Basel v Manchester United - UEFA Champions League (29)

Sono passati nove anni dall’ultima volta che una squadra svizzera era approdata a questo livello della Champions League. Erano altri tempi, gli interpreti erano diversi ma toccava sempre al Basilea il ruolo di portabandiera del calcio rossocrociata. Per chi ha vissuto quella stagione di calcio europeo è difficile da dimenticare la “Basel mania” di quei giorni, le sfide contro potenze come Liverpool, United e Juventus, e soprattutto la formazione di quel grande Basilea, impressa nella memoria come una filastrocca: Zubi, Haas, Murat, Zwyssig, Atouba, Hakan, Cantaluppi, Ergic, Chipperfield, Rossi e Gimenez.

Di quella squadra sono rimasti solo il veterano australiano Chipperfield, ormai non più titolare, mentre Marco Streller, allora solo un talentuoso sconosciuto, oggi è diventato il capitano e leader della formazione renana. Quello del Basilea comunque è un exploit ampiamente meritato; sono anni ormai che la squadra faro del calcio svizzero è impegnata sul palcoscenico europeo, i rossoblù infatti partecipano alla coppe continentali (con risultati alterni) ininterrottamente dalla stagione 1999-2000.

La chiave del successo di questa squadra sta nel mix vincente di giovani e senatori, tutti prodotti del vivaio, agli ordini del tecnico Vogel. L’ossatura della squadra infatti è composta da un lato dai più esperti ed ex nazionali Frei, Streller e Huggel e dall’altro dalla nuova generazione di talenti elvetici con Shaqiri, Stocker, Sommer e Xhaka. Agli Svizzeri vanno aggiunti poi altri giovani talenti stranieri, saggiamente scoperti e portati a giocare al San Giacomo senza follie economiche, come il difensore austriaco Dragovic e il compagno di reparto sudcoreano Joo-Ho.  Il merito di aver costruito questa squadra va dato principalmente alla presidentessa e massimo sponsor della squadra, quella Gigi Oeri (moglie di uno dei proprietari della multinazionale farmaceutica Roche e donna più ricca di Svizzera) che ha sempre condotto intelligentemente e senza risparmiare il club renano. Grazie alle grandi disponibilità economiche, impareggiabili dagli altri club svizzeri, a Basilea è stato svolto un lavoro incredibile a livello di settore giovanile e i risultati sono evidenti. Oltre ai giocatori attualmente in rosa la cantera renana ha  lanciato negli anni giocatori come Kuzmanovic, Degen e Derdiyok, partiti poi per cercare fortuna all’estero. Da ultimo è giusto ricordare che se Oeri è la mente dietro la squadra, la mano che ha plasmato la formazione è quella dell’ex manager Torsten Fink. Il tedesco aveva raccolto la squadra nel 2009, riportando la fame di successi e la mentalità vincente ai rossoblù, centrando il successo in campionato per due anni consecutivi e portando a casa anche una coppa di Lega, prima di lasciare il posto a stagione in corso quest’anno per trasferirsi all’Amburgo. L’attuale tecnico Heiko Vogel, ex vice di Fink, ha avuto l’accortezza di non stravolgere il lavoro iniziato dal suo mentore ma anzi ha saputo portare avanti il progetto con nuovo slancio e i risultati parlano da soli.

Il passaggio di turno rappresenta dunque un grande successo sportivo, nonché economico, per il Basilea e tutto il calcio elvetico, che a livello europeo manca di risultati e importanti rappresentanze da troppo. L’undici di Vogel deve approfittare della vetrina degli ottavi di finale per mettersi in mostra e fare esperienza togliendosi magari qualche soddisfazione nella prossima sfida ad eliminazione diretta.

Non resta quindi che augurare buona fortuna e fare anche un po’ di tifo per questa squadra simbolo del nuovo calcio svizzero, sperando magari che l’urna dei sorteggi non sia troppo severa con i campioni elvetici.

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