rissa

Voto 10 a Taribo West. Più che un giocatore, una leggenda. Magari fra vent’anni nessuno si ricorderà più di lui come di un discreto terzino, ma nessuno potrà mai dimenticare quel ragazzone grosso come un armadio con le treccine colorate. E a quanto pare la leggenda del “ragazzone” è destinata ad alimentarsi e crescere: stando infatti alle parole di  Zarko Zecevic, ex presidente del Partizan Belgrado, Taribo aveva ben 12 anni in più di quanti ne dichiarasse durante la sua carriera calcistica. 12 anni da nascondere non sono pochi, ed essere un giovane promettente di 23 anni non è la stessa cosa che essere un trentacinquenne in fase di bollitura, e quindi sinceramente ci sorgono dei dubbi sull’autenticità di tale notizia, ma se fosse vero tanto di cappello a Taribo.

AC Milan's Montolivo challenges Fiorentina's Pizarro during their Italian Serie A soccer match in FlorenceVoto 9 a Riccardo Montolivo. Il capitan futuro del Milan alla prima stagione da rossonero sta veramente stupendo tutti per le incredibili prestazioni che fornisce alla propria squadra. Ieri in occasione della delicata trasferta di Firenze, delicata per la posizione in classifica delle due squadre, Montolivo indossava nuovamente la fascia di capitano, davanti alla sua ex tifoseria che non ha smesso di fischiarlo nemmeno per un momento nel corso della partita. Il numero 18 rossonero non si è intimorito, al contrario, ha risposto con il gol del vantaggio rossonero, in premio alla caparbietà con cui ha pressato e rubato palla a David Pizarro.

Voto 8 a Antonio Di Natale. Non ci sono più aggettivi per descrivere il talento e la classe di Totò Di Natale; le sue cifre parlano chiaro, gol numero 16 e 17 in campionato e raggiunta quota 170 reti in serie A. La doppietta contro il Chievo regala 3 punti importanti all’Udinese, che a 7 giornate dalla fine permettono alla squadra di Guidolin di continuare a lottare e sperare in un posto in Europa. Il primo gol è semplicemente un regalo del portiere Puggioni, che prova a dribblare il napoletano perdendo palla malamente, il secondo è un’autentica prodezza che ricorda il fantastico gol di Totti contro la Sampdoria del 2006

Voto 7 alla sfida Novara-Sassuolo. Era il big match della 35° giornata di Serie B e non ha smentito i pronostici. Gol, emozioni e spettacolo al Silvio Piola di Novara, dove la squadra più in forma del campionato cadetto affrontava la capolista Sassuolo, reduce da tre pareggi consecutivi. Dopo soli 13’ il Novara è già avanti di due reti con la promessa Fernandes e Buzzegoli. Partita chiusa? Macché. La capolista reagisce immediatamente con una spettacolare punizione del gioiello Berardi e poi raggiunge il pareggio con l’autorete di Ludi. Così il primo tempo termina 2-2. La ripresa è di nuovo un continuo ribaltamento da una parte all’altra del campo con continue possibilità per entrambe le squadre di passare in vantaggio. La partita sembra ormai avviata al pareggio, quando il giovanissimo Pancrazio Faragò, entrato da una manciata di minuti realizza di testa il gol vittoria e del definitivo 3-2 piemontese.

Voto 6 alla lotta salvezza, che quest’anno sembra poter essere ancora più emozionante che nelle ultime stagioni. La bagarre che vede protagoniste in ordine di classifica Siena, Palermo e Genoa molto probabilmente si deciderà solo allo sprint finale, dato che dopo 31 turni tutte e 3 le squadre hanno 27 punti. Il calendario di tutte e tre le compagini è molto complicato, saranno quindi decisive le motivazioni, quelle che nelle ultime due giornate hanno consentito al Palermo di Sannino di rientrare a lottare per la permanenza nella massima serie.

Voto 5 al reclamo del Barcellona. Parliamoci chiaro, la direzione di Wolfgang Stark in occasione di Psg-Barcellona non è stata impeccabile, ma il reclamo ufficiale presentato dal Barcellona ha del ridicolo per non dire di peggio. Infatti se è pur lecito lamentarsi quando l’arbitraggio non è all’altezza della situazione, il reclamo ufficiale ci sembra un tantino eccessivo. Difatti gli errori di Stark non sono giunti dopo una serie di partite arbitrate palesemente in maniera anti-catalana, e anzi nella storia recente della Champions League sono più gli aiutini concessi alla squadra più forte del mondo (vedi l’espulsione di Thiago Motta in Barcellona-Inter, la semifinale Chelsea-Barcellona di qualche anno fa, così come la contestata semifinale contro il Real del 2011). Dicono tanto che qui in Italia mettiamo troppa pressione sugli arbitri e che dovremmo prendere esempio dalle squadre estere, parole santissime, basta non cercare in Catalogna…

ranocchiaVoto 4 ad Andrea Ranocchia. Nell’incredibile quanto rocambolesca sconfitta interna per 4-3 contro l’Atalanta, il peggiore in campo per distacco è stato Andrea Ranocchia. Quella di quest’anno sembrava potesse essere la stagione del riscatto per il difensore ex-Bari, invece con la prestazione di ieri sera è tornato sugli standard dell’anno passato. L’Inter in vantaggio per 3-1 si è fatta rimontare e superare grazie a una strepitosa tripletta di Denis (voto 8), ma soprattutto grazie agli errori difensivi. Ranocchia non è esente da colpe né sul terzo né sul quarto gol bergamasco, ma quel che è più grave è che a pochi minuti dal triplice fischio si è divorato clamorosamente il gol del pareggio.

Voto 3 a David Miliband. In casa Sunderland, dopo l’esonero di Martin O’Neill è stato chiamato all’arduo compito di salvare i Black Cats  l’ex Lazio Paolo Di Canio. Alla notizia di tale annuncio, David Miliband, ex ministro degli esteri laburista, si è dimesso dal board della società per protesta contro l’assunzione di un allenatore dalle idee di estrema destra. Sulle qualità tecniche dell’allenatore romano si può discutere, come si può discutere sull’opportunità di chiamare ad un compito così arduo uno che deve ancora dimostrare tutto come allenatore, ma richiamare alla memoria fatti di 8 anni fa, già chiusi e archiviati, e fare il processo alle opinioni politiche di Di Canio ci sembra decisamente fuori luogo. Ma forse non è stato altro che un pretesto per lasciare l’incarico e trasferirsi a New York come presidente della prestigiosa Ong internazionale IRC.

rissaVoto 2 al finale di Atletico Mineiro-Arsenal di Sarandì. Non sono passati nemmeno quattro mesi dalla finale di Coppa Sudamericana tra Sao Paolo e Tigre, con i giocatori della squadra argentina che si rifiutarono di entrare in campo nella ripresa a causa delle presunte aggressioni degli agenti brasiliani, e nuovamente una sfida tra una squadra brasiliana, l’Atletico Mineiro di Ronaldinho, e una argentina, l’Arsenal di Sarandì, torna a far parlare per episodi a dir poco clamorosi. La sfida valida per la Coppa Libertadores, la Champions League del Sudamerica, conclusasi con un netto 5-2 per la squadra brasiliana, con grande protagonista l’ex pallone d’oro autore di una doppietta, ha visto un finale di gara davvero teso. I giocatori argentini, dopo il triplice fischio finale, hanno circondato la terna arbitrale lamentandosi per alcune scelte che il direttore di gara ha preso durante il match. A quel punto i poliziotti a bordo campo in assetto antisommossa sono entrati in campo, in difesa dell’arbitro, provocando la reazione di alcuni calciatori argentini che hanno spintonato e scalciato gli agenti, i quali hanno risposto puntando i fucili contro i calciatori. Se questo è calcio…

Voto 1 a Franz Beckenbauer. Uno dei più importanti monumenti del calcio tedesco, che vanta due mondiali e un europeo con la sua nazionale, che è stato il libero del Bayern Monaco per 13 stagioni, che da calciatore era stato soprannominato il Kaiser per la grinta che metteva in campo, che dal 2009 è presidente onorario della sua squadra del cuore. Sì, il voto più basso della settimana va proprio a lui, in seguito alla dichiarazione, a nostro avviso fuori luogo, rilasciata in seguito alla sfida tra Bayern Monaco e Juventus. Beckenbauer si è divertito nel post gara a prendere in giro il portiere bianconero Buffon a causa del gol subito dall’austriaco Alaba, dandogli del pensionato e affermando ironicamente che il terzino del Bayern aveva tirato da 120 metri. Forse il vecchio saggio Franz, abituato a vedere solo grandi parate dal numero 1 della nazionale italiana, ha preferito cantare vittoria a 90’ dalla fine della sfida.

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