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A Piermario Morosini la vita non ha risparmiato proprio nulla. Nel 2001 perse la madre Camilla e solo due anni dopo rimase orfano del padre Aldo. Nel giro di poco scomparve anche il fratello, rimanendo solo con la sorella malata. Il calcio è stata la sua ancora di salvezza: «In campo ho sempre dato il massimo per realizzare il sogno dei miei genitori scomparsi».

La Federcalcio ha subito sentenziato lo «Stop a tutti i campionati». Il direttore generale della Figc Antonello Valentini ha comunicato ieri che la decisione era operativa già da Milan-Genoa delle 18. Tutti d’accordo, a partire dal capitano dell’Inter Javier Zanetti, che ai microfoni di Sky ha dichiarato: «Siamo scossi per quello che è successo, ci spiace moltissimo». Non si sarebbe potuto giocare in una situazione così. Molti giocatori si sarebbero comunque rifiutati di entrare in campo a prescindere dal diktat della Federcalcio. Quindi stop al weekend calcistico per la morte di un grande uomo a cui il calcio ha cambiato la vita. Sembra quasi una contraddizione: per ricordarlo fermiamo ciò che lo ha sostenuto in questi duri anni. Forse il modo più semplice, che spesso è il migliore, per ricordarlo sarebbe stato proprio giocare queste partite in suo onore, avendo in mente la sua tragica storia. Una storia che è stata salvata proprio dal calcio. Continuare a fare, insomma, quello che Piermario amava: giocare a calcio.

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