pjanic strootman

de rossi 2Ci sono un italiano, un bosniaco e un olandese; e già qui le premesse della barzelletta ci sarebbero tutte. Ma se a questi aggiungeste un belga-indonesiano e il coordinamento di un francese di origine andalusa state certi che costituirebbe lo sfondo ideale di un racconto divertente da bar. I personaggi in questione rispondono al nome di Daniele De Rossi, Miralem Pjanic, Kevin Strootman e Radja Nainggolan, mentre dietro le quinte opera Rudi Garcia.
I paragoni con il contesto burlesco però finiscono qui perché, seppur tra di loro si divertano molto facendo gioire i propri tifosi, non lasciano tanti sorrisi agli avversari, annientandoli sul piano fisico e su quello tecnico per tutti i 90 minuti di gioco.
Se l’allenatore ex Lilla dovesse scrivere un poema didascalico sui suoi uomini lo potrebbe titolare in questo modo: “De tuttocampista. Novum ludere medio agri” (“A proposito del tuttocampista. Un nuovo modo di giocare a centrocampo”). Perché, se è vero che la base a disposizione era già materiale pregiato, è stato il tecnico francese a far compiere la maturazione definitiva ai suoi mediani. I tre titolari ad esempio (De Rossi, Pjanic e Strootman) possiedono tutte le caratteristiche principali del centrocampista moderno: tecnica, corsa, precisione e volubilità; eppure lo scorso anno due campioni del calibro del bosniaco e di capitan-futuro non sono riusciti ad esprimersi ad alti livelli, tanto che i tifosi giallorossi in estate reclamarono a gran voce la cessione di Pjanic. L’arrivo di Strootman e quello di Garcia in estate hanno però sistemato le cose.

imagesLa scorsa stagione infatti i due erano affiancati da giocatori come Bradley o Tachtsidis che, seppur bravi in una delle due fasi, non riuscivano ad aiutare sia De Rossi nella fase difensiva che Pjanic in quella di costruzione. L’ex Psv invece costituisce la giusta sintesi degli altri due perché, oltre a sfruttare la sua forza fisica in fase di non possesso, ha una tempistica di inserimento che facilita parecchio le sublimi giocate di Pjanic (e di Totti). Ai tre in più in gennaio si è aggiunto Nainggolan che, pur avendo giocato pochissime gare in maglia giallorossa, sembra essere stato creato per questo sistema di gioco. Infatti l’ex Cagliari ha un po’ tutto di tutti e 3 i compagni: la forza fisica di De Rossi, la tenacia di Strootman e l’intelligenza tattica di Pjanic.
Guardando le partite della Roma si nota come difficilmente un pallone venga lanciato dalla difesa agli attaccanti, mentre si vede come invece si cerchi sempre di far ragionare la squadra con il palleggio dei centrocampisti. A tutte queste caratteristiche, che già rendono stellare il centrocampo della Roma, c’è da aggiungere la confidenza con il gol che hanno tutti e 4, e le differenti modalità di finalizzazione che hanno in repertorio: si va dal colpo di testa di De Rossi alle magie da fuori area di Pjanic, passando per gli inserimenti di Strootman e le bordate di Nainggolan.

xavi-busquets-iniesta--644x362Su queste caratteristiche è iniziato il lavoro di Rudi Garcia che ha permesso a tutti i suoi centrocampisti di sviluppare la fase dell’azione a cui erano meno predisposti: non stupisce così vedere Pjanic incontrista o De Rossi che si inserisce negli spazi, a conferma che il tecnico ha operato sui giocatori a 360° gradi. Stupisce infatti la completezza e l’imprevedibilità delle giocate della Roma, inoltre se a quello detto aggiungiamo la capacità di andare in profondità di Florenzi e Gervinho scopriamo un repertorio di colpi vastissimo. I tuttocampisti “creati” da Garcia ricordano molto quelli del Barcellona di 2/3 anni fa (Busquets, Xavi e Iniesta), in grado di fare le due fasi alla perfezione, anche se il “fattore Strootman” diversifica di parecchio la Roma.
Riguardando il gol decisivo di Gervinho alla Juventus in Coppa Italia risulta evidente la capacità di Strootman di ripartite nello spazio dopo aver difeso il pallone in una situazione di attacco degli avversari, la corsa dell’olandese viene poi premiata dal pallone perfetto servitogli da Pjanic, abile ad inserirsi fra le linee (viste le numerose volte in cui ha giocato trequartista). Il vero problema degli avversari sarà quello di riuscire a limitare i centrocampisti romani anche nei prossimi anni perchè, considerando l’età dei 4, tranne De Rossi che ne ha 31 gli altri hanno 25 (Nainggolan) e 23 anni (Pjanic e Strootman), il futuro sembra essere tutto a vantaggio dei tuttocampisti giallorossi.

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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