Crystal-Palace-v-ManCity

Voto 10 a Kelechi Iheanacho. «Kelechi è un giocatore giovane davvero forte. Abbiamo lasciato andare via Dzeko e Jovetic perché avevo sott’occhio Iheanacho tutti i giorni e sapevo cosa era in grado di darmi»: queste le parole lungimiranti del tecnico del Manchester City Manuel Pellegrini sul 19enne nigeriano che sta incantando i tifosi dei citizens. La sua scelta è stata premiata: il suo City, nel weekend, ha rifilato un 0-4 inappellabile all’Aston Villa in Fa Cup e Kelechi ha firmato una memorabile tripletta, fornendo per giunta l’assist del quarto gol a Sterling. Una promessa che il calcio inglese sicuramente saprà tenere d’occhio.

Pierre-Emerick AubameyangVoto 9 a Pierre-Emerick Aubameyang. È la stagione migliore della sua carriera e i numeri non possono che dargli ragione. Diciassette presenze in Bundesliga e venti reti realizzate, una media gol davvero incredibile quella dell’attaccante gabonese, cresciuto nelle giovanili del Milan. Con la doppietta siglata all’Ingolstadt, Aubameyang ha superato il suo vecchio record di 19 reti in un campionato, che risaliva ai tempi in cui vestiva la maglia del Saint Etienne. Ora giunto a quota 20 in classifica marcatori, guarda tutti dall’alto verso il basso, anche se il primo inseguitore, un certo Lewandowski, dista a una sola rete.

Voto 8 al Pescara. In Serie B c’è una squadra che più di tutte le altre sta vivendo uno straordinario momenti di forma: è il Pescara di Massimo Oddo. Dopo la sconfitta rimediata sul campo del Brescia l’8 dicembre, gli abruzzesi hanno vinto sette partite consecutive, avvicinandosi in maniera prepotente alla testa della classifica. Con 46 punti, il Pescara occupa attualmente la terza posizione con un ritardo di 5 lunghezze dal Crotone e 6 dalla capolista Cagliari. Sugli scudi l’attaccante Lapadula (voto 9), capocannoniere del campionato con 14 reti, ma anche Caprari, autore fino ad ora di 9 reti. Non sarà lo spettacolare Pescara di Zeman, ma quello di Oddo è un mix di giovani talentuosi e calciatori più esperti che hanno tutte le carte in regola per riportare il Delfino in Serie A.

Ael Larissa e AcharnaikosVoto 7 al gesto dei calciatori di Ael Larissa e Acharnaikos. Per denunciare la strage di migranti, che annegano nel tentativo di raggiungere via mare la Grecia e quindi il territorio dell’Unione Europea, i giocatori di due squadre di calcio che militano nella serie B ellenica si sono uniti in un simbolico gesto prima dell’inizio della partita. L’insolita protesta è avvenuta nell’anticipo della diciassettesima giornata a Larissa, in Tessaglia, e ha avuto come protagonisti i calciatori della squadra locale, l’Ael, e quelli ospiti dell’Acharnaikos, squadra dell’Attica: non appena l’arbitro ha dato il fischio d’inizio, i 22 atleti si sono seduti sul terreno di gioco e hanno osservato insieme due minuti di silenzio «in memoria delle centinaia di bambini che ogni giorno periscono a causa della scellerata apatia dell’Unione Europea e della Turchia nei confronti di quanto sta succedendo nell’Egeo». Per la cronaca, l’incontro si è poi disputato regolarmente, concludendosi con la vittoria dei padroni di casa per 2-0.

Voto 6 a Igli Tare. Capita a volte che una partita di calcio, sebbene vista allo stadio, possa risultare noiosa e soporifera, tanto da cadere in un profondo sonno. È esattamente ciò che è accaduto allo stadio Friuli nell’intervallo della sfida tra Udinese e Lazio, dove le telecamere hanno beccato il ds biancoceleste, Igli Tare, abbiocatosi in panchina. Ovviamente la foto ha fatto in poco tempo il giro del web, scatenando l’ironia dei tifosi laziali, che non sono proprio dei grandi fan dell’albanese, braccio destro del contestatissimo presidente Lotito.

195202899-6ffb8721-001c-467d-bdd2-6dd89087e472Voto 5 alla Sampdoria di Montella. Il 10 novembre, data in cui il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero ha deciso di sollevare dall’incarico di allenatore Walter Zenga e chiamare al suo posto Vincenzo Montella, i tifosi blucerchiati mai avrebbero pensato che la situazione sarebbe potuta precipitare così in basso. Su 11 gare ufficiali disputate con l’aereoplanino in panchina, i liguri ne hanno perse addirittura 8, 7 in campionato e una in Coppa Italia contro il Milan. Risultati davvero al di sotto delle aspettative e duri da digerire. Unica, ma non piccola, soddisfazione la vittoria nel derby del 5 gennaio contro il Genoa, che aveva acceso una piccola luce di speranza in fondo al tunnel della Samp. E invece, dopo quella bella prestazione, sono arrivate altre quattro sconfitte contro Juve, Carpi, Napoli e Bologna. I blucerchiati sono ora quartultimi a quattro lunghezze di vantaggio sul Carpi terzultimo.

Voto 4 a Jonathan McDonald. Episodio davvero singolare accaduto durante una partita del campionato costaricano tra Alajuelense e Deportivo Saprissa. Sul finale di gara, con gli ospiti in vantaggio per 2-1, l’attaccante dell’Alajuelense Jonathan McDonald ha subito un brutto fallo da dietro a metà campo da parte del giocatore avversario Nestor Monge. L’arbitro concede il vantaggio, ma McDonald, infuriato per il colpo, decide di farsi giustizia da solo lanciando uno dei suoi scarpini contro il giocatore del Deportivo. Il tutto accade sotto gli occhi del direttore di gara che incredibilmente non ammonisce nemmeno l’autore del gesto folle. Graziato dall’arbitro, ma non dalla sua società, che lo ha multato e sospeso per il suo comportamento.

Estudiantes e Gimnasia La PlataVoto 3 alla maxi rissa tra Estudiantes e Gimnasia La Plata. Dopo la violenta rissa tra Boca e River di settimana scorsa, il Torneo de Verano è nuovamente protagonista di un maxi scontro tra calciatori argentini. Questa volta in prima pagina ci finiscono i giocatori di Estudiantes e Gimnasia La Plata, tra cui si distinguono due ex conoscenze del calcio italiano: Alvaro Pereira e Mariano Andujar, ex portiere di Catania e Napoli. Nel secondo tempo, un fallaccio di Alvaro Pereira su un giocatore del Gimnasia ha scatenato il caos. Per sette minuti l’arbitro ha sospeso l’incontro. Il peggio però è arrivato a fine gara, con un brutto intervento da dietro da parte di Ascacibar compiuto con l’unico intento di fare del male. Pochi secondi di insulti, poi calci e pugni tra i giocatori, con dirigenti e steward inutilmente in campo per calmare la rissa. Una vera e propria guerra da strada. Il 5 febbraio partirà il campionato argentino: le premesse, dopo due risse del genere, non sono certo delle migliori.

Voto 2 a Fabrizio Lasagna. L’ex calciatore palermitano è stato arrestato e condannato a sei anni e otto mesi in rito abbreviato con l’accusa di aver perseguitato, violentato e indotto alla prostituzione la sua compagna, anche nel periodo della gravidanza. Il 28enne, secondo le accuse, avrebbe costretto la donna ad avere addirittura rapporti di gruppo. La storia tra i due era cominciata nel 2013. La donna, secondo le ricostruzioni, veniva forzata ad incontrare oltre venti uomini al giorno in appartamenti situati a Palermo, all’Addaura e a Partanna Mondello, ma anche a Milazzo e in Svizzera. La pena inflitta dai magistrati prevede anche un risarcimento danni alla donna, convinta dalla zia a denunciare il calciatore. Ex attaccante di diverse società di A, B, ma soprattutto di Lega Pro, Fabrizio Lasagna ha indossato la maglia dell’Avellino così come quella della Paganese. Senza mai lasciare il segno, si è poi trasferito al Casale e poi al Messina, ultima squadra per cui ha giocato. Da lì, il ritiro definitivo dal mondo del calcio.

ManciniDitoMedioVoto 1 a Roberto Mancini. Dopo circa dieci giorni passati a discutere sul caso Mancini-Sarri e il litigio che ha coinvolto i due tecnici, l’allenatore interista è di nuovo al centro dell’attenzione dopo la pesante sconfitta subita nel derby contro il Milan per 3-0. Mancini è protagonista in negativo sia dal punto di vista tecnico, ma soprattutto dal punto di vista comportamentale. In occasione dell’episodio Donnarumma-Eder, in cui il tecnico di Jesi ha chiesto a gran voce il calcio di rigore in favore della sua squadra, è stato espulso dal direttore di gara per proteste. Da quel momento la serata del tecnico è un susseguirsi di episodi che aggravano la sua posizione. Uscendo dal campo si libera completamente dell’aplomb inglese che lo ha sempre contraddistinto e ha risposta con il dito medio ad alcuni tifosi rossoneri che a bordo campo inveivano contro di lui. Nel dopo gara, a mente fredda, ha risposto in maniera arrogante e indisponente alla provocatoria domanda della giornalista Mikaela Calcagno di Mediaset Premium. Il tutto, ovviamente, in forte contraddizione con la figura del Mancini “moralizzatore” di solo una decina di giorni fa.

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