Ternana - Hellas Verona

 

Voto 10 a Gianpaolo Pazzini. Che sia un giocatore sprecato per la Serie B lo sapevamo un po’ tutti, ma un inizio così forse in pochi se lo aspettavano. Con la doppietta realizzata con il suo Verona nel 4-1 ad Ascoli, Gianpaolo Pazzini è già arrivato a quota dieci reti in campionato, andando a segno per la quinta gara consecutiva. Inoltre, quella di Pazzini è la quarta doppietta nelle ultime quattro gare, a dimostrazione di quanto sia in forma il centravanti ex Milan. Verona ha trovato il suo nuovo Toni, pronto a trascinarla nuovamente nella massima categoria.

Voto 9 a Edin Dzeko. Criticato, molte volte giustamente, un po’ da chiunque, per lo scarso rendimento in campo, Edin Dzeko in questa stagione è tornato a vedere la porta con una discreta continuità. L’attaccante bosniaco, nell’ultimo turno di Serie A, ha trascinato i giallorossi alla vittoria nella difficile trasferta di Napoli, grazie ad una splendida doppietta, ma soprattutto ad un’ottima prestazione. Dzeko è salito a quota sette reti in campionato, scavalcando Higuain e diventando il capocannoniere del torneo. Davvero in pochi si aspettavano un inizio del genere, soprattutto memori di quello che Dzeko aveva fatto vedere la passata stagione.

stekVoto 8 a Maarten Stekelenburg. L’ex portiere della Roma, poco rimpianto dai tifosi giallorossi, ora all’Everton, sabato è riuscito nell’impresa di parare due rigori nella stessa partita; in Premier League, prima di lui, c’erano riusciti solamente altri otto portieri. L’estremo difensore olandese, nella difficilissima sfida dell’Etihad Stadium, contro il Manchester City, ha ipnotizzato dal dischetto prima De Bruyne e poi Aguero, trascinando i Toffees al pareggio per 1-1 contro la squadra di Guardiola.

Voto 7 a San Marino. La favola più bella che ci ha regalato questa sosta per le nazionali è arrivata dal piccolissimo San Marino, che dopo 15 anni di sconfitte e sofferenze è riuscito a tornare a segnare in trasferta. L’eroe della repubblica calcistica più piccola del mondo porta il nome di Mattia Stefanelli, attaccante classe ’93 della Vis Novafeltria, che alla settima presenza ha realizzato quella che al momento non solo è la sua prima rete in carriera con la maglia della sua nazionale, ma anche quella che con ogni probabilità non si toglierà mai più dalla mente. La rete sammarinese è arrivata nella difficile trasferta di Norvegia, acciuffando momentaneamente l’1-1 al 54’, e poco importa se poi gli scandinavi hanno segnato altre tre reti per il definitivo 4-1. La maggior parte di questi ragazzi di giorno lavora e di sera si allena, disputando o il poco blasonato campionato sammarinese oppure le serie dilettantistiche italiane, il che fa capire ancora meglio quale gioia possa rappresentare per tutti gli abitanti di San Marino quella che per noi è una banale rete.

Voto 6 alla protesta durante Charlton – Coventry. Davvero singolare la protesta che ha visto come protagonisti i tifosi del Charlton, durante la sfida di League 1, terza serie inglese, contro il Coventry. La partita è stata sospesa dal direttore di gara dopo sei minuti dal fischio d’inizio a causa di un fitto lancio di maialini di plastica in campo da parte dei tifosi locali e dei tifosi ospiti. Motivo di questa protesta è la battaglia in cui da tempo sono impegnati i tifosi locali contro il proprietario del Charlton Roland Duchatelet, reo di rendere la squadra poco competitiva.

Voto 5 a Vladimir Weiss. Disavventura a Bratislava per l’ex Pescara Vladimir Weiss, centrocampista slovacco ora in forza all’Al Gharafa. Weiss è stato arrestato nella notte di domenica scorsa dopo che la polizia lo ha fermato e quest’ultimo si sarebbe rifiutato sia di fare l’alcooltest sia l’esame del sangue, opponendo infine resistenza agli uomini in divisa. Il calciatore è stato successivamente rilasciato, ma non ha potuto partecipare alle due sfide della Slovacchia di qualificazione ai mondiali.

Ivica-Olic-008Voto 4 a Ivica Olic. Non se la passa benissimo l’attaccante croato Ivica Olic, ex stella di Bayern Monaco e Wolfsburg. In estate è passato al Monaco 1860, scendendo così nella seconda divisione tedesca, ma con la nuova squadra non ha ancora disputato una partita. A rendere il suo periodo ancora più negativo ci ha pensato lo stesso Olic, che in settimana è stato squalificato per due giornate dalla Federazione tedesca per aver infranto il divieto di scommesse in vigore in Germania. Come ha confermato lo stesso attaccante, Olic ha effettuato delle scommesse tra l’agosto e il settembre di quest’anno, tra cui anche su partite della Serie B tedesca, campionato in cui milita il Monaco 1860. Il calciatore consapevole dell’errore ha dichiarato: “E’ stato un grosso errore, mi dispiace per quanto accaduto. Sono stato coinvolto da alcuni amici in scommesse su partite anche di seconda divisione, non per grandi somme di denaro ma semplicemente per divertimento”. Vogliamo credere nella buona fede di Olic, ma da un calciatore della sua esperienza, 37 anni compiuti a settembre, certi errori non ce li aspettiamo.

Voto 3 ai disordini russi. Weekend da bollino rosso quello appena passato sui freddi campi russi. Scontri e disordini tra le tifoserie sono stati protagonisti durante il match tra Voronezh e Dinamo Mosca, in seconda divisione, dove prima e durante la partita alcuni hooligans sono arrivati al contatto. Quattro feriti in tutto, tre tifosi della Dinamo, di cui uno colpito da un’arma da fuoco, e un poliziotto di Voronezh. Anche nelle serie minori non sono mancati gli incidenti: clamorosi gli scontri tra Torpedo Vladimir e Tekstilshiki dove un centinaio di tifosi hanno invaso il terreno di gioco venendo a contatto prima dell’arrivo della polizia. Cinque in tutto i tifosi arrestati.

215523221-bd453a69-a144-41de-b1c1-075624dfc66fVoto 2 alla vicenda Icardi. Quella che si è accesa in questo weekend intorno a Mauro Icardi è proprio una bufera, in seguito all’uscita della sua autobiografia. La frattura tra il capitano dell’Inter e la Curva Nord sembra ormai insanabile, ma per capire meglio ciò che è accaduto ieri pomeriggio al Meazza, vale a dire la dura contestazione della Nord nei confronti del numero 9 nerazzurro, è necessario ripartire dalla trasferta di Sassuolo del febbraio 2015. In quell’occasione l’Inter uscì sconfitta per 3-1 e a fine gara Icardi insieme all’ex compagno Guarin andò sotto il settore ospiti per ringraziare i propri tifosi. L’argentino, spiega nel suo libro, diede la propria maglietta ad un bambino presente, al quale venne subito strappata da uno dei capi curva che la rilanciò ad Icardi. È sulla ricostruzione di questo episodio che la Curva Nord nerazzurra ha scatenato la propria rabbia nei confronti dell’attaccante, al quale ora ha chiesto ufficialmente di togliersi la fascia da capitano. Non voglio entrare nel merito su chi abbia ragione, ma sicuramente Icardi a mio avviso non poteva pensare di scrivere apertamente contro i propri tifosi e pensare che passasse tutto inosservato. Che sia stata semplicemente una trovata per vendere più libri?

Voto 1 alla lite tra Maradona e Veron. Doveva essere la Partita della Pace quella che si è disputata in settimana all’Olimpico di Roma, e invece per Diego Armando Maradona è stata l’ennesima occasione per far parlare di sé soprattutto per vicende che c’entrano poco con il calcio giocato. All’intervallo della sfida, mentre le due squadre vanno verso il tunnel degli spogliatoi, Maradona si avvicina a Juan Sebastian Veron, ex centrocampista della Lazio, con toni minacciosi. Tra i due non scorre buon sangue da qualche anno, da quando Maradona nel Mondiale del 2010 in Sudafrica non fece giocare Veron né agli ottavi di finale né ai quarti contro la Germania. In quel caso l’ex centrocampista non gliele mandò a dire al CT argentino e da quel momento è sempre rimasta della ruggine tra i due. A luglio Maradona lo aveva attaccato per il nuovo incarico di Veron nella Federcalcio argentina, scelta non gradita dal Pibe de Oro che lo accusò di essere un traditore. E ora l’ultimo incontro a Roma, dove tra i due sono volate parole grosse, soprattutto da parte di Maradona che non voleva la presenza di Veron, imposta invece dagli organizzatori.

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