Foto LaPresse - Francesco Mazzitello
18/01/2015-2016 Crotone (Italia)
Sport Calcio
Crotone vs Caglieri                                                                                  
Campionato di calcio serie B  2015-2016-stadio scida Crotone
nella foto: esultanza

Photo LaPresse - Francesco Mazzitello
18/01/2015 Crotone (Italy)
Sport Soccer
Crotone vs Caglieri
Italian football Championship legue 2015-2016  Scida Stadium Crotone
in the pic

Voto 10 al Crotone. Erano in molti a pensare che il Crotone fosse solo un fuoco di paglia e che presto si sarebbe spento, facendo crollare tutti i sogni dei propri tifosi. Invece la realtà è un’altra: la squadra dell’esordiente Ivan Juric, ex bandiera del Crotone quando sulla panchina calabrese sedeva Gasperini, guida la classifica di Serie B con la bellezza 51 punti, 8 in più del Pescara che occupa la terza posizione. Il croato ha compiuto fino ad ora un lavoro incredibile, riuscendo a migliorare ampiamente il già ottimo lavoro compiuto da Massimo Drago nei quattro anni passati a Crotone. La squadra calabrese è una fucina di talenti, dove le grandi squadre mandano in prestito i propri giocatori più giovani da far crescere. L’età media della squadra di Juric è infatti la più bassa del campionato (23,5 anni), il che rende ancora più ampio il valore dell’impresa che questi ragazzi. Lo scorso anno, dopo 23 giornate in testa al campionato, c’era il Carpi con 46 punti: quest’anno il Crotone ne ha raccolti ben 5 in più, annichilendo addirittura per 4-1 il Cagliari di Rastelli, vera corazzata di questo torneo. Il sogno di approdare per la prima volta in Serie A continua e mai come ora i tifosi possono seriamente iniziare a pensare in grande.

Foto LaPresse - Valerio Andreani 18/01/2016 Spezia ( Italia) Sport Calcio Spezia - Alessandria  TIM CUP 2015 2016 -  Stadio "Alberto Picco" Nella foto: Riccardo Bocalon esulta dopo la rete del 1-2 Photo LaPresse - Valerio Andreani 18 January 2016 Genova ( Italy) Sport Soccer Spezia - Alessandria Italian Football  TIM CUP 2015 2016 -  "Alberto Picco" Stadium  In the pic:  Riccardo Bocalon esulta dopo la rete del 1-2

Voto 9 all’impresa dell’Alessandria. Erano ben 32 anni che una squadra dell’allora Serie C1 non raggiungeva le semifinali di Coppa Italia. Era la stagione ’84-’85, quella in cui il Bari di Bruno Bolchi raggiunse le semifinali di Coppa Italia dopo aver eliminato la Juventus vicecampione d’Europa e la Fiorentina di Passarella. Ebbene, dopo più di trent’anni la storia si ripete e questa volta a coprirsi di elogi è l’Alessandria di Angelo Gregucci che in ordine ha eliminato Altovicentino, Pro Vercelli, Juve Stabia, Palermo, Genoa e Spezia, disputando tutti gli incontri, ad eccezione del primo, lontano dalle mura amiche. La vittoria di Palermo ha stupito un po’ tutti, sebbene i siciliani stessero attraversando un periodo difficile; a Genova l’impresa è stata raggiunta dopo 120 minuti di sofferenza, con i grigi che l’hanno spuntata al 114’ per 2-1 grazie a Riccardo Bocalon, nonostante l’inferiorità numerica. A La Spezia però è stato raggiunto l’apice: la vittoria è arrivata al 92’, in rimonta, grazie alla bellissima doppietta sempre di Bocalon, veneziano cresciuto nel vivaio dell’Inter. Un dettaglio da non sottovalutare, perché in semifinale i piemontesi affronteranno il Milan e siamo sicuri che più di tutti gli altri l’attaccante veneto “sentirà” questa partita.

Voto 8 a Dele Alli. Il Tottenham di Mauricio Pochettino sta disputando un’ottima stagione. Quarta in campionato a cinque lunghezze dalla capolista Leicester e a soli due punti dalla coppia Arsenal-Manchester City, a significare che dopo 23 giornate di campionato gli Spurs sono ancora in lotta per la conquista del titolo. Certo non sarà facile, ma i numeri sono esaltanti: il Tottenham è infatti il terzo miglior attacco (41 reti fatte) e la miglior difesa con soli 19 reti subite. Oltre ai già consacrati talenti Kane, Eriksen e Lamela, il Tottenham in questa stagione ha lanciato il 19enne Dele Alli, prodotto del suo vivaio. Il giovane trequartista, al debutto in Premier League, ha già realizzato ben 6 reti in campionato, conquistandosi un posto fisso nell’undici titolare. Alli ha anche avuto la possibilità di esordire con la maglia bianca della nazionale inglese, attirando fin da subito l’interesse del Ct Roy Hodgson. Il ragazzo è sicuramente da tenere d’occhio.

guidolin swanseaVoto 7 alla partenza di Guidolin. Dopo un anno e mezzo in cui, per sua scelta è stato lontano da una panchina, Francesco Guidolin è tornato ad allenare. Il tecnico di Castelfranco Veneto ha deciso di ripartire dallo Swansea, squadra gallese che milita in Premier League. Un anno da supervisore tecnico dei club della famiglia Pozzo (Granada e Watford, oltre ai bianconeri), ma poi la voglia di tornare ad allenare era troppa e ha deciso quindi di lasciare l’incarico. Dopo sei mesi da disoccupato è arrivata la chiamata inaspettata dei gallesi, che hanno permesso al tecnico veneto di esordire nel campionato inglese. 17esimi in classifica e con una disperata necessità di fare punti, lo Swansea di Guidolin è partito subito fortissimo, andando a vincere 2-1 sul difficile campo dell’Everton. Gli stessi giocatori dello Swansea avevano confessato di essere andati a cercare su Google chi fosse Francesco Guidolin, perché non sapevano chi fosse, ma siamo sicuri che il tecnico italiano saprà farsi conoscere in questa sua nuova avventura.

Voto 6 al ritiro di Salvatore Foti. Meno di 10 anni fa il suo primo gol in Serie A con la maglia blucerchiata della Sampdoria, che lo mise in mostra su palcoscenici di un certo livello. Subito venne considerato uno dei più promettenti talenti del calcio italiano, tanto che anche il Chelsea lo seguì per un certo periodo di tempo. Da lì a poco alcuni addetti ai lavori lo definirono “il nuovo Ibra”, per la somiglianza nelle movenze all’attaccante svedese. Dalla Serie A ad una lunga serie di prestiti in Serie B il passo è stato breve: Vicenza, Treviso, Piacenza, Empoli e poi Lecce nel 2012/2013, senza mai veramente consacrarsi a causa degli infortuni. Lasciato il Salento passa al Chiasso in Svizzera (club allenato ai tempi da Gianluca Zambrotta), ma non riuscirà nemmeno a collezionare una presenza per via di un infortunio al ginocchio. Il club elvetico lo presterà al Balerna, ma ad inizio 2016 la decisione più dura della sua carriera: a soli 27 anni, Salvatore Foti, l’eterna promessa mai esplosa, si è ritirato dal calcio giocato a causa degli infortuni curati male, che ne hanno limitato l’impiego in campo per troppo tempo.

e8b8db3090b17ec0e3bd2e7c28d2fe92Voto 5 alle due squadre di Madrid. Rischia di diventare anche quest’anno facile preda per il Barcellona la Liga spagnola se le due squadre di Madrid continueranno a lasciare punti sul campo. Nell’ultimo weekend, infatti, delle prime tre della classe i Blaugrana sono stati gli unici a portare a casa i tre punti, seppur soffrendo sul difficile campo del Malaga; le altre due, Atletico e Real, hanno pareggiato nel confronto incrociato con le squadre di Siviglia. 0-0 per la squadra di Simeone al Vicente Calderon contro un Siviglia ridotto in 10 uomini e prima non vittoria anche per Zidane, che impatta 1-1 in casa del Betis. Il Barcellona, se vincerà il recupero del 17 febbraio in casa dello Sporting Gijon, si porterà a tre lunghezze di vantaggio sui Colchoneros e ben sette sul Real.

Voto 4 agli occhiali di Alex Song. Quanto meno bizzarra è stata la scelta del centrocampista camerunense del West Ham Alex Song di indossare uno stravagante paio di occhiali durante la partita disputata dai suoi Hammers contro il Manchester City. C’è chi dice che lo abbia fatto per attirare l’attenzione su di sé, altri pensano che lo abbia fatto per far pubblicità alla marca degli occhiali, altri ancora credono che veramente avesse bisogno di indossarli per un problema agli occhi. Di certo l’ironia nei suoi confronti non si è risparmiata.

foscariniVoto 3 alla Pro Vercelli. Nonostante il buon inizio sulla panchina dei piemontesi di Claudio Foscarini, subentrato a Cristiano Scazzola l’11 ottobre, con 5 vittorie in 8 gare, dal 5 dicembre la Pro Vercelli ha incredibilmente invertito il senso di rotta, conquistando la miseria di quattro punti sui ventiquattro disponibili. L’ex allenatore del Cittadella è a serio rischio esonero dal momento che i piemontesi hanno perso le ultime quattro gare senza nemmeno segnare una rete. La classifica vede la Pro Vercelli al diciottesimo posto a quota 24 punti in classifica e i numeri non sono dalla sua parte: è la squadra con il peggior attacco (16 reti realizzate) e quella che, insieme all’Ascoli, ha perso il maggior numero di partite, ben 13.

Voto 2 al match “amichevole” tra Boca e River. È stato davvero un Superclasico caldissimo quello che ha aperto la stagione calcistica in Argentina, valido per il Torneo de Verano 2016, disputato sabato sera alla Bombonera di Buenos Aires, casa del Boca. La rivalità tra i due club è sempre stata elevatissima e quella che in Argentina chiamano “garra” in queste partite è sempre ai massimi livelli. Così anche in occasione di questa gara, che poco aveva dell’amichevole estiva, entrambe le squadre non hanno tirato indietro la gamba. A poco meno di 10 minuti dal triplice fischio finale, con gli ospiti in vantaggio di un gol, Jonatan Maidana, difensore del River, ha un battibecco con Carlos Tevez e dopo un faccia a faccia l’ex Juve viene steso con una testata. Poi, lo stesso Maidana manda a terra anche Chavez con una manata in faccia. A quel punto si scatena una “battaglia campale”, come hanno commentato i giornalisti argentini: un tutti contro tutti, che vede Tevez rialzarsi nonostante la testata per partecipare a quella che nel wrestling viene definita “royal rumble”, una vera e propria rissa. L’arbitro e i suoi collaboratori hanno avuto un bel da fare per placare gli animi e alla fine, con il punteggio bloccato sullo 0-1 in favore del River, gli espulsi per la rissa sono stati in tutto cinque. Non c’è che dire, un ottimo inizio.

sarri-mancini-ansa1Voto 1 al litigio tra Mancini e Sarri. Martedì sera è andata di scena al San Paolo di Napoli il quarto di finale di Coppa Italia tra i partenopei e l’Inter, vinto dai nerazzurri per 2-0. Al gol del raddoppio interista, quando mancavano una manciata di minuti al termine della gara, i rispettivi tecnici delle due squadre sono quasi venuti alle mani, dopo che tra i due erano volate parole grosse. «Frocio! Ricchione!» le parole del tecnico toscano, «Vecchio cazzone» la risposta di Mancini. Al di là degli insulti, di cui non sta a noi giudicare il peso, l’Italia ancora una volta ha perso un’occasione per fare una bella figura. Il tecnico toscano ha sicuramente sbagliato e mostrato di innervosirsi facilmente quando il suo Napoli non vince; la società e il presidente De Laurentiis avrebbero dovuto tutelare maggiormente il proprio allenatore, evitando di mandarlo in conferenza stampa appena terminata la partita, facendo evitare a Sarri la seconda caduta di stile: «Ho detto finocchio, mica democristiano». Forse a mente più lucida si sarebbe solamente scusato, cercando di insabbiare la faccenda. Dall’altro lato Mancini è stato abile nell’alzare un polverone e destabilizzare l’ambiente della squadra prima in classifica. Il quarto uomo aveva comunque preso nota di ciò che era accaduto a bordo campo e ciò che si erano detti i due allenatori, e le due giornate di squalifica al tecnico toscano sarebbero in ogni caso arrivate.

Rispondi