curva sud milan

La partita tra Milan e Udinese si svolgerà a porte chiuse e la società verrà multata di 50.000€ a causa di “coro espressivo di discriminazione territoriale”. Eccoci qua, nel mondo dove finisce il buon senso e dilaga il perbenismo moralista.
imagesLa sentenza con cui è stato punito il Milan è da definire imbarazzante per vari motivi. Innanzitutto, la Procura Federale, nella persona di Tosel in questo caso, dimostra di vivere in un mondo che non è quello dei campi di calcio italiani, facendo finta che la cultura delle tifoserie non sia sempre stata questa e creando una norma, la tanto discussa discriminazione territoriale, che rischia di vedere sentenze come questa pressochè ogni domenica. Se, infatti, ogni volta che verrà intonato un coro contro la città della squadra avversaria da parte di una tifoseria, venisse applicata tale regola, finiremo con giocare sempre le partite a porte chiuse. Conseguenze: stadi che già non sono mai pieni sarebbero svuotati del tutto, portando un danno economico alle società e a quei tifosi abbonati e che già possiedono i biglietti di una certa partita. Le frange violente della tifoseria si troverebbero spostate da dentro a fuori lo stadio, la storia ci ha già insegnato quanto possa essere dannosa questa cosa.

barilla-guido-258x258L’inutilità e l’assurdità di questa norma è però testimonianza di una cosa ancora peggiore, si sta portando avanti una battaglia sulle ali del moralismo, quello anacronistico e ipocrita, che cerca di paragonare un insulto razzista ad un coro che prende in giro la tifoseria avversaria. Questi signori fanno parte di quella cultura che vede tabù ovunque, dove tutti possono dire ciò che vogliono, ma nessuno può dire nulla. Sono pronto a scommettere che chi ha preso questa decisione faceva parte di coloro che hanno reagito in maniera indignata alle parole di Guido Barilla. Può sembrare un paragone assurdo, bene, ma il mondo del calcio rispecchia benissimo la società in cui viviamo, anch’essa sommersa in una cultura di finta libertà di pensiero. La provocazione dei tifosi del Napoli dovrebbe fungere da monito a queste menti geniali. È decisamente molto meglio che le tifoserie si scambino cori, per quanto di cattivo gusto possano essere, all’interno dello stadio, piuttosto che metterle in condizione di passare dai cori alla violenza, all’esterno della struttura.

Già, parliamo di strutture. In Italia abbiamo impianti che definire obsoleti significa essere generosi, su venti squadre di Serie A, solo una ha uno stadio all’avanguardia. Chissà come mai in uno stadio senza barriere, con i tifosi a pochi metri dal campo, le panchine che addirittura sono un tutt’uno con la tribuna, non abbiamo ancora visto casi di violenza o disordini. La squadra è sempre quella, i tifosi sempre quelli.
downloadIl mio consiglio a tutti quelli che pensano di fare del bene al mondo del calcio, creando norme assurde e cercando di imporre un modo d’essere, è questo: risolvete i problemi reali, quelli che davvero nuocciono a tifosi e società, non siate perbenisti, non siate ipocriti, i cori di scherno verso l’avversario sono sempre esistiti e, spero, sempre esisteranno. Creando e applicando norme del genere, l’unico risultato che si otterrà sarà la rabbia di tifosi che, non a torto, si sentiranno ingiustamente puniti, la rabbia delle società che saranno ingiustamente sanzionate e il peggioramento di un clima calcistico che già ora si basa sulla polemica e il litigio.

Un commento a “Il calcio dei perbenisti e moralisti

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