7ae8cfb25f83b3fd74d0741419dd2a79-11079-1376861883

I PROTAGONISTI:

2278880-27Carlos Tevez: non il migliore in campo, ma sicuramente il più atteso. L’uomo venuto per dare una svolta alla Juve di Conte, il nuovo numero 10, il top player: tante ragioni per entrare all’Olimpico un po’ emozionato. Fatica il primo tempo ad entrare in partita perché troppe volte lui e Vucinic si pestano i piedi, eppure ti dà l’impressione che al primo cenno d’intesa possano fare meraviglie (veloce scambio in progressione verso la fine del tempo per palati fini). Nel secondo tempo l’errore imperdonabile delle Lazio: lasciare a un indiano le praterie. L’Apache ci si butta creando spazi per gli esterni e per i centrocampisti, per poi suggellare la prova con la rete del 4-0. La gioia di un bambino al momento del gol sono il segno di uno che è fiero della nuova dimensione. CUORE IMPAVIDO

Lucas Biglia: l’altro nuovo in campo dall’inizio, anch’egli venuto per cambiare il volto della Lazio, all’Olimpico ci ha appena giocato con l’Argentina. Eppure dell’ottima sfida contro l’Italia non si rivede nulla. Un uomo d’ordine troppo confuso, un regista che non riesce a girare nemmeno una scena secondaria. Preso in mezzo tra la fisicità di Pogba e la velocità di Asamoah, il biondo Biglia rimane sui ritmi lenti del calcio belga. Mai una volta che riesca a verticalizzare con lucidità per Klose o che riesce ad aprire il campo per Lulic e Candreva. Inoltre, non essendo il suo punto di forza, non contrasta fisicamente la mediana bianconera che lo surclassa completamente. Al 90° non c’è un laziale che non abbia rimpianto l’assenza del Tata Gonzalez. CAPRO ESPIATORIO

I MIGLIORI:

9Stephan Lichtsteiner: su quella fascia dell’Olimpico ha iniziato a diventare un tornante di fama internazionale, e onora i fasti biancocelesti con una prestazione mostruosa. Una cosa è certa: a inizio stagione in forma come Lichsteiner ci sono pochi giocatori (negli ultimi tre anni sempre in gol all’esordio). Un assist e mezzo e un gol, dove nella prima parte brucia la fascia come un’ala e poi come una prima punta fredda Marchetti. In tutta la sua esultanza (e anche nella veemenza dei richiami che gli riserva Conte) c’è tutta la fame della Juve di quest’anno. Esempio magnifico di quello che Cassano etichettava come sfottò ai bianconeri (soldatino). LEGIONARIO

Antonio Candreva: non combina moltissimo l’ex bianconero ma mette in difficoltà spesso e volentieri con le sue accelerazioni la fascia sinistra della Juve. Asamoah non riesce nemmeno una volta ad andare sul fondo o a proporsi offensivamente soprattutto perché preoccupato dall’incedere dell’’87 biancoceleste. La Confederations Cup, e quel cucchiaio, gli hanno dato anche una mentalità nuova: sa di potersela giocare contro qualunque avversario. Molto pretenzioso con il suo tiro dalla distanza, fa penare molto Chiellini e il ghanese che più volte devono stenderlo fallosamente. Con Hernanes così sottotono è lui il fulcro della Lazio. FARO

I PEGGIORI:

307046_heroaClaudio Marchisio: premessa: non è un voto alla partita e ci mancherebbe. Semmai è un campanello d’allarme per il principino che ha visto il suo posto in squadra seriamente insidiato da un Pogba in stato di grazia. La sfortuna dell’infortunio e del gol dopo pochissimo del “rivale” sono tutti segnali che a Claudio sta andando tutto storto. Certo è che dopo un’estate passata sulle pagine dei giornali come possibile pedina redditizia per il mercato Juve e come possibile riserva dopo anni da titolari, in molti si aspettano una stagione da assoluto protagonista da parte del numero 8 juventino. Una cosa è certa: per tenere fuori questo Pogba bisognerà fare gli straordinari. MANICHE RIMBOCCATE

Senad Lulic: forse, come molti tifosi e come il presidente Lotito, è rimasto a quel radioso 26 maggio, dove un suo gol nel derby di Coppa Italia l’aveva proiettato nell’Olimpo delle leggende biancocelesti con Di Canio e Chinaglia. Il tornante bosniaco vive una partita simile a un film dell’orrore contro la squadra che in estate l’aveva cercato. Non riesce mai a servire un cross decente per Klose, viene chiuso nella ragnatela composta da Barzagli-Lichtsteiner e Vidal e si fa notare solo per un colpo di tacco che non è proprio nel suo repertorio di minatore della fascia. Nel secondo tempo regala allo svizzero il telepass per non rallentare le sue discese. CASELLO SEMPRE APERTO

facebook-profile-picture

«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

3 Commenti a “I migliori e i peggiori della Supercoppa Italiana

Rispondi