Giro d'Italia - Stage Three

Giro d'Italia 3 tappaL’accoppiata maglia e tappa che ha realizzato ieri Luca Paolini la si può considerare come il coronamento di una lunga carriera. Una carriera nella quale il milanese molte volte si è speso per altri – Bettini in particolare gli deve molto – ma dove ha anche saputo sfruttare al meglio le occasioni che gli si presentavano per cercare gloria personale, come dimostrato ieri.

Per ottenere il risultato di ieri ad Ascea il ciclista milanese ha messo in pratica un capolavoro di astuzia, tecnica e coraggio che sono i frutti di una vita spesa in sella. Paolini giustamente tagliando il traguardo indicava la propria testa e il proprio cuore: è cosi che ha vinto. È infatti sempre rimasto nelle prime posizioni del gruppo, rimanendo sempre coperto, e poi ha scelto il momento giusto per attaccare lungo la tecnica discesa finale. In più, grazie ai secondi guadagnati ha ottenuto anche la prima maglia rosa, che è in parte merito dell’ottima cronosquadre disputata domenica dalla Katusha, la formazione in cui milita. Il ciclismo dimostra così di essere ancora una volta metafora della vita: occorre avere pazienza per ottenere risultati importanti, che si possono ottenere solo al termine di un lungo cammino fatto di fatica.

Giro d'Italia - Stage ThreeGuardando alla delicata situazione in casa azzurra, dove al momento manca un sicuro punto di riferimento per la formazione dei professionisti dato che Bettini non è più strettamente il commissario tecnico ma ha assunto il ruolo non ben definito di direttore generale della squadra, per cui teoricamente dovrebbe coordinare tutte le formazioni legate alla nazionale sacrificando così del tempo da dedicare ai professionisti, viene quasi spontaneo chiedersi se non si potrebbe affidare la squadra a Paolini, senza tuttavia rinunciare al suo apporto da corridore. Per il suo spessore umano e professionale sicuramente non avrebbe problemi a gestire il doppio ruolo di commissario tecnico e atleta, fungendo così da tramite sicuro tra Bettini e la squadra, ruolo che in maniera non istituzionalizzata sta già svolgendo. Comunque sia, l’esperienza e la professionalità di un corridore come Paolini sono fondamentali per la crescita delle giovani leve azzurre, e si spera quindi che la sua personalità sia valorizzata dai rappresentanti della federciclismo.

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