US Vonn skis during the second training session for the Women's World Cup Downhill skiing race in Val d'Isere

Riparte la stagione sciistica, e non poteva dunque mancare la rubrica del nostro Luigi Bottecchia. Quest’anno andremo alla scoperta delle leggendarie piste che scandiscono la Coppa del Mondo, dei loro segreti, e dei grandi campioni che ne hanno fatto il tempio delle loro imprese.

val d'isereIn Francia c’è una pista da sci che è molto varia nel suo dispiegarsi tra i boschi transalpini. Questa pista è in Val d’Isère e da anni è teatro di grandi battaglie sia in campo femminile che in campo maschile. È una pista strana, non difficilissima ma che obbliga, proprio per la sua diversità, gli sciatori a doversi confrontare con situazioni diametralmente opposte. La partenza a 2815 mt offre scenari unici, con viste mozzafiato sulle Alpi francesi; gli atleti, immersi in tanta bellezza, devono riuscire a concentrarsi per affrontare i 3,5 km di percorso nel modo migliore possibile. La prima parte è anche quella meno tecnica della pista, più facilmente interpretabile e non impossibile però fondamentale in quanto serve ad accumulare velocità da usare al meglio nella seconda parte. Proprio quest’ultima è la chiave di volta per riuscire a imporsi in Val d’Isère. Districandosi tra un non fittissimo bosco di conifere, il percorso affronta i muri più importanti mostrando palesemente le capacità dei singoli atleti fino a farli arrivare al traguardo a quota 1795 mt. È una pista strana, ambigua, ma per qualche strano motivo avvincente. Una pista che, un po’ paradossalmente, ha visto protagoniste due delle più grandi sciatrici di sempre in due epoche completamente diverse.

moser prollÈ il 1972 quando una giovanissima Annemarie Moser-Pröll riesce a imporsi, per la prima volta, nella pista francese. Aveva solo 19 anni. Ciò che però stupisce e lascia a bocca aperta è che la carriera della austriaca era inziata ad appena 16 anni e, nel ’72, il suo palmares era già incredibile. Due vittorie nella classifica generale, altrettante in Discesa e Gigante condite da ben 16 vittorie e svariati podi. Inoltre, giusto la stagione precedente, alla sua prima Olimpiade, Annemarie era riuscita ad ottenere ben due secondi posti. Insomma, in Francia, a discapito dell’età, Annemarie si presentava sicuramente coi favori dei pronostici. E non li tradì. Non lo fece in quell’anno e non lo fece neanche la stagione successiva. Almeno fino a marzo quando, appena ventiduenne, annunciò il ritiro. Una scelta a sorpresa che, fortunatamente, venne smentita dopo appena una stagione. Alla fine, infatti, oltre a 3 vittorie in Val d’Isère, la sua incredibile carriera recitava, alla voce di vittorie in Coppa Del Mondo, 62. Sessantadue vittorie. Un numero impressionante e che difficilmente sarebbe potuto essere battuto.

vonnAd appena 4 anni dal ritiro della Moser-Pröll nasce però, in Minnesota, una ragazza che avrebbe rivoluzionato il mondo dello sci femminile. Due nazioni diverse, due carriere che, dal punto di vista anagrafico, sono state anch’esse profondamente differenti. Tante sfaccettature a rendere uniche due storie incredibili, ma due storie che, proprio come le tracce degli sci sulla neve, si sono incrociate tra di loro fino ad avere parecchi punti in comune. Uno di questi porta sicuramente la Val d’Isère, ed è datato 17 dicembre 2005. È la data della terza vittoria in Coppa del Mondo di Lindsey Vonn. La terza in meno di due settimane dopo la doppietta a Lake Louise. Un altro punto di contatto tra le due vite di queste straordinarie atlete è sicuramente legato al modo con cui entrambe, seppur in epoche diverse, hanno monopolizzato non solo l’attenzione ma anche le vittorie in Coppa del Mondo. Due personalità diverse ma che sono state faro per un movimento, quello femminile, meno potente di quello maschile. Uno delle ultime cose ad accumunare queste due atlete avvenne qualche mese fa. È il 20 gennaio 2014 quando, proprio in Val d’Isère, la Vonn centra l’ennesima vittoria in Coppa del Mondo. È la numero 62, proprio come quelle di Annemarie Moser-Pröll. Una vittoria entusiasmante, storica, uno degli ultimi momenti in cui le due atlete hanno avuto due percorsi paralleli. È stato un attimo, qualche settimana e già la Vonn, vincendo a Cortina, aveva sorpassato l’austriaca. Arrivando, a fine stagione, anche ad eguagliare il numero di podi della Moser-Pröll.

Due atlete uniche, le più forti di sempre, con storie diverse vissute in epoche diverse ma con un denominatore comune: quello di vincere tanto. E in fondo, visto l’emozioni che hanno fatto vivere, e che la Vonn tutt’ora dona al pubblico, è giusto che il denominatore comune sia proprio quello di vincere, vincere e vincere, nonostante questo loro essere così diverse sia anche quello che rende il tutto più bello.

Studia Sustainable Energy, nel tempo libero prova a scrivere e fare foto per raccontare la vita di tutti i giorni www.gigibotte.com

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