Men's DH Race Lake Louise November 24 2012

Riparte la stagione sciistica, e non poteva dunque mancare la rubrica del nostro Luigi Bottecchia. Quest’anno andremo alla scoperta delle leggendarie piste che scandiscono la Coppa del Mondo, dei loro segreti, e dei grandi campioni che ne hanno fatto il tempio delle loro imprese.

lake louiseA Sud-Ovest dello Stato dell’Alberta si estende, per oltre 6600 km2, il più antico parco naturale del Canada. Il Banff National Park è un susseguirsi incessante di impervie montagne, distese di conifere e numerosi ghiacciai. Era il 1885 quando fu deciso di dare vita a questo parco nel bel mezzo delle Montagne Rocciose. Con gli anni il turismo lo ha reso sempre più famoso, arrivando addirittura a ospitare, nello ski resort di Lake Louise, una tappa della Coppa del Mondo di sci. Inizialmente a gareggiare erano solo le ragazze, poi però, nel 1980, anche gli uomini hanno iniziato ad avere gare sia di Discesa Libera che di Super-G. La pista di Lake Louise è da sempre una delle prime tappe della Coppa del Mondo. Tecnica e veloce, è però anche oggetto di numerose problematiche che la rendono insidiosa a moltissimi atleti europei. È risaputo infatti che la neve nordamericana è diametralmente opposta a quella europea: una molto farinosa e presente spesso in grandi quantità, l’altra meno polverosa e più ghiacciata. Questa differenza, che potrebbe sembrare minima, è però molto importante perché obbliga gli atleti ad adattarsi velocemente a delle condizioni che in Europa non si incontrano quasi mai. Ciò nonostante a dominare, in campo maschile, specialmente negli ultimi anni, è stato un norvegese.

Quasi un secolo dopo la nascita del parco, nel 1982, in un piccolo paesino a venti chilometri da Oslo, nasceva un bimbo di 3,5 kg che avrebbe riscritto la storia dello sci moderno. Quel bimbo venne chiamato Aksel e, ad appena 3 anni, ricevette il primo paio di sci. I genitori, entrambi sciatori, non hanno infatti esitato a testare fin da subito le doti del piccolo Aksel Lund Svindal, facendolo stare coi nonni, in montagna, ogni momento di vacanza. Un’altra grande fortuna per la famiglia è stata la passione smisurata per lo sport, e in questo modo i lunghi e freddi inverni norvegesi divennero, per gli Svindal, momenti di puro divertimento tra sci e corsa. Nel frattempo Aksel capisce che lo sci può davvero essere la sua vita e decide di mettere anima e corpo proprio nello sport.

svindal 2005È il 2005 quando arriva la sua prima vittoria in Coppa del Mondo. Sarà la prima di sei vittorie in quel posto, sapete dove? Proprio in Canada, al Banff National Park, a Lake Louise. È il 2005 quando qui Svindal, ancora ventiduenne, si presenta al cancelletto di partenza con la spensieratezza che solo un giovane può avere, ma, allo stesso tempo, anche con un palmarés che fino a quel momento non aveva visto vittorie in Coppa del Mondo. È una giornata particolare, la visibilità è bassa ma non perché nevica debolmente: il vero problema sono i raggi del sole che penetrano le nuvole creando un gioco di luci e ombre di difficile interpretazione. Il tracciato inoltre non è dei più semplici, a lunghi tratti rettilinei seguono infatti delle zone in cui la distanza tra le porte diminuisce brutalmente costringendo gli atleti a dover adattarsi rapidamente a situazioni diverse. La chiave della gara è infatti cercare di guadagnare più velocità possibile nei tratti rettilinei per poi sfruttarla in modo da affrontare la parte più tecnica con la giusta velocità. È tutto un gioco di capire come affrontare la neve. Svindal parte, non pensa ad altro che a dare il massimo e alla fine riesce in quello che sembra impossibile: vince lasciandosi alle spalle per soli 7 centesimi un mostro sacro come Benni Raich. Potrebbe sembrare un caso la sua vittoria ma non è così, è solo il primo acuto di un ragazzo che ha evidentemente le stimmate del campione. Lo si vede subito dopo la gara quando, con le sue parole, dimostra una maturità impressionante. Dice infatti: “Ho fatto qualche piccolo errore che pensavo mi sarebbe costato alla fine, e questo mi ha spinto ad andare ancora più forte. Avevo buone sensazioni, ho guardato il tracciato e ho trovato la giusta soluzione.”

Una maturità che comprensibilmente cresce con gli anni, e questo si vede due anni dopo quando, sempre a Lake Louise, Svindal arriva con il titolo di Super-G vinto l’anno prima. Gli anni ora sono quasi 25 e alla maturità Svindal inizia a unire anche la furbizia, buona, di chi sa come vanno le cose. Prima di partire chiede informazioni ai canadesi sulla gara di Guay perché “È un bravo sciatore e se perde sciando bene poteva essere un problema di condizioni.” A quel punto vede uno spiraglio per la vittoria e decide di rischiare tutto e alla fine a vincere è ancora lui. Dopo la gara rivela anche un segreto che spiega, seppur in parte, perché un norvegese come lui faccia così bene in Canada: “La questione è che Canada e Norvegia hanno circa la stessa latitudine e il posto è molto più simile alla Norvegia di quanto lo siano alcuni posti in Europa”.

svindalGli anni successivi sono il coronamento di una carriera che lo ha visto vincere due volte la Coppa del Mondo generale, ben 9 trofei di specialità tra Discesa, Gigante, Super-G e Combinata e, ciliegina sulla torta, 3 medaglie olimpiche, tutte a Vancouver. Sono anni di vittorie che però hanno sempre avuto un filo comune: Lake Louise. Nel 2011 infatti Svindal, sotto una fittissima nevicata, vince nuovamente il Super-G riuscendo, per sua stessa ammissione, ad adattarsi alla neve in modo unico. Dopo la gara dice infatti: “In giorni così il tempo fa una grande differenza, con questa neve importa quanto tu sei gentile con lei, importa quanto sei bravo a mantenere la velocità”. Ma la vera conquista di Lake Louise arriva l’anno dopo. Aksel riesce infatti nell’incredibile impresa di vincere sia la Discesa Libera che il Super-G. Ci riesce grazie al duro lavoro, all’allenamento costante, a materiali impeccabili e all’incredibile fiducia che ha in se stesso. Ma ci riesce, come ha detto dopo le gare il canadese Guay, perché “In questo momento ha il tocco magico”. A rendere il tutto ancor più evidente sono le parole con cui Svindal stesso racconta quei momenti: “Sembra impossibile finché non ci sei ma credetemi ci ho provato veramente tanto”. Le parole di una persona che ha raggiunto i suoi traguardi nella vita e nello sci. Che in fondo rimane una delle cose più belle della sua stessa vita, perché “La cosa veramente bella dello sci è proprio questa. Quando hai le sensazioni giuste, devi seguirle, cogliere l’opportunità e vincere.”

Studia Sustainable Energy, nel tempo libero prova a scrivere e fare foto per raccontare la vita di tutti i giorni www.gigibotte.com

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