Calcio:Thohir,Inter leale, 'non accettiamo critiche'

erikDa un certo punto di vista, tutti gli interisti aspettavano questo momento, da diverso tempo. Sicuramente quella appena terminata non è stata la stagione che i cuori nerazzurri speravano non finisse mai; da metà anno in poi, tutto ciò che contava era assicurarsi un posto in Europa, se in quella secondaria pazienza, ma forse senza nemmeno l’interesse e la curiosità del come si sarebbe raggiunto questo obiettivo: contava ottenerlo, anche cancellando i mesi che mancavano e prendendo subito, direttamente il risultato finale. Ma, soprattutto, questo momento era atteso per cominciare a tirare le prime somme su Erik Thohir, giudicandone i primi mesi di operato e intuendo quello che sarà il mercato che ha da venire quest’estate.

morattiOgni interista, probabilmente, ha salutato l’avvento del magnate indonesiano al timone della società con la coesistenza di due sentimenti: da un lato, senza dubbio speranza e ottimismo, vista l’auspicabile maggior disponibilità economica e la più adeguata competenza nella gestione societaria che l’arrivo di Thohir avrebbe portato; dall’altro, una certa diffidenza e cautela, non essendo il nuovo presidente un uomo di calcio, e con non troppe garanzie sul fatto che avrebbe operato mantenendo come bussola la crescita sportiva, ancor prima che finanziaria, dell’Inter. Ora appunto, come si anticipava, è il momento dei primi verdetti. Anzitutto, si è sicuramente mosso con una certa intelligenza, almeno nelle scelte iniziali: mantenere i Moratti comunque vicino all’ambiente nerazzurro, con la presidenza onoraria di Massimo e la presenza di Angelomario nel consiglio d’amministrazione, è stata senza dubbio una decisione saggia, per non dare eccessivamente l’idea di una rivoluzione totale e per dar serenità ai tifosi sul fatto che la famiglia interista per eccellenza non sia stata del tutto accantonata nella gestione della società. In secondo luogo, lo stop allo scambio Vucinic-Guarin e il conseguente allontanamento di Branca hanno mostrato una sapiente sensibilità agli umori della piazza nerazzurra e un orecchio sempre teso ad ascoltare la voce dei tifosi, cosa che senz’altro è stata molto apprezzata. E ancora, l’acquisto di un giocatore, se non top perlomeno di ottima categoria, come Hernanes alla prima finestra di mercato disponibile: dopo diverse campagne acquisti tese al risparmio e alla ricerca del colpaccio low cost (quasi sempre fallita), finalmente l’acquisto di un giocatore già affermato e di buona ridondanza.  Personalmente, ritengo anche positiva la decisione di dare un garbato ma definitivo addio ai grandi, grandissimi ma ormai passati senatori del gruppo, dando un segnale deciso in merito alla volontà rinnovare una squadra che da qualche tempo sembrava aver perso anche la voglia stessa di vincere, oltre che la capacità.

mazzarriMa ora veniamo ai punti oscuri. In primo luogo, Walter Mazzarri: il popolo nerazzurro è diviso fra coloro che ritengono che meriti ancora tempo e chances per provare il suo valore, e coloro che invece hanno già etichettato il tecnico toscano come un mediocre con cui non si potrà mai tornare a fare grandi cose. Il presidente indonesiano è pressoché stato sempre chiaro nel dire che Mazzarri sarebbe stato l’allenatore dell’Inter anche la prossima stagione, ma senza dare alcuna garanzia (ed è già un eufemismo) su una permanenza a più lungo termine di WM. Leggendo tra le righe: caro Walter, ti tengo ancora un anno fondamentalmente per assenza di valide alternative (è risaputo che comunque contatti con Frank de Boer ci siano stati), ma dopo, nella speranza di aver recuperato quel appeal minimo necessario ad attirare allenatori migliori, tanti saluti e a mai più rivederci. È infatti abbastanza evidente come, a meno di clamorosi colpi di scena legati a risultati ad oggi impensabili per questa squadra, fra un anno Mazzarri avrà il suo benservito, e il mancato rinnovo del contratto parla chiaro in tal senso, nonostante tutte le giustificazioni del caso addotte in questi giorni soprattutto da Mazzarri stesso. Come giudicare una scelta del genere? Certo, da un lato vista la difficoltà a reperire allenatori di alto livello disposti ora come ora a venire a Milano tanto vale confermare il buon Walter, ma è anche vero che il messaggio che passa è quello di prepararsi ad un altro, l’ennesimo, anno di transizione, senza coltivare troppe speranze in merito ai risultati e augurandosi che i migliori giovani in rosa (Icardi, Juan Jesus e Kovacic su tutti) possano finalmente e definitivamente esplodere. Un atteggiamento attendista e tendente al ribasso che fra i tifosi interisti non ha mai trovato né argomenti di pazienza né tantomeno sostegno. Insomma, ora come ora, un progetto tecnico sembra ancora non esserci. Veniamo al mercato. Si diceva dell’acquisto di Hernanes, vero, ma questi primi giorni non sembrano promettere bene: Erkin, Siqueira, Behrami, Ferreyra, tutti nomi che hanno tanto l’aria di ripieghi a basso prezzo e che ricordano gli innumerevoli flop degli ultimi anni. Anche il giovani Tom Ince, che inspiegabilmente sta passando per un gran colpo di mercato, se non fosse per il cognome probabilmente avrebbe la stessa aura pessimistica dei sovracitati. È stato preso con largo anticipo Vidic: economicamente un’ottima mossa, in qualità di ex capitano del Manchester United pare possa spalancare redditizi orizzonti in Oriente, ma vista l’età non proprio adolescenziale, sembrerebbe confermare l’assenza di un vero e proprio progetto tecnico. Inoltre, era chiaro fin da subito che Thohir non avrebbe operato analogamente ai vari sceicchi di PSG e City, portando vagoni di milioni da spendere e spandere ammassando campioni; ma è anche vero che perlomeno il tifoso interista fosse rassicurato sul fatto che non ci sarebbero più stata estenuanti trattative giocate su un pugno di euro di differenza, ma che nel momento in cui si intendesse prendere un giocatore, quella decina di milioni in più per chiudere in fretta l’affare sarebbero stati resi disponibili senza problemi. Ma così non sembra essere, visti i proclami di questi giorni in merito a budget limitati, e fortemente influenzati dalle operazioni in uscita.

In conclusione, è senza dubbio ancora troppo presto per dare un giudizio definitivo sul nuovo presidente dell’Inter, che potrebbe smentire tutti da un momento all’altro, ma tenendo d’occhio tutti gli aspetti che nelle ultime settimane stanno emergendo, una posizione quantomeno di perplessità per un tifoso interista non sembra essere del tutto ingiustificata.

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