Diamanti

Ryan-Giggs-001Voto 10 a Ryan Giggs. In un calcio moderno dominato da sceicchi e petrodollari, di campioni che cambiano squadre alla stessa velocità con cui cambiano le mutande, in cui squadre di cui fino a pochi anni fa si ignorava il nome (vedi Anži Machačkala) spadroneggiano nel calciomercato, un calcio cioè dove la confusione regna sovrana sono poche le certezze rimaste, e una di queste è che la fascia sinistra del Manchester United è territorio di Ryan Joseph Wilson Giggs. L’ala gallese, nonostante i 40 anni da compiere a novembre, ha infatti rinnovato per un altro anno col club che lo ha lanciato nel pantheon degli dei del calcio. Una gioia per gli amanti del calcio che potranno gustarsi ancora per un anno un binomio che caratterizza uno dei club più importanti del mondo dal lontano 1990: Giggs-Ferguson. Siamo sicuri che quando il gallese darà l’addio al campo il calcio inglese (e non solo) perderà uno dei suoi interpreti migliori.

Voto 9 ad Alessio Romagnoli. Classe ’95 e un talento da vendere, Alessio Romagnoli ha conquistato tutti. Da poco maggiorenne, il ragazzo, all’esordio da titolare in Serie A, ha realizzato la sua prima rete in carriera con la maglia giallorossa e ha consentito alla squadra di mister Andreazzoli di conquistare i tre punti. Romagnoli ha stravolto le gerarchie della difesa giallorossa: era infatti lui ieri sera a mettere una toppa ai buchi lasciati da Burdisso e non viceversa. Con Marquinhos potrebbe andare a comporre una delle più giovani e interessanti coppie di centrali d’Europa.

Voto 8 a Palacio e Pazzini. Uno attacca, l’altro risponde. Sfida a suon di doppiette tra i due attaccanti delle milanesi. Il “Pazzo” realizza prima di rapina e poi con un gran destro da fuori area decidendo lo scontro diretto con la Lazio; “El trenza” entra nel secondo tempo ed effettua prima l’assist per il gol di Ricky Alvarez e poi la doppietta decisiva per la rimonta contro gli etnei. Con un Pazzini così i tifosi del Milan possono stare tranquilli quando manca Balotelli: autore di 12 reti compone assieme al Faraone la più prolifica coppia delle serie A con 28 marcature. Palacio, giunto a 9 reti, è l’attaccante più in forma dell’Inter e la partita di Catania dimostra che il mister non lo può far rifiatare. Forse se invece di Rocchi ci fosse stato Livaja…

DiamantiVoto 7 ad Alessandro Diamanti. Ormai sono due anni che sta stupendo tutti a suon di gol spettacolari, assist geniali e grandi prestazioni. L’anno scorso dopo aver salvato il Bologna si è conquistato la convocazione agli Europei ben figurando e facendo ricredere anche i più scettici. Ieri in occasione di Bologna-Cagliari (3-0), ha realizzato uno dei suoi eurogol: mancino potente a spiovere da destra a sinistra che ha lasciato allibito Agazzi. Gol poi dedicato a Lucio Dalla nell’anniversario della sua morte. Quando lo vedremo vestire la maglia di una grande squadra? Secondo noi se lo merita.

Voto 6 alla porta del Catania. All’intervallo della delicata sfida del Massimino tra Catania e Inter è andata in onda una scena a dir poco comica. Un ragazzino, raccattapalle della squadra di casa, è stato infatti chiamato in causa per sistemare la rottura di un montante della porta del campo, con del nastro adesivo. Sembra impossibile ma nell’era della tecnologia succede anche questo.

Voto 5 alla Serie A. Mancano ancora parecchie giornate alla fine del campionato, 11 per l’esattezza, e i punti in palio sono tali da poter affermare che secondo la matematica nulla è ancora deciso, ma la realtà è che ormai il nostro massimo campionato ha emesso i primi (sia chiaro parziali e correggibili) verdetti, e ciò a danno dello spettacolo e del fascino. Infatti, sebbene i punti di vantaggio della Juve sulla diretta inseguitrice Napoli siano solo 6 (pochi se si considera che in totale ci sono ancora 33 punti in palio), la squadra di Mazzarri non sembra avere la costanza e la profondità necessaria a contrastare la corazzata di Conte, che appare sempre più solida e inaffondabile. Anche la lotta per la salvezza sembra ormai una pura formalità, con il terzetto di coda (Siena, Palermo e Pescara) sempre più in crisi e la quart’ultima Genoa che ha ritrovato una propria identità di gioco e di squadra. Certo, senza quei  sei punti di penalizzazione al Siena la storia sarebbe certamente differente. Per assaporare un po’ di sana competizione e suspense non resta che la sempre più avvincente lotta per l’Europa.

Voto 4 al Pescara. Settima sconfitta nelle ultime otto partite e un solo punto conquistato nello scontro salvezza a Palermo. Numeri che vogliono dire una sola cosa: serie B. L’ultima débâcle è arrivata contro l’Udinese ancora una volta tra le mura amiche dello stadio Adriatico, sempre più terra di conquista per chiunque. Salta così la panchina di Bergodi, che aveva a sua volta sostituito Stroppa. Al suo posto la soluzione più realistica sembra quella di Christian Bucchi, ma è stato contattato pure Marco Giampaolo.

Voto 3 a Nicklas Bendtner. In Danimarca per recuperare dal grave infortunio di dicembre, Bendtner è riuscito a conquistare le prime pagine dei giornali danesi per un brutto episodio che lo ha visto protagonista. Il centravanti della Juventus è stato, infatti, fermato dalla polizia di Copenaghen mentre guidava in stato di ebbrezza e in contromano nelle vie del centro. Non è di certo la sua stagione: arrivato con l’etichetta di top-player ha totalizzato 10 presenze senza siglare nemmeno una rete. Ci sa tanto che l’anno prossimo non lo rivedremo più a Torino.

Voto 2 al Barcellona. Perdere 3 partite su 4 non è rassicurante per nessuna squadra, ma se hai perso contro Milan e Real Madrid (due squadre dal blasone e dal tasso tecnico non trascurabile) allora la situazione assume colori meno drammatici. Se poi ci aggiungi che sei comunque prima nella Liga e ancora in corsa per la Champions puoi anche pensare a un calo fisiologico e puoi anche non credere allo spauracchio della fine di un ciclo. Ma questi discorsi non possono valere per il Barcellona: se sei la squadra degli invincibili e perdi, se sei una squadra di marziani e giochi un calcio semplicemente terreno, vuol dire che qualcosa non va. Se la parabola di una delle squadre più vincenti e convincenti della storia sia in fase calante lo si potrà dire solo a fine stagione, ma ciò che è certo è che Messi & co. hanno dimostrato che la macchina Barcellona non è perfetta come molti credevano.

carewVoto 1 a John  Carew. Il caso scoppiato a proposito di John Carew è qualcosa di surreale e imbarazzante allo stesso tempo. Prima la dirigenza interista, per sostituire un campione assoluto come Milito, decide di mettere sotto contratto un calciatore di 33 anni svincolato da mesi, che neanche al culmine della sua carriera era da Inter, poi si accorge che forse è bene metterlo in prova qualche settimana per testarne la tenuta, ed infine a mettere tutti d’accordo ci pensano le visite mediche, da cui emerge che il gigante norvegese che porta il nome di John Carew non è più adatto a solcare i campi di serie A. Una vicenda in cui dirigenza interista e giocatore hanno fatto a gara a chi faceva più brutta figura, e possiamo francamente ammettere che alla fine l’ha spuntata il gigante norvegese, che ormai fa notizia più come attore di film horror che come atleta.

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