prandelli italia spagna

Preparazione tattica, giusto approccio mentale e discreta condizione fisica: l’ottima prestazione degli azzurri contro la Spagna è frutto del lavoro del Commissario Tecnico.

prandelli italia spagnaDiamo a Cesare quel che è di Cesare. Sarà un incipit banale, ma è proprio il caso di usarlo. Il nostro CT può essere criticato per il codice etico e la sua discutibile applicazione, così come per le prestazioni contradditorie di questo ultimo mese (dalla Repubblica Ceca fino al Brasile), ma ieri sera ha realizzato un piccolo capolavoro.

Se il risultato ha condannato gli azzurri, per fortuna in uno dei rari casi dove perdere ai rigori non fa così male, i centoventi minuti di gioco hanno tuttavia mostrato al mondo un’Italia che ha affrontato i campioni del mondo senza complessi di inferiorità, mettendoli addirittura sotto per ampi tratti. Permettetemi di affermare che non era scontato, schierando giocatori non abituati a palcoscenici di primissimo piano come ad esempio Candreva, Maggio o Giaccherini, affrontare la Spagna in quel modo. Il tasso tecnico azzurro era nettamente inferiore, e se a questo ci si aggiunge l’assenza di Balotelli, ovvero di colui che ha fatto la differenza nella prima parte del torneo, non era per nulla scontata una prestazione simile, tanto che in parecchi pronosticavano una triste imbarcata in stile finale degli Europei. Invece gli azzurri hanno disputato una signora partita, mettendo in difficoltà la Spagna, che dal canto suo si è resa pericolosa raramente se paragonato allo standard di occasioni che crea solitamente nel corso di una gara. E il merito va soprattutto a Prandelli.

prandelli vs spagnaInnanzitutto il CT ha preparato bene la partita dal punto di vista atletico, quando nelle prime tre gare della Confederations eravamo andati in affanno sotto l’aspetto fisico. Anche sul piano mentale la gara è stata preparata nel modo giusto, con Buffon e compagni entrati in campo armati di spirito e atteggiamento impeccabili, cercando di giocare la propria partita. Ma, soprattutto, dal punto di vista tattico il tecnico, memore anche dell’eurodisfatta di un anno fa, ha schierato la squadra nel modo più opportuno con i giocatori più adatti per la partita che l’Italia si sarebbe trovata a giocare. Così, dalla difesa a tre/cinque fino alla decisione di puntare su Candreva, il CT ha azzeccato praticamente tutte le scelte ottenendo un risultato lusinghiero, quello di aver affrontato la Spagna senza il timore di giocare il pallone. Il mestiere del Commissario Tecnico è un mestiere ingrato, non solo perché se perdi sei un deficiente mentre se vinci il merito è dei giocatori, ma anche perché non è certo facile fornire un’identità a un gruppo che hai a disposizione pochi giorni l’anno. Ieri sera Prandelli ha dimostrato, dopo l’ottimo Europeo in Polonia ed Ucraina, di avere ancora la situazione saldamente in mano e di aver ragione a voler continuare a insistere sull’idea di costruire una squadra che proponga il gioco e non lo subisca, anche contro gli avversari più forti.

prandelli buffon conf cupDal primo giorno in cui è sbarcato a Coverciano il CT ha cercato di imporre un’idea tendenzialmente a noi sconosciuta e certamente poco italiana, quella di una nazionale che gioca il pallone e non pensa solamente al risultato. Dopo il secondo posto agli Europei, l’ottima impressione lasciata ieri con la Spagna nel corso di un torneo piuttosto travagliato: il minimo che possiamo fare tutti – anche i catenacciari più incalliti e coloro che impallidiscono al solo sentire l’espressione “codice etico” – è di concedere fiducia a Prandelli e al lavoro che sta portando avanti. Perché pochi di noi avrebbero schierato Candreva titolare con la Spagna avendo a disposizione gente come Diamanti ed El Shaarawy, eppure ieri ci siamo trovati ad applaudire il laziale che seminava il panico nella difesa iberica. Diamo quindi atto a Cesare di aver svolto fin qui un lavoro con picchi di eccellenza, fiduciosi che le sue idee continuino a portare frutti importanti. Comunque consapevoli, come ne è consapevole lo stesso tecnico, che a verificare inappellabilmente il suo operato saranno i Mondiali brasiliani fra un anno.

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Leggo Tex Willer e fumo Camel Light.

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