Arouna Koné Reuters

Voto 10 ad Arouna Koné. Non è mai troppo tardi per siglare una tripletta in Premier League. Per saperne di più basta chiedere ad Arouna Koné, attaccante ivoriano dell’Everton, che alla soglia dei 32 anni ha realizzato la sua prima tripletta nel campionato inglese. Le ultime due stagioni sono state molto difficili per l’attaccante, a causa di un serio infortunio al ginocchio che lo ha obbligato a stare fermo per quasi un anno, ma in questa stagione Arouna Koné, che nel Mondiale del 2006 faceva coppia con un certo Drogba, è partito con la voglia e la determinazione giusta: «Mi sono ripromesso, durante il lungo recupero, che avrei dimostrato ai tifosi di cosa sono capace e ricordato loro perché io sono qui. La paura di non farcela c’è stata, ma non ha mai preso il sopravvento». Bravo Arouna.

Boca Juniors' forward Carlos Tevez celebrates while holding his son after winning Argentina's first division football championship at the "La Bombonera" stadium in Buenos Aires, on November 1, 2015.  AFP PHOTO / ALEJANDRO PAGNI

Voto 9 al Boca Juniors. Il club di Buenos Aires torna sul tetto di Argentina dopo tre difficili anni di astinenza. Con una giornata di anticipo, infatti, il Boca si è laureato campione grazie alla vittoria ottenuta alla Bombonera contro il Tigre, per 1-0. Il 14 luglio, giorno del ritorno al Boca di Carlos Tevez, l’ex Juventus si era presentato con queste parole: «Vi riporterò il titolo». E così è stato. In una Bombonera gremita da oltre 55 mila tifosi xeneises, è arrivato il 25esimo titolo della storia del Boca, ottenuto in lotta con il San Lorenzo e il Rosario Central. Per Tevez cinque le reti siglate nel campionato, esattamente come i suoi campionati vinti con la maglia del Boca.

Voto 8 al Liverpool. Al quarto tentativo, è arrivata la prima vittoria del nuovo Liverpool targato Jurgen Klopp. Dopo i non troppi brillanti pareggi in campionato contro Tottenham e Southampton, e il deludente pareggio ad Anfield contro il Rubin Kazan in Europa League, i Reds hanno conquistato i primi tre punti con il tecnico tedesco. Una vittoria per nulla banale e ottenuta sul campo dei rivali del Chelsea, sempre più inguaiati in una crisi che sembra non avere fine. Un 3-1 in rimonta ottenuto grazie alla doppietta di Coutinho e alla rete di Benteke, dominando l’avversario per gran parte del match. Dopo una stagione passata tra pochi alti e tanti bassi e l’inizio di questa annata ancora stentato, Klopp è stato chiamato a sostituire Brendan Rodgers. La missione per il tecnico di Stoccarda non è facile, ma dalle sue parti lo chiamano “Il Mago” e dando un’occhiata al suo curriculum si capisce bene il perché.

fiorentina gol rebic lapresseVoto 7 alla Fiorentina. Dopo una settimana difficile, in cui sono arrivate tre sconfitte in altrettante gare contro Napoli, Lech Poznan e Roma, la Fiorentina di Paulo Sousa è tornata a viaggiare grazie alle belle vittorie ottenute contro Verona e Frosinone. La Viola ha così conquistato nuovamente la testa della classifica in compagnia dell’Inter, a quota 24 punti, candidandosi apertamente alla lotta per il titolo. Sebbene contro i ciociari siano scesi in campo tanti giocatori che fino a questo momento erano stati poco impiegati, la partita è stata a senso unico e il primo tempo è terminato sul punteggio di 4-0. La rete ospite nella ripresa è servita solo a rendere meno amara la sconfitta. I toscani ora voleranno a Poznan per cercare di migliorare il proprio cammino europeo, che fino a questo momento non è stato assolutamente dei migliori.

Voto 6 a Luca Lezzerini. Qualche settimana fa Donnarumma, ieri pomeriggio Lezzerini. Il giovane portiere della Fiorentina ha esordito in Serie A contro il Frosinone, in cui è stato mandato in campo dal tecnico portoghese Paulo Sousa per gli ultimi venti minuti. Una soddisfazione immensa per Lezzerini, che da sei anni veste la maglia della Fiorentina. Lui, che quest’estate aveva chiesto la cessione in prestito per andare a giocare e fare esperienza ma che per volere del nuovo tecnico è stato convinto a restare. Sousa punta molto su di lui per il futuro e la scelta di farlo entrare ieri ne è la prova.

genoa-napoli 0 0 lapresse1Voto 5 alle poche emozioni della domenica pomeriggio. È stata una domenica pomeriggio davvero avara di emozioni quella vissuta sui campi della Serie A. Su quattro gare disputate, ben tre sono terminate a reti bianche: Genoa-Napoli, Carpi-Verona e Udinese-Sassuolo. In un solo campo, quello di Bologna, si è segnato: i rossoblu, all’esordio di Donadoni in panchina, hanno subito ben figurato, annientando l’Atalanta 3-0. Nelle prime dieci gare di campionato c’erano stati solo due 0-0: Carpi-Napoli e Inter-Juventus; solo in questa giornata, invece, già tre. Un’inversione di tendenza che ha fatto sicuramente felici gli amanti della pennichella pomeridiana.

Voto 4 allo Spezia. Piccola crisi per lo Spezia di Bjelica, che in Serie B sta attraversando un momento davvero delicato. Giunta ai nastri di partenza come una delle squadre potenzialmente più forti in questo campionato, i liguri non riescono a vincere da ben quattro turni, in cui hanno ottenuto tre pareggi e una roboante sconfitta per 5-1 al Manuzzi di Cesena. Ottava posizione a quota 17 punti, a sei lunghezze dalla capolista: certamente ci aspettavamo di più da questa squadra, che la scorsa stagione aveva raggiunto i playoff. Ovviamente il campionato è ancora molto lungo e sicuramente ci aspettiamo un cambio di marcia in quel della Liguria.

3c5de907440771f5a15117d703bb3957_169_xlVoto 3 alla Lazio. Periodo certamente poco positivo quello che sta attraversando la compagine di Stefano Pioli. Con la sconfitta di ieri sera, in casa, contro un ottimo Milan, la Lazio viene battuta per la terza volta nelle ultime quattro uscite, mostrando ampiamente quanto sia poco lucida in questo periodo. Dopo le sconfitte di Reggio Emilia contro il Sassuolo e di Bergamo contro l’Atalanta (in mezzo la vittoria contro il Torino), i biancocelesti si fermano nuovamente, ma questa volta tra le mura amiche: non succedeva dal derby del 25 maggio della scorsa stagione. Ora incomincia la settimana che porta alla partita delle partite, la sentitissima stracittadina, ma giovedì c’è l’impegno di Europa League in casa dei campioni di Norvegia del Rosenborg, assolutamente da non prendere sottogamba.

Voto 2 ai bosniaci della Roma. Comincia davvero male la settimana che porta al derby della capitale per la Roma di Rudi Garcia. La crisi da gol del bomber romanista Edin Dzeko continua senza sosta: in questo momento in Serie A ha la percentuale realizzativa più bassa tra gli attaccanti che hanno segnato (4 percento). Anche nella sconfitta contro l’Inter, ex City è parso macchinoso e indolente. L’altro bosniaco in casa Roma invece, Miralem Pjanic, ha iniziato la stagione molto bene, con già 6 reti siglate fino ad ora, ma l’ingenuità contro l’Inter (espulsione per somma di ammonizioni, la seconda per fallo di mano) gli costerà la squalifica nella stracittadina in programma domenica prossima. Un errore che un giocatore della sua caratura di certo non può permettersi di fare.

5631a1b8c03c0e2b08c1d1e8Voto 1 ai fatti di Trebisonda. Atmosfera incandescente a Trebisonda, nel post gara del match Trabzonspor-Gaziantepspor della Super Lig turca giocato mercoledì sera. La partita è terminata 2-2, ma proprio nei minuti finali si sono scatenate grandi proteste per un calcio di rigore, oggettivamente clamoroso, non concesso ai padroni di casa. In campo i giocatori hanno circondato l’arbitro, ma è negli spogliatoi che la situazione è degenerata. Dopo la partita, infatti, Ibrahim Haciosmanoglu, presidente del Trabzonspor, ha chiuso all’interno dello stadio l’arbitro e gli assistenti insieme ad alcuni delegati della Federcalcio turca. Tutti sono rimasti sequestrati per 4 ore, fino a quando una telefonata del Premier turco Erdogan ha convinto il numero uno del club ad aprire le porte per consentire agli arbitri di lasciare lo stadio. Pare che Haciosmanoglu non fosse neanche presente sugli spalti per assistere alla partita ed abbia deciso di “imprigionare” il direttore di gara ed i suoi assistenti solo in virtù di quanto gli era stato riferito da qualche componente del suo club. Mentre gli arbitri aspettavano di essere liberati, Haciosmanoglu si è presentato davanti alle telecamere rilasciando dichiarazioni sconcertanti: «Se dobbiamo morire, moriremo da uomini. Ma non vivremo mai da donne». Ovviamente sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta da parte della Federcalcio turca, che adesso dovrebbe usare la mano pesante per punire questo comportamento a dir poco folle.

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