cavendish giro

Si possono sintetizzare così le prime due tappe in linea del Giro 2012, anche se a dire il vero Cannonball sull’arrivo di Horsens non ha potuto rispondere allo sprint dell’australiano, in quanto è rimasto vittima di una caduta generale innescata da una manovra quantomeno azzardata di Ferrari.

Cavendish non ha potuto ripetere il regale sprint con cui ha vinto la prima tappa, ed è difficile ipotizzare cosa sarebbe successo se il velocista dell’isola di Man fosse rimasto in piedi. Certo è che la Greenedge, squadra di Goss, ha svolto un ottimo lavoro posizionando il proprio capitano in una posizione perfetta per lanciare la volata.

 

Le iniziali tappe di questo giro sono state caratterizzate da cadute nei finali, se però la prima è dovuta al tracciato (posizionare una curva ai meno 500 metri dall’arrivo nella prima tappa del Giro, dove tutti hanno la gamba e vogliono mettersi in mostra, è un invito scivolare per terra), il brusco ruzzolone che ha caratterizzato l’ultima tappa in terra danese è invece avvenuta in seguito ad una manovra errata da parte dello sprinter dell’Androni, Ferrari. L’italiano non ha calcolato bene lo spazio a disposizione e ha tentato di infilarsi là dove non era possibile passare, urtando così la ruota del capitano della Sky, che con grande signorilità una volta a terra si è rialzato e ha attraversato il traguardo bici in spalla.

Sicuramente il velocista dell’Androni ha compiuto una manovra pericolosa, che giustamente è stata punita, ma è sbagliato accusarlo esageratamente: non è l’unico corridore che in volata ha oltrepassato i limiti consentiti dal buonsenso. Piuttosto bisogna chiedersi se ha senso rischiare cosi tanto per un piazzamento.

 

Nella caduta è rimasta coinvolta anche la maglia rosa, Phinney, fortunatamente, considerando il rischio che ha corso, senza gravi conseguenze. Presentandosi poi zoppicante e fasciato alla premiazione, il giovane americano ha dimostrato quanto ci tiene alla maglia rosa e di possedere la grinta e la giusta voglia di soffrire necessaria per diventare un campione. Il giorno di riposo dovrebbe aiutarlo a recuperare in vista della crono a squadre, che può permettergli di consolidare il primato in classifica.

 

Il duello tra Goss e Cavendish per aggiudicarsi la nomea di miglior sprinter del Giro 2012 non è certamente finito qui: già tra due giorni, cadute permettendo, nella tappa Modena – Fano, assisteremo allo scontro tra i due; e in seguito avranno a disposizione ancora quattro possibili arrivi in volata.

 

Da segnalare infine la grande prova del corridore della Farnese Vini Alfredo Balloni, che è riuscito nuovamente ad entrare nella fuga di giornata, totalizzando così in due giorni quasi 300 chilometri allo scoperto. L’ottima prova dell’ancora inesperto corridore, classe ’89, fa ben sperare in ottica azzurra: sembra che finalmente, dopo alcuni anni di transizione, vi siano alcuni corridori italiani giovani in grado, con la giusta maturazione, di puntare a successi importanti.

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