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Leggendo i nomi dell’undici sceso in campo ieri sera, nell’inutile amichevole con il Lussemburgo, non si può fare a meno di notare la giovane età della formazione. 28 primavere per i più anziani e un’età media di poco superiore ai 24 anni. Tutte buone notizie, eppure ai prossimi campionati europei saremo solo spettatori.

Per la nazionale elvetica l’occasione di aprire adesso un nuovo ciclo è davvero unica. Preso atto appunto della mancata qualificazione agli Europei, il teutonico condottiero Hitzfeld ha a disposizione tutto il necessario per creare una nuova squadra, competitiva nel vecchio continente e non più prigioniera di figure importanti ma allo stesso tempo ingombranti come Frei, Streller o Yakin.

Una nuova generazione di giocatori ha messo piede nella nazionale maggiore. Sto parlando dei vari Shaqiri, Xhaka, Mehmedi & co., tutta gente nata dopo la caduta del muro di Berlino, giovani talentuosi e affamati di successi. Merito del lavoro svolto negli ultimi anni da parte dei club di Super League (e non solo) che hanno lavorato e investito tantissimo nei giovani. Squadre come Basilea e Zurigo hanno dato la priorità ai vivai, una scommessa vinta visto il numero e la qualità di interessanti talenti che vengono sfornati ogni anno. Anche a livello di nazionale non si è rimasti a guardare e i risultati si vedono: un campionato del mondo under 17 e il secondo posto agli europei under 21 sono traguardi importanti per una realtà calcistica come quella Svizzera.

Da queste basi bisogna ripartire, su questi ragazzi bisogna impostare una nuova squadra, e perché no un nuovo modulo e una nuova mentalità.  È giunto il momento per il nostro Kaiser Ottmar di dimostrare coi fatti di essere un grande allenatore; ricordiamoci che è l’unico allenatore, assieme a José Mourinho e Ernst Happel, ad aver vinto una Champions League con due club diversi. La sfida non è di quelle più facili, soprattutto per un allenatore che ha sempre avuto la fama di essere un maestro nel lavorare con giocatori affermati e non tanto con i giovani. Finita l’era dei senatori e degli “intoccabili” Hitzfeld ha carta bianca (persino le ingerenze giornalistiche tipiche del Blick fanno parte del passato) per giocarsi liberamente questa avventura ricca di motivazioni.

Il sentiero dunque è ben tracciato, manca solo una mano ferma al timone di questa nazionale per condurre la nave rossocrociata verso lidi che sanno di successo.

P.S. Solo un  veloce appunto al mister: era davvero necessario togliere all’under 21 di Tami impegnata nelle qualificazioni agli Europei di categoria pedine importanti in vista della sfida con la Spagna per giocare queste ultime inutili amichevoli?

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