Udinese - Genoa

Quest’anno, calcisticamente parlando, la città di Genova va forte. Dopo lo strabiliante inizio di stagione della Sampdoria, anche il Grifone ha ingranato e la vittoria ottenuta, in scioltezza, a Cesena ha dimostrato il cinismo e l’autorevolezza che può avere la squadra di Gasperini. L’uomo copertina è, probabilmente, Matri e questo non è fatto insolito, dato che da sempre la gloria spetta a chi la butta dento. Ma è doveroso fare un plauso a quei giocatori che lo mettono nelle condizioni di essere così prolifico.

small_140926-130046_to260914spo_0153La gara del Manuzzi, oltre ad aver sancito l’ottavo risultato utile consecutivo per i rossoblù, ha mostrato un centrocampo in grande spolvero. Kucka, che spesso, nella seconda era Gasperini, ha trovato spazio come esterno nel tridente offensivo, è stato ora ricollocato nella sua posizione naturale e ha fatto ricordare al tecnico cosa significhi avere un tale colosso in mezzo al campo. Da inizio stagione, il Gasp ha provato diversi interpreti nel ruolo di mediano, anche con discreti risultati. Il giovane Sturaro ha sempre mostrato una grande intraprendenza e il venezuelano Rincon, prima del brutto infortunio, era diventato un punto fermo nella linea di mezzo. L’impressione, però, è che nel centrocampo a 4 gasperiniano la coppia centrale meglio assortita sia proprio quella presentata nell’ultima apparizione di Cesena. Bertolacci e Kucka sono la diversità che si completa alla perfezione: la qualità e la quantità, la destrezza e il vigore, il poeta e il contadino (cit. Cochi e Renato).

In effetti il centrocampista slovacco è sempre stato “degradato” a mero distruttore di gioco. Definito un banale interditore, come ce ne sono tanti (forse troppi) nella nostra Serie A. Ma così non è. O meglio, non solo. In questi anni Juraj ha dimostrato che il ruolo di fabbro ferraio collezionista di peroni gli stava stretto e, con allenamento e dedizione, si è evoluto in un ottimo centrocampista moderno: duttile e completo. Non è facile trovare giocatori dotati di una struttura fisica importante come la sua, soprattutto se tale qualità è anche associata a una buona velocità e a un eccellente dinamismo. Kucka è il tipico giocatore a tutto campo, box to box, efficace sia in fase di copertura che in fase offensiva, dove sa rendersi pericoloso con le sue incursioni e con un tiro poderoso che, quando manca la porta, lascia le crepe sui pali.

Genoa - EmpoliSe la qualità tecnica non è l’arma principale del “Kuco”, a colmare questo gap ci pensa il compagno di reparto. L’ex romanista, che nelle passate stagioni ha ricoperto molteplici posizioni (trequartista, ala e mezza punta), in mezzo al campo si è sempre trovato nel suo habitat naturale. Scattante e brevilineo, è in grado di saltare con facilità l’avversario e liberare al tiro i compagni. Le geometrie del secondo assistman della Serie A non sono passate inosservate agli occhi di Antonio Conte, che di recente lo ha convocato in Nazionale.

Domenica i due hanno strabiliato. Sempre nel vivo del gioco e impeccabili in ambo le fasi. Fino a quando il Genoa ha avuto interesse a sollecitare il ritmo di gioco, i due mediani hanno mantenuto il baricentro alto senza troppe difficoltà e non appena il risultato è stato in cassaforte si sono limitati a contenere con ordine la pressione avversaria, dosando saggiamente le energie. Il merito va naturalmente all’allenatore. Se i giocatori hanno bene in mente il loro compito e riescono a sincronizzare con facilità i movimenti, significa che questi aspetti vengono preparati minuziosamente in settimana. La capacità di Gasperini nell’attuare una continua rotazione tra i vari centrocampisti presenti in rosa è stata sicuramente lodevole, ma, arrivati a questo punto della stagione, è necessario stabilire delle chiare gerarchie. Questo è un passaggio essenziale per mantenere continuità. E, a quanto pare, il Genoa ha intrapreso la strada giusta.

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