giro 2013 hesjedal

È vero, è presto per parlare di Giro d’Italia, ma data la recente presentazione del tracciato non si può non fare un commento.

Il percorso della prossima corsa rosa, organizzato come sempre da Rcs Sport, tornerà a dare spazio al Sud  e al Centro Italia: oltre alla partenza da Napoli, infatti, sono previsti altri arrivi in centri del Meridione. La corsa terminerà poi insolitamente a Brescia, che si è dimostrata più disponibile ad organizzare l’arrivo finale della corsa rosa rispetto a Milano.

 

 

 

IL TRACCIATO

 

Gli organizzatori per evitare l’attendismo della scorsa stagione hanno voluto dare parecchio spazio, nella prima settimana, alle prove contro il tempo: una crono a squadre e soprattutto una lunga cronometro individuale. Questo con l’intento di delineare la classifica generale in modo tale da spronare i big della corsa a darsi battaglia fin dalla prima settimana. Per i corridori che puntano alla classifica generale, poco avvezzi alle prove contro il tempo, lo spazio per recuperare terreno perso ci sarà, a patto di rendere la corsa dura in ogni momento.

Non solo sugli arrivi di montagna sarà possibile fare selezione, perché vi sono parecchie frazioni che nascondono diverse insidie. Dalla quarta tappa, ideale per testare la gamba e vedere chi è già in palla, alla San Selvo-Pescara, tracciata su un percorso molto nervoso che nel finale presenta diverse asperità, ideali per un attacco da lontano. La frazione di domenica 12 maggio, che chiuderà la prima settimana di corsa, farà invece da antipasto per il prossimo mondiale toscano: lungo gli insidiosi circa 181 chilometri che porteranno i ciclisti da San Sepolcro a Firenze, i corridori affronteranno gli strappi più significativi della prossima edizione iridata, che già da ora promettono spettacolo.

 

Dalla seconda settimana inizieranno gli arrivi in salita più significativi che termineranno sabato 25 con lo spettacolare arrivo sotto le tre cime di Lavaredo. Lungo i quattro passi dolomitici che caratterizzano la frazione si deciderà molto probabilmente la corsa rosa: la tappa è stata disegnata in modo tale da favorire azioni da lontano. Guardando l’altimetria della frazione si nota infatti come le ultime asperità di giornata prima dell’ascesa finale, passo Giau e Tre Croci, sono posizionate relativamente vicine, e quindi un azione decisa in questo tratto del percorso potrebbe portare via la fuga giusta per giocarsi la tappa e la maglia rosa. Le altre frazioni di montagna sono anch’esse disegnate con l’intento di favorire lo spettacolo, dato che, pur essendo molto impegnative, prevedono un chilometraggio ridotto, e l’unica possibilità di fare selezione, per chi vorrà guadagnare minuti, sarà di anticipare i tempi e muoversi prima dei chilometri finali.

Infine una breve annotazione sulla scelta di sconfinare in Francia. La carovana rosa arriverà sul Galibier dopo aver affrontato il Telegraphe, scalando quindi due salite certamente storiche del ciclismo, ma che poco c’entrano con la storia del Giro. Se è un modo per rendere omaggio a uno dei più forti ciclisti italiani, Pantani, che sul Galibier dipinse uno dei più bei capolavori della storia dello sport, ben vengano, altrimenti viene da chiedersi se non si poteva inserire nel percorso rosa salite che più rispecchiano la tradizione del Giro.

 

 

 

I FAVORITI

 

Con un simile tracciato risultano quindi favoriti corridori forti a cronometro e in grado di tenere in salita. E chi rispecchia al meglio queste caratteristiche è il recente dominatore del tour, Wiggins. Il britannico, già intenzionato a partecipare al Giro, con un percorso simile sarà ulteriormente incentivato a presentarsi al via. Grazie ai miglioramenti in salita è in grado di tenere sulle ascese di questo Giro, e solo nella penultima tappa, Silandro-Tre cime di Laveredo, potrebbe andare seriamente in difficoltà. Il percorso rosa rappresenta l’occasione giusta per assistere al duello tra Wiggins e Contador, altro atleta molto adatto a questo tipo di tracciato, ma può pure essere l’opportunità adatta per il canto del cigno di Evans. Da non dimenticare infine il recente vincitore Hesjedal, chiamato a confermare i progressi fatti nella scorsa stagione

Gli scalatori puri e i ciclisti di grande resistenza partono quindi svantaggiati: difficilmente vedremo al via Rodriguez, e ancora più complicato sarà per Basso conquistare il terzo Giro. Tra i corridori italiani sicuramente quello più attrezzato per una vittoria finale è Nibali, che oltre ai progressi fatti a cronometro ha dalla sua il coraggio di attaccare, qualità indispensabile per fare bene alla prossima corsa rosa. Ora non ci resta che preparaci per una lunga attesa che verrà certamente ripagata.

 

L’impresa di Pantani sul Galibier al Tour 1998

Rispondi