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And the Oscar goes to… ecco gli Oscar al calciomercato della Serie A, conclusosi ieri sera alle 23 tra sorprese, delusioni e tanti nuovi volti, poco importa se low cost.

AS Roma presenta il nuovo giocatore Juan Manuel IturbeMiglior squadra: Roma
Anche quest’anno ha venduto una punta di diamante, ma lo ha fatto per soldoni e, soprattutto, l’ha fatto portando a casa una serie di giocatori in grado di rafforzare una squadra che la passata stagione ha già dimostrato di essere fortissima. Nell’11 titolare solo Iturbe e Astori sono le vere novità, ma dietro di loro i giallorossi hanno costruito una seconda squadra di tutto rispetto, con i vari Ashley Cole, Emanuelson, Manolas, Holebas, Yanga-Mbiwa, Keita e Ucan a dare alternative, esperienza e freschezza. La Roma è certamente la squadra che, nel complesso, meglio s’è mossa sul mercato, senza rivoluzionarsi ma puntellandosi e regalandosi qualche certezza in più rispetto a 12 mesi fa.

Miglior attore: Walter Sabatini
Logica conseguenza del titolo di “miglior squadra” del calciomercato 2014. Osteggiato due anni fa, deriso l’estate scorsa, osannato negli ultimi due mesi: strana vita quella del dirigente alla Roma. Ma certamente Sabatini ha dimostrato una volta in più di sapersi muovere nel mondo del mercato calcistico, sfruttando appieno le casse americane (più piene di quelle di tanti altri colleghi di Serie A) per portare a Roma gli uomini voluti dal proprio tecnico (Iturbe e Astori su tutti), alternative in grado di portare esperienza e maturità (Ashley Cole e Keita), ma anche giovani promettenti (Ucan, ma anche Paredes e Sanabria, acquistati il gennaio scorso e parcheggiati in giro per l’Italia fino a giugno). E non dimentichiamoci di un Rabiot molto probabilmente pronto a raggiungere Roma ad inizio 2015. Chapeau.

Assemblea elettiva FigcMiglior attore non protagonista: Adriano Galliani
Piaccia o non piaccia, oramai da quattro anni a questa parte, gli ultimi giorni di calciomercato sono i suoi giorni. Un po’ come a fine gennaio, che ci sono i giorni della merla, a fine agosto ci sono i giorni dell’Adrianone. In principio furono Ibra e Robinho, oggi Torres (quasi) e Bonaventura, passando per Matri e Kakà. Certo, aspettare i saldi di fine stagione non ti permette di avere la miglior scelta del mondo, ma se il portafoglio piange non si possono fare i miracoli (anche se lui ci prova sempre). Poi a volte va bene, altre meno. Intanto però Inzaghi si ritrova in mano una squadra rafforzata rispetto allo scorso anno, seppur non ancora in grado di colmare il gap con Juventus e Roma. Il tutto con un Balotelli venduto per 20 milioni e appena una decina di milioni spesi. Gli unici difetti? Se fosse rimasto Cristante, vero enigma del mercato rossonero, e fosse arrivato Biabiany, più adatto all’idea di gioco di Inzaghi rispetto a Bonaventura, sarebbe stato un mercato low cost perfetto. O quasi.

Miglior attrice: Juventus
Pochi arrivi, ma esser riusciti a tenere Vidal e Pogba conta già come un grande acquisto. Se poi si aggiungono la scommessa Morata, la speranza Coman, la certezza Evra e i comprimari Pereyra e Romulo, la Juve si è sicuramente rinforzata. Non nettamente come l’anno passato, ma se hai già una forte intelaiatura, inutile appesantirla con inutili ghirigori o arzigogolati bizantinismi: meno si fa e meglio è. Va tenuto inoltre conto del fatto che Marotta e Agnelli si sono ritrovati senza allenatore a metà luglio, quando teoricamente le basi del mercato sono già state gettate anche per gli acquisti di fine agosto. La Juve ha quindi dovuto lavorare anche su di un livello inatteso, quello dell’allenatore. Un grandissimo attaccante come Falcao sarebbe stata la realizzazione di un sogno, ma veramente qualcuno di voi ha creduto che fosse un sogno realizzabile?

Inter vs. Stjarnan - Preliminari Uefa Europa League 2014 2015 - Ritorno playoffMigliori attrici non protagoniste: Inter e Fiorentina
Un pari merito per diverse motivazioni. L’Inter, fino a due giorni fa, era sicuramente candidata alla vittoria come “miglior attrice”: nel rapporto spesa-acquisti è una delle società che s’è mossa meglio, nel senso che è andata a colmare le principali lacune dell’organico ed è stata in grado di soddisfare quasi tutte le richieste del proprio allenatore. Purtroppo, tra ieri e oggi, non è riuscita a vendere Guarin e portare a Milano un altro attaccante, mancanze che lasciano a Mazzarri una patata bollente in più e un’alternativa offensiva in meno. La Fiorentina, dal canto suo, dopo i fuochi d’artificio delle ultime due estati, s’è mossa sotto traccia, ma è la squadra che, a mio parere, ha portato in Italia i giocatori più interessanti: Badelj, Marin e Micah Richards. Gli ultimi due, tra l’altro, colpi che qualche anno fa sarebbero stati considerati da grandissima squadra mentre oggi sono colpi che possono rappresentare o un fallimento totale o un successo meraviglioso. Son scommesse, ma belle e divertenti, in grado di cambiare da così a così le sorti dell’intera stagione viola.

Miglior attore esordiente: Cagliari
Più che per il mercato concretamente fatto, perché ha deciso di puntare sull’allenatore piuttosto che suoi giocatori: Zdenek Zeman. Il boemo, come sempre, non vuole campioni, bensì giovani vogliosi di lavorare e crescere. Il Cagliari e la sua nuova dirigenza hanno così deciso di attingere a piene mani da quella Serie B troppo spesso dimenticata dai nostri club. A differenza di altre squadre in lotta per la salvezza, piuttosto che cercare colpi sicuri ma poco lungimiranti, i rossoblu hanno preferito osare, portando in Sardegna una mandria di scalpitanti puledri. Non tutti si dimostreranno all’altezza, ma se anche solo due o tre riuscissero a brillare, sarà un successo. Capello, Colombi, Crisetig, Cragno, Longo, Balzano, Farias, Ceppittelli: tra questi nomi, rigorosamente under 25, potrebbe nascondersi il talento del domani, e se davvero c’è, siamo certi che Zeman lo scoprirà.

Biabiany al Milan noMiglior sceneggiatura: lo scambio Biabiany-Zaccardo
Ammetto che due risate me le sono fatte, soprattutto nell’immaginare la faccia di Galliani quando Zaccardo, il campione del mondo Zaccardo, ha umilmente rifiutato Parma per restare a fare tribuna a Milano. Era già stata fatta la foto, lanciato il comunicato ufficiale. Niente, Biabiany non è arrivato al Milan. I tifosi si sono (comprensibilmente) imbufaliti con il difensore rossonero, dimenticandosi però che forse qualche responsabilità ce l’ha anche l’ufficio stampa del Milan, che ha deciso di lanciare la notizia prima che ci fosse la conclusione della trattativa. Una sceneggiatura di quelle che spesso si vedono nelle concitate ultime ore del calciomercato estivo, ma che non siamo abituati a vedere scritta da una gloriosa società come il Milan.

Più grande delusione: Napoli
L’anno scorso De Laurentiis rese Napoli protagonista di un mercato sontuoso, soprattutto grazie ai 60 e passa milioni incassati dalla cessione di Cavani al PSG. Nessuno chiedeva nuove spese folli, ma acquisti mirati e oculati sì. Il Napoli è giunta alla fine della stagione 2013/2014 con delle evidenti lacune in difesa e centrocampo e inizia la stagione 2014/2015 con delle evidenti lacune in difesa e centrocampo. Koulibaly, De Guzman e David Lopez non bastano certamente a colmare il gap con Juventus e Roma e le partenze di Reina, Behrami e Dzemaili, paradossalmente, rischiano di indebolire la rosa a disposizione di Benitez. Eppure sarebbe bastato poco, tipo un Astori e un Parolo, a dare una dimensione diversa a questo calciomercato. Invece l’esclusione dalla Champions e il bilancio conclusivo degli arrivi e delle partenze non possono che relegare i partenopei nella posizione di grande delusione dell’estate.

tavano e maccarone onnipresentiPeggior mercato: Empoli
Potevo scegliere il Palermo, con il suo immancabile mix di calciatori sconosciuti e scommesse quantomeno improbabili; potevo scegliere il Cesena, con il suo mercato da Serie B; potevo scegliere l’Atalanta, fortemente indebolita dalle partenze. Invece ho scelto l’inspiegabile immobilismo dell’Empoli. Inspiegabile perché i toscani, diciamocelo francamente, si sono ritrovati in Serie A un po’ così, quasi per caso, senza capire bene come avessero fatto. E nello stesso modo hanno affrontato il calciomercato estivo: degli otto arrivi, forse solamente un paio si giocano la maglia da titolari, con l’11 di partenza che resta dunque sostanzialmente invariato da quello della passata stagione. Non dico che una rivoluzione sia sempre necessaria, ma certamente qualche cambiamento sì, sopratutto se già la promozione è arrivata più per qualità agonistiche e di temperamento che per qualità tecniche complessive. Ma forse a Empoli mancano le ambizioni e, soprattutto, i denari. E non gliene si può certo fare una colpa.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

4 Commenti a “Gli Oscar del calciomercato 2014

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