F1, Hamilton vince negli USA ed è campione del Mondo per la terza volta

Con il gran premio di Abu Dhabi è calato il sipario anche su questa sessantaseiesima edizione del mondiale di Formula 1. A distanza di una settimana, ripercorriamo questa stagione dando i giudizi di una corsa al titolo mai realmente in discussione, ma che non ci ha lasciati orfani di spettacolo ed interesse.

© Photo4 / LaPresse 05/09/2015 Monza, Italy Sport  Grand Prix Formula One Italia 2015 In the pic: Lewis Hamilton (GBR) Mercedes AMG F1 W06

Hamilton: 9. È tre volte campione del mondo, ha vinto dieci gran premi, ha ottenuto undici pole position. Ha eguagliato l’idolo di una vita, Ayrton Senna, come numero di titoli iridati e lo ha superato come numero di vittorie (41 a 43). Tutto questo basterebbe per dargli di diritto un 10, senza se e senza ma. Purtroppo, però, spesso il saper vincere è più complicato del saper perdere e il campione inglese, dopo il successo iridato ottenuto a Indianapolis, ha iniziato a peccare di quella che i greci chiamavano hybris, ovvero tracotanza e superbia. Ha deciso che era ormai talmente forte da non dover più portare rispetto agli avversari, in primis al compagno di team Rosberg, più volte sminuito e ridicolizzato. Salvo poi rimanervi sempre dietro nelle ultime tre gare. Lewis Hamilton è attualmente il pilota più forte ed un autorevolissimo campione del Mondo. Ha condotto magistralmente il campionato, feroce predatore, schiacciando tutti gli avversari. Ma non dovrebbe mai dimenticare che in Formula 1, e soprattutto in quella attuale, il mezzo fa sempre la differenza, e per quanto possa, a ragione, credersi forte, non sarà mai imbattibile. Prima o poi ci sarà sempre qualcuno che metterà fine al suo dominio.

Grand Premio Formula One Russia 2015, il giovedi pregaraRosberg: 7. Il voto è la media tra il 10 delle ultime tre gare ed il 4 delle restanti sedici. Quando guidi una macchina nettamente superiore alla concorrenza, o lotti per vincere oppure fai la fine di un gregario qualunque, in grado di raccogliere solo le briciole lasciate dal compagno di team. Non credo che il figlio di Keke sia al livello di Hamilton, ma ciò non giustifica affatto un’annata condotta con i remi in barca, vittima costante dello strapotere dell’inglese e tallonato per lungo tempo da un Vettel che guidava una monoposto meno performante. Gli errori nel corso della stagione sono stati tanti, troppi, e infatti ci si è interrogati su quale fosse il vero Rosberg: se il pilota capace di lottare per il titolo nel 2014 oppure quello in versione Barrichello visto recentemente. Le ultime tre gare, ci hanno consegnato un Nico in grado di tenere testa ai migliori, veloce e concreto, senza cadere nelle solite disattenzioni. I dubbi rimangono: perché si è svegliato solo a titolo perso? Riesce a dare il meglio di sé solo se spogliato da tutte le pressioni? Probabilmente a Nico ha giovato il fatto di non dover più pensare al campionato e poter correre a mente libera. Ma le risposte definitive le avremo solo ai nastri di partenza della prossima stagione. La speranza è quella che Nico Rosberg possa riconfermare quanto di buono fatto nelle ultime gare.

F1 Gp Russia 2015, la garaVettel: 8. A fine 2014 era ormai chiaro come il Vettel visto in quella stagione non potesse essere il pilota ammirato nel quadriennio precedente. Come tutte le storie d’amore sportive, anche quella tra il tedesco e la RedBull era ormai giunta a un punto di non ritorno. L’arrivo in Ferrari, seppur scritto indelebilmente nel destino di Sebastian, destava non pochi dubbi. Troppo scarsa era stata la macchina nel campionato 2014, troppo dipendente da Alonso era sembrata la scuderia di Maranello, per non subirne un contraccolpo. Invece no. Tredici podi, record per un pilota Ferrari al primo anno, caratterizzati da tre successi, tre piazze d’onore e sei terzi posti, hanno rinvigorito gli animi dei tanti demoralizzati tifosi rossi e fatto rivedere la luce in fondo al tunnel. Le tre vittorie sono state autentici capolavori, certamente propiziati dalla dea bendata, ma la costanza del binomio Ferrari-pilota è stata impressionante. Il pilota di Heppenheim, quest’anno, ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che i suoi quattro titoli non sono solo frutto di una monoposto spettacolare, ma anche di un pilota tra i migliori di sempre. Sempre positivo, mai una parola fuori posto e con la giusta umiltà per assumersi responsabilità e colpe. Se il destino ci concederà questa fortuna, negli anni a venire assisteremo ad un’epica battaglia sportiva tra due dei più forti piloti, Vettel contro Hamilton.

kimi raikkonen icemanRaikkonen: 6. Un’altra annata opaca per il campione di Espoo. Mai ai livelli del compagno di box, spesso incline agli errori, e altrettanto frequentemente bersagliato da una sfortuna che da quando è tornato in quel di Maranello non lo ha mai abbandonato. Con la seconda monoposto del circus, il quarto posto finale è il minimo che ci si potesse aspettare, ma rimangono comunque troppo pochi i soli tre podi conquistati ed eccessivo è stato il divario dal proprio team-mate. Detto ciò, non credo affatto che la stagione 2015 sia del tutto da buttare. Infatti il finlandese ha anche alternato weekend di classe sopraffina, dando prova che l’immenso talento che lo ha sempre contraddistinto non è svanito nell’arco di due stagioni. Il terzo posto nell’ultimo gp deve essere un punto di partenza per correre da protagonista la stagione 2016, probabilmente l’ultima per lui. Se la macchina ci sarà anche il prossimo anno, sono pronto a scommettere di rivedere Iceman lottare con i migliori. Perché non dobbiamo dimenticarci che lui è l’ultimo Campione del Mondo della Ferrari.

Formula1 GP Montecarlo - La GaraWilliams: 5. La scuderia di Grove aveva concluso un ottimo 2014 con l’unica pecca di non aver ottenuto neppure una vittoria. Il momento, però, sembrava ormai prossimo e molti degli addetti ai lavori si dicevano sicuri che sarebbe arrivata in questa stagione. Invece la Williams è stata una delle delusioni più grandi. Non perché abbia fatto un campionato di basso livello (il terzo posto nei costruttori dice il contrario), bensì perché tutti noi ci aspettavamo il salto di qualità, o per lo meno che battagliasse con la Ferrari per il podio. Per quanto riguarda i piloti (Bottas 6.5 e Felipe Massa 6), hanno ottenuto entrambi due podi e, rispettivamente, la quinta e sesta piazza iridata. Però, soprattutto dal finlandese, ci si aspettava che potesse iniziare a fare la differenza, e invece il suo andamento altalenante lo ha tagliato fuori, almeno momentaneamente, da un possibile futuro a tinte rosse.

Formula1 GP Montecarlo - La GaraRedBull: 4. Passare dall’essere la seconda scuderia alla quarta, è sinonimo di un grande passo indietro. Enorme. Era dal 2009 che i ragazzi di Milton Keynes vincevano almeno una gara all’anno. In questa stagione, invece, hanno ottenuto la miseria di tre podi, uno con Kvyat (voto 6), sorprendentemente davanti in classifica al collega Ricciardo, che invece non si merita più di un 5.5. Infine la questione legata alla fornitura di motori, risolta solo poche settimane fa, è stata l’emblema della grande confusione che regna in seno al team. Difficilmente li rivedremo all’apice il prossimo anno.

Toro Rosso VerstappenToro Rosso: 7. Ben tredici gare finite portandosi a casa almeno un piazzamento in zona punti sono una gran cosa per il team satellite della RedBull. Con la soddisfazione di aver, in alcune occasioni, anche battagliato e battuto la casa madre. Ma la vera rivelazione sono stati i suoi giovani piloti, veloci e spettacolari: Verstappen (voto 8) è stata la grande sorpresa della stagione. Un mix di genio e sregolatezza, senza però mai oltrepassare il limite e in grado di concludere per ben due volte un gp al quarto posto. Discorso simile anche per Sainz jr. (voto 7), che a differenza del compagno, però, paga un gran numero di ritiri, spesso dovuti a guai tecnici, che gli hanno portato via non pochi punti. I due, cresciuti a pane e velocità conoscendo i padri, rappresentano senz’altro il futuro della F1. Ora sta a loro confermare quanto di buono fatto. E non si sa mai che nel 2017 si liberi qualche posticino…

Force IndiaForce India: 7. Una buona monoposto, che ha saputo sfruttare al meglio la p.u. datale dalla Mercedes. L’apice della stagione è stato raggiunto con il podio nel gp di Sochi, ma per lungi tratti del campionato ha fatto vedere cose interessanti. Sergio Perez (voto 7) è stato autore di una stagione positiva, ottenendo il terzo posto nel weekend russo e riducendo sensibilmente il numero di errori, che fino a quest’anno gli erano costati non solamente il posto in McLaren, ma anche un futuro in qualche top team. Sufficienza stiracchiata (voto 6) per l’altro alfiere di Vijay Mallya, il tedesco Hulkenberg. Spesso dietro al messicano, autore di errori che non gli si addicono e alla ricerca di quel primo podio che a ventotto anni non è ancora riuscito a raggiungere. Il talento c’è e non si discute: Interlagos 2010 e la 24 Ore di Le Mans stanno lì a confermarlo. Ma sembra che Nico inizi a soffrire sempre di più il fatto di non aver ancora avuto la grande occasione della vita, e chissà se, a questo punto, l’avrà mai. Il talento inespresso di Hulkenberg rimane uno dei più grandi interrogativi.

McLaren Formula One drivers Alonso of Spain and Button of Britain shake hands as they attend a monument unveiling event in SuzukaMcLaren-Honda: 0. Mi piange il cuore nel vedere un binomio epico combattere nelle retrovie e sperare in un evento esterno per poter raccogliere qualche misero punto. Il penultimo posto nella classifica costruttori, davanti alle sole Manor (il che è tutto dire), fa capire il basso livello della monoposto e del suo motore. Ovviamente senza voto i due piloti, nonché campioni del mondo, Jenson Button e Fernando Alonso, vittime di un mezzo che non meritano, così come non meritano di finire la carriera lottando con piloti come Stevens e Mehri. Ciò che tutti gli sportivi si augurano è quello di vedere la McLaren-Honda almeno ad un livello accettabile, ma non siamo così certi accadrà già dal 2016…

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@Thommy_Serafini

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