Pazzini disastroso

In replica all’articolo di ieri di Martellosio, pubblichiamo la formazione di quelli che, a nostro parere, sono stati i giocatori che più hanno deluso le aspettative nell’ultimo campionato.

Proporre la cosiddetta “flop 11” è molto più complicato perché per poterla stilare bisogna tenere conto di tanti fattori (stagione precedente, aspettative, prezzo di mercato, importanza nella squadra, ecc…). Proprio per le caratteristiche citate in precedenza saranno privilegiati i giocatori delle “grandi” squadre.

 

FREY Come dice sempre Mario Sconcerti i numeri parlano da soli: 69 gol subiti, difesa peggiore del campionato. Non me ne voglia il buon Sebastian (uno dei miei preferiti nel ruolo), ma era arrivato sotto la Lanterna con ben altri obiettivi (e numeri…).

 

KJAER Se il progetto Roma è affondato, o forse non è mai partito, molto lo si deve alla fase difensiva. La coppia centrale, di caratura internazionale (su questo ne discuteremo), Heinze-Kjaer ha fatto acqua per tutta la stagione (sicuramente nei momenti chiave). Premiamo (ovviamente è un eufemismo) il biondo danese. Come mai? Derby, Milan e Juve: riguardatevi le sue prestazioni e rabbrividirete.

 

RANOCCHIA Lo Schalke l’anno scorso sembrava il punto più basso della carriera del giovane ex Genoa; non aveva fatto ancora i conti con Di Vaio: terribile la sua prestazione coi felsinei in casa (e non è stata l’unica). Perso il posto da titolare ed Europei, probabilmente, in panchina a guardare l’amico Bonucci.

 

MEXES I momenti clou della stagione del Milan li decide Filippo il Bello, ma il finale è drammatico. Prima spiana la strada a Messi al Camp Nou, poi riesuma dalle ceneri l’araba fenice Amauri. Risultato: Milan zeru tituli.

 

VARGAS Il sinistro più devastante che io abbia mai visto in Italia si è preso una stagione di pausa. Esultano gli estimatori dell’estate scorsa per non aver speso il malloppo chiesto da ADV. Che la viola si sia giocata la permanenza in A fino all’ultimo dice, comunque, della sua importanza.

 

INLER Rapporto prezzo/prestazione fallimentare. Lo svizzero, stravoluto in estate, non incide sul modo di giocare dei partenopei. Detta i tempi, fa gol importanti (Villareal e Londra) ma manca di quella lucidità e di quelle geometrie con le quali incantava in Friuli. E poi sfigura nel paragone con Vidal, suo “rincalzo” sotto la Mole.

 

KRASIC Nella Juve campione d’Italia è una delle due note stonate (insieme ad Elia). Diciamo che se Conte ha deciso di abbandonare il “suo” 4-2-4 è, anche, perché lo hanno convinto gli esterni a disposizione. La freccia serba lascerà il calcio italiano, probabilmente accasandosi in squadre dove la corsa incontrollata è la prima cosa. E pensare che lo si paragonava a Nedved.

 

ILICIC Lo Zampa diceva in estate che sarebbe stato l’uomo a cui avrebbe affidato il Palermo post Pastore. Stagione vuota per l’ex Maribor, soprattutto se paragonata a quella passata. Prenda esempio da Miccoli su come si diventa veri leader nelle squadre di media classifica. Sudore, sacrificio e attaccamento alla maglia, non giocare a fare le prime donne.

 

PAZZINI In una squadra che gioca per lui il Pazzo è devastante, in una che non ha né capo né coda ecco trovarti il povero Giampaolo sbagliare ripetutamente occasioni clamorose (Napoli, Catania, Cesena). Le dita negli occhi se le mettevano i tifosi per accecarsi più che per esultare. Una cosa è certa: soffre terribilmente la presenza di un bomber come lui in squadra.

 

MUTU Sembrava un Cesena pronto per l’Europa ad inizio anno, sembrava. Prendiamo Adrian per colpevolizzare una squadra che ha smesso di lottare troppo presto per restare in A.

 

PATO Basterebbe una sola parola: mistero. Neanche Poirot riuscirebbe a risolvere il problema degli infortuni del brasiliano. Una sola gemma quest’anno (il gol al Barcellona) in un mare di fastidi muscolari. Pesa come un macigno sul Milan il mancato trasferimento al Psg, con Tevez chissà cosa sarebbe stato.

 

 

All. Malesani/Marino/De Canio: il Genoa si è salvato all’ultima giornata in un Ferraris irreale (a porte chiuse) dopo aver patito le pene dell’inferno (ringraziando un Lecce suicida nelle ultime due gare). Preziosi e la squadra hanno le loro responsabilità; ma quando hai gente come Frey, Bovo, Kaladze, Veloso, Belluschi, Sculli, Palacio, Gilardino non esiste che ti salvi all’ultima giornata. A gennaio hanno comprato per arrivare in Europa e hanno rischiato la B, mi sembra un chiarissimo fallimento.

 

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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