New Ac Milan head coach Clarence Seedorf arrives in Milan

galliani barbaraOra il capro espiatorio non c’è più e la cosa è un bene. Allegri non poteva più restare, e non perché le colpe di questo crollo nella mediocrità dei rossoneri sia colpa totalmente sua, bensì perché quando c’è un cambio di potere, anche gli uomini posizionati in settori strategici cambiano. È un insegnamento della storia, un insegnamento secolare, a cui certamente il calcio non può opporsi. Nel Milan sta avvenendo un cambio di potere senza precedenti ed era logico che, prima o poi, i movimenti tellurici dei piani alti sarebbero scesi sin alle fondamenta, in un processo contrario a quello previsto dalla fisica ma altrettanto naturale.

Barbara Berlusconi, senza neppure troppo nasconderlo, sta, giorno dopo giorno, decisione dopo decisione, togliendo la sedia da sotto il sedere di Adriano Galliani, con il silenzioso benestare di papà Silvio. Le cose erano degenerate a dicembre, ma la mediazione di patròn Berlusconi pareva aver risolto tutto, attraverso un espediente “di organigramma”: tutti i ruoli fondamentali al di sotto di lui sdoppiati tra l’amico fraterno e la figlia ambiziosa. Ma niente, l’ambizione ha una marcia in più rispetto all’esperienza, soprattutto quando quest’ultima non pare essere in grado, da sola, di trovare la soluzione alle nuove problematiche. E così arriva quel comunicato ANSA di domenica sera, in cui Lady B. ha di fatto comunicato il licenziamento in tronco del tecnico Massimiliano Allegri. Parole chiare, aride e fredde, ma nette: così non si può più andare avanti.

inzaghi_allenatoreÈ questa mossa che ha reso tutto più chiaro, che ha dato la sentenza definitiva, ovvero che il cambio di potere al vertice si è oramai compiuto. Nonostante il ruolo di Amministratrice Delegata dell’area commerciale, Barbara ha scavalcato senza troppe remore (e forse poca eleganza, ma è un giudizio puramente soggettivo) il collega Galliani, il quale, mestamente, non s’è opposto. Bisogna saper perdere, bisogna capire quando è il momento di accettare la sconfitta. Dopo le dimissioni di Ariedo Braida, amico e socio in tanti affari storici rossoneri, l’ultimo baluardo dell’ex plenipotenziario del Milan era proprio Allegri, un uomo voluto, scelto e plasmato proprio da lui. Per questo non poteva più restare l’allenatore livornese, per questo Galliani non se l’è sentita (o non ha potuto?) opporsi alla decisione. L’ultima carta che ha provato a giocarsi, in extremis, il buon Adriano è stata la candidatura di Inzaghi, uomo suo più che di Berlusconi, uomo che avrebbe potuto rinsaldare anche il legame tra lui e la tifoseria in qualche modo. Ma non c’è stato niente da fare, perché Barbara aveva già scelto, o meglio, aveva deciso di appoggiare in pieno, con astuzia e strategia, il desiderio mai celato di papà Silvio di avere in panchina Clarence Seedorf, un uomo intelligente, ambizioso, egocentrico e preparato.

Nel nome dell’oramai ex centrocampista ci si può vedere il suo destino: Clarence, in italiano Clarenzio, dal latino “clarus”, l’illustre. Ma l’etimologia è una cosa, la realtà un’altra ed in questo caso è che l’olandese si troverà davanti una strada delle più disastrate, proprio perché è la stessa strada su cui si è giocata, fino a domenica sera, la guerra per il potere del Milan. Impossibile dire cosa porterà di nuovo Seedorf al Milan, non avendo mai allenato neanche dei bambini, ma la genialità, l’egocentrismo, il carattere e l’arguta capacità di analisi che ha sempre dimostrato sul campo da gioco e nella propria vita sono sicuramente la base su cui i tifosi milanisti possono costruire i propri castelli di ottimismo, assolutamente leciti. Quasi sicuramente imparerà dagli errori del suo recente predecessore, ma allo stesso tempo si troverà in mano la stessa identica rosa, con tutti i limiti e le mancanze che sono state messe in luce da un girone d’andata indegno. La sua vera fortuna è che alle proprie spalle avrà Barbara Berlusconi, e non Galliani, di fatto oramai ai margini della scala decisionale dirigenziale, e dunque avrà le spalle coperte a meno di cataclismi sportivi.

nuovo MilanL’arrivo di Seedorf sulla panchina del Milan rappresenta molto più di quello che meramente appare, ovvero un cambio d’allenatore in corsa. È l’inizio di una nuova era rossonera, la nuova effige di un cammino che si fonda sui precetti del passato (“il Milan ai milanisti”) per adattarsi al presente con sguardo rivolto al futuro. Come andrà andrà, ma indietro, da oggi, non si può più tornare. Per fare questo è stato scelto un “illustre” e l’impressione è che di più non si potesse proprio fare.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

Un commento a “Il nuovo potere e l’illustre Clarence

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