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Voto 10 ai giovani in nazionale. Chi l’ha detto che il calcio moderno dà sempre meno spazio ai giovani? Magari per certe realtà e per un certo periodo è stato anche vero, e fior di campioni sono stati costretti ad essere considerati tali solo passati i 25 anni, ma il trend a livello internazionale sembra essere cambiato. Basta dare uno sguardo alle formazioni scese in campo durante questa settimana di nazionale per accorgersene. Molti sono i casi degni di nota, da Mario Götze in gol con la Germania, alla baby coppia Varane-Pogba che ha dato molte soddisfazioni a Deschamps. Ma il caso che vogliamo prendere in considerazione, per ovvi motivi, è l’amichevole di lusso tra le due nazionali che più volte hanno alzato la coppa più ambita. La sfida tra Italia e Brasile è stata infatti un’esibizione di giovani e purissimi talenti; protagonisti della serata sono stati ragazzini che nonostante l’età non hanno avuto alcuna paura a mettere sulle spalle una maglia così impegnativa e dimostrare tutto il proprio talento. Da De Sciglio a Oscar, da Neymar a El Shaarawy passando per Fernando (senza contare gli assenti Verratti e Lucas Moura). Il futuro del calcio passa anche dalla loro classe.

owenVoto 9 a Michael Owen. Il bambino d’oro a fine stagione lascerà il calcio. La dichiarazione arriva dallo stesso attaccante ex Liverpool, ora in forze allo Stoke City, che dopo una carriera costellata da grandi trionfi (pallone d’oro nel 2001) e troppi infortuni ha deciso di appendere le scarpette al chiodo. Una carriera sbocciata in fretta grazie a una tecnica e una classe uniche, ma tramontata altrettanto in fretta per colpa di un fisico troppo debole per reggere tanto talento. In un calcio in cui fino ai 36-37 anni numerosi campioni riescono ancora a dettare legge sul triangolo verde (vedi Totti giusto per fare un nome), Owen lascia il calcio relativamente presto (per intenderci, ha l’età di Pirlo). Di lui ci rimarrà il ricordo di un talento cristallino e il rimpianto per i tanti infortuni che ne hanno minato la carriera. Che dire, entra di diritto nella storia del calcio.

Voto 8 alla reazione del Verona. Gara folle e ampiamente la più divertente del 33esimo turno di Serie B, quella andata in scena al Bentegodi tra Verona e Crotone. I calabresi non hanno saputo gestire il doppio vantaggio firmato Eramo – De Giorgio, facendosi prima raggiungere e poi superare dalla doppietta di Cacia, giunto a 18 reti in campionato, e da Sgrigna. La rimonta scaligera è stata completata incredibilmente in soli 8 minuti.

serbiaVoto 7 alla sfida Croazia-Serbia. Quando ai sorteggi della Fifa è uscito che Croazia e Serbia sarebbero state nello stesso girone di qualificazione ai mondiali in molti avranno sentito un brivido lungo la schiena. Le due nazionali infatti non si sono mai affrontante dopo la guerra civile del 1990 che vide le due nazionalità balcaniche contrapposte in uno scontro sanguinoso e cruento. Gli amanti del calcio e della sua storia poi ricorderanno cosa successe in quello stadio di Zagabria dove venerdì si sono affrontate le due squadre. In quello stesso stadio, infatti, più di vent’anni fa, in occasione di Stella Rossa-Dinamo Zagabria, scoppiò una violenta rissa e uno scontro tra la polizia (a maggioranza serba) e i Bad Blue Boys croati, che fece da preludio alla guerra civile scoppiata di lì a poco. La partita di venerdì non è stata entusiasmante, ma il fatto che, nonostante un clima teso a dir poco, non sia successo nulla è già qualcosa.

Voto 6 ai tre tifosi del Cittadella. Si sa, i calciatori quando vanno a giocare in trasferta vorrebbero essere seguiti da tanti tifosi per essere incoraggiati e sostenuti. Non è questo il caso del Cittadella che in occasione della non lontana trasferta di Brescia si sono presentati al Rigamonti solamente in tre. La squadra veneta non vanta certamente una delle tifoserie più numerose della Serie B, vista la piccola realtà da cui è emersa questa società, ma sicuramente questi ragazzi che da anni stanno ben figurando e difendendo con orgoglio la categoria meriterebbero un seguito di pubblico maggiore. Detto questo va comunque elogiata la mentalità dei tre tifosi del Citta, che hanno potuto gioire per un pareggio portato a casa al 93’.

Voto 5 a Goran Pandev. Apre le insufficienze della settimana la situazione che ha visto protagonista Goran Pandev. Il giocatore del Napoli ha dichiarato che a dicembre in occasione della votazione per il Pallone d’Oro degli allenatori ha votato per Mourinho, nonostante la Fifa abbia pubblicato la sua scheda in cui in ordine di preferenza erano presenti Vicente Del Bosque, Roberto Mancini e Jürgen Klopp. Il macedone ha infatti affermato che la firma pubblicata non è la sua, e che secondo lui il migliore  è lo Special One. Un nuovo elemento per sostenere la tesi del complotto? Comunque vada la vicenda, qualcuno ci rimedierà una bella figuraccia e sinceramente non abbiamo paura a scommettere qualche soldo che il “fortunato vincitore” sarà proprio il macedone.

Voto 4 a Federico Barba. In questo periodo, soprattutto per merito di grandi campioni quali Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, siamo abituati a vedere infrangere molti record, ma di certo quello di Federico Barba, giovane difensore del Grosseto, ha dell’assurdo. Il giocatore maremmano nel corso dell’anticipo di sabato tra la sua squadra e il Cesena è riuscito nella per niente facile impresa di farsi espellere dall’arbitro, per fallo da ultimo uomo, a soli 64 secondi dall’inizio della partita. La squadra toscana rimasta in 10 è uscita sconfitta dal campo per l’ennesima volta in stagione e con un piede in Lega Pro.

Voto 3 a Karim Benzema. Vero e proprio caso nazionale quello scoppiato attorno all’attaccante in forza alla corte di Mourinho. Il forte centravanti di origini algerine ha infatti dichiarato che non solo non ha mai cantato la marsigliese prima di una partita della nazionale, ma che non ha nessuna intenzione di iniziare a farlo. Ora, qui non si vuole dibattere sul valore politico e musicale dello storico inno francese, ma non sembra che neanche Benzema voglia farlo. Stando alle sue dichiarazioni infatti l’attaccante franco-algerino si rifiuterebbe di cantare l’inno perché ciò non sarebbe d’alcuno aiuto in campo. Forse in una nazionale che ha fatto dell’integrazione e della multietnicità il suo cavallo di battaglia, l’attaccamento alla maglia e alla nazione non è poi così forte…

nene tysonVoto 2 al Caso Zarate. Il giocatore argentino, sempre più ai margini della rosa biancoceleste, è stato protagonista di un episodio che ha reso la situazione insostenibile. Zarate non si è allenato a Formello per qualche giorno, e fin qui nulla di grave, dato che il calciatore aveva presentato un certificato medico, che dimostrava di come soffrisse di un leggero esaurimento nervoso. In accordo con la società, l’argentino ha avuto quindi qualche giorno di permesso. Ciò che fa notizia è che il calciatore sia stato avvistato da un turista italiano alle Maldive, in compagnia della famiglia. Lotito è su tutte le furie e chissà se anche questa volta cercherà di difendere uno dei più importantei investimenti di questi 9 anni di presidenza laziale.

Voto 1 alla rissa tra Nené e Kharja. A dir poco incredibile quello che è successo in settimana in Qatar, in occasione della sfida valida per i quarti di finale di Coppa nazionale tra l’Al-Arabi e l’Al-Gharafa. Una maxi rissa che ha visto protagonisti due recenti conoscenze del calcio europeo, Kharja, che ha militato soprattutto in Serie A con Fiorentina, Inter, Genoa e Siena, e Nené, ex giocatore del Paris Saint German. I due numeri 10 vengono a contatto diverse volte durante la partita, ma nel finale la situazione degenera. Dopo l’ennesimo fallo tra i due, a gioco fermo, Nené, spinto più volte dal marocchino, colpisce con un pugno sulla nuca il suo avversario, che non cade nemmeno a terra. Dopo qualche attimo di esitazione Kharja decide di farsi giustizia da solo e sfruttando il momento di parapiglia generale colpisce il brasiliano con un’autentica mossa di kung-fu. Tutto questo è ancora più clamoroso se pensiamo che questi due giocatori hanno militato in campionati di ben altro livello rispetto a quello del Qatar e forse dall’ “alto” della loro esperienza dovrebbero pensare a insegnare calcio piuttosto che a fare risse da far west.

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