avere intenzione di adeguarsi: dal club fanno saper che il sacrificio animale è una tradizione che deve essere rispettata.

Un commento a “Il pagellone del lunedì

Rispondi