Prandelli codice etico Chiellini

Un anno fa, o meglio 351 giorni fa, scrivevo un articolo intitolato Il codice (pat)etico. Oggi ci ritroviamo davanti all’ennesima dimostrazione di come il codice etico prandelliano non sia altro che un ipocrita baracconata messa in piedi per offrire moralità da quattro soldi ad un calcio che avrebbe bisogno di ben altre prese di posizione. Allora il codice patetico fu usato dal ct azzurro per lasciare a casa dalla Confederetions Cup Osvaldo, reo di aver disertato la premiazione della Coppa Italia persa dalla Roma; in questi giorni invece il vangelo apocrifo ingegnato da Prandelli è tornato alla ribalta perché non attuato nei confronti di Chiellini, che sarà dunque presente ai Mondiali in Brasile nonostante le tre giornate di squalifica accordategli dal giudice Tosel.

Prandelli ChielliniÈ giusto che il difensore juventino sia presente nella lista dei 30 (+1) convocati ed è giustissimo che partecipi alla competizione iridata sudamericana ma non perché le motivazioni addotte da Prandelli siano convincenti, quanto perché – gira e rigira sempre lì torniamo – il codice etico è un’assurdità fatta e finita. Nel mio precedente pezzo ero stato decisamente meno netto nella valutazione di esso ed oggi me ne pento. Come disse qualcuno già allora, il codice etico è già patetico e perverso nel suo stesso concepimento, è un’arma che offre parole in più a media che non sanno che scrivere ed un velo di moralità dietro cui nascondersi ai protagonisti del nostro calcio. Prandelli è una persona retta e giusta, o almeno questa è l’immagine che di lui si ha, ma il codice etico è la buccia di banana più grande in cui potesse incappare.

Se anche valutassimo questo regolamento morale come cosa buona e giusta, la sua applicazione da parte del tecnico azzurro in questi anni lascia ben più di qualche perplessità. La sensazione è che ci si trovi davanti ad un codice etico ad personam, ovvero applicabile di volta in volta a seconda della persona che ci si imbatte: Osvaldo sì, Balotelli no ed oggi, per la stessa identica sanzione, Destro sì e Chiellini no. Il motivo è alquanto evidente: Balotelli era – ed è tutt’oggi, giusto o sbagliato che sia – troppo importante per la Nazionale mentre Osvaldo non lo era, tant’è che oggi non è presente nemmeno tra i preconvocati per il Brasile; Destro ha pagato la sua presunta scorrettezza sul campo da gioco con la non partecipazione all’ultimo stage a Coverciano mentre l’applicazione del codice per Chiellini avrebbe portato alla sua esclusione dal Mondiale, un costo troppo alto per un’Italia che ha già gli uomini dietro contati. Insomma, dopo un po’ di tempo possiamo giungere alla conclusione che il codice etico di Prandelli è attuato solamente quando il calcolo costi-benefici – risultati-etica – porti ad una convenienza per il tecnico e per una visione del calcio più pura, in realtà solamente più falsa.

ITALIA Il vero ed innegabile problema però sta nel fatto che anche il giocatore che in campo commetta il peggior fallo o pronunci il peggior sproloquio nei confronti dell’arbitro, se ritenuto indispensabile o anche solo necessario alla Nazionale, deve essere convocato, soprattutto davanti ad impegni così prestigiosi ed importanti come i Mondiali. Il codice etico non è null’altro che una mossa mediEtica e niente più, una mossa attraverso cui ricevere qualche plauso o da usare come arma di ricatto verso i giocatori. Poi però l’etica e la morale viene accantonata quando si devono fare altre scelte, come quella relativa alla convocazione di Criscito. Io non stravedo per lui – mentre l’assenza di Florenzi mi fa salire il sangue agli occhi, ma son opinioni – ma se proprio questa Nazionale fosse realmente l’icona della purezza morale, il terzino dello Zenit avrebbe dovuto esserci in Brasile visto come fu trattato due anni fa in vista degli Europei, ripudiato per voci, indiscrezioni e pressioni esterne rivelatesi infondate e false. Ecco, dopo che allora fu l’etica a portare alla sua esclusione, oggi avrebbe dovuto essere l’etica a portare alla sua convocazione, a maggior ragione visto che come terzini sono stati chiamati Maggio, reduce da una stagione deludente, Pasqual, che la Fiorentina vorrebbe sostituire proprio con Criscito, e Darmian, autore di un’ottima stagione ma totalmente privo di esperienza internazionale e che al 90% non farà parte dei 23. Criscito poteva tranquillamente non far parte di questo gruppo, Prandelli ha tutto il diritto di non convocarlo se ritiene che non sia l’uomo giusto nella sua rosa, ma se si dice al mondo che le basi dei propri giudizi non sono solamente tecniche ma anche morali, allora l’assenza del terzino stona, e non poco.

Oltre all’assurdità della concezione del codice etico in sé, la cosa che spiazza ancora di più è l’incoerenza della sua applicazione. Si può non essere d’accordo con tante opinioni nella vita, ma esse vanno sempre rispettate se coerenti e fondate su argomenti validi. Nel momento in cui, però, anche chi porta avanti queste opinioni dimostra di non crederci fino in fondo, o di supportarle solamente per proprio tornaconto, allora il discorso cambia. Il codice etico di Prandelli, alla luce dei fatti, appartiene a questo secondo gruppo di fatti ed è per questo che oggi, quattro anni dopo la sua concezione, ogni dubbio su di esso è stato spazzato via. Un anno fa lo definii codice (pat)etico, mentre oggi non ho alcun dubbio nel togliere quelle parentesi e definirlo semplicemente patetico. Se si vuole dare – o ridare – moralità al nostro calcio, questi ipocriti proclami non servono a niente, sono ben altre le basi su cui costruire un movimento sportivo migliore. Prandelli, ad esempio, ha l’enorme occasione di trasformare una Nazione stanca, depressa e disunita in un gruppo di tifosi estasiati e compatti, perché questo il calcio può farlo, perché questo un Mondiale può farlo. Il calcio vero sa unire, l’etica ipocrita sa solo far ridere amaramente.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

2 Commenti a “Il codice etico? Definitivamente patetico

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