germania sconfitta

Dicevano che non avevano paura di noi, ma rispetto; dicevano che non c’era nessuna sindrome azzurra, solo una storia negativa; dicevano che erano pronti a cambiare la storia e molto altro ancora, ma adesso tutto tace. La Germania torna a casa con i sogni rovinati da un incubo azzurro che sembra senza fine.

 

Questa era la volta buona per lasciare un segno indelebile nel tempo. L’attimo fuggente era a portata di mano e gli elementi dell’equazione erano tutti al loro posto: tutti i calcoli portavano a un solo risultato. Erano più forti, più giovani, più freschi e più vincenti, in definitiva certi che le cose non potessero andare per il verso sbagliato. L’orgoglio e la presunzione ancora una volta hanno fatto dimenticare a un’intera nazione la legge di Murphy: se una cosa può andare per il verso sbagliato, ci andrà sicuramente.

 

I presagi della disfatta, in verità, erano davanti all’intero mondo: le conferenze stampa per auto convincersi a non aver paura, giocatori che gonfiavano il petto a parole per nascondere il timore dei fatti, l’allenatore più impassibile e tranquillo della competizione che non ha più unghie da mangiare prima che sia battuto il calcio d’inizio. Tutto questo ha un solo nome: terrore. E davanti ad esso anche l’orgoglio e la presunzione si devono arrendere.

 

Mancava solo la sentenza del campo, unica verità all’interno di questo fantastico sport. Al suo cospetto non conta nessuna dichiarazione o premessa; i fatti la fanno da padrone e ancora una volta hanno mostrato il pollice verso alle maglie bianche. L’imprevedibile variabile ha deciso di ribellarsi alla razionalità della carta, dimostrando ancora una volta che è lei a decidere sul rettangolo verde, e ogni volta che incide lo fa nella maniera più inaspettata e dolorosa. La nazionale più multietnica s’inchina al giocatore la cui pelle è l’ostacolo più grande al riconoscimento della sua italianità.

 

La nazione tedesca ha fatto una scelta: ha rinunciato alla vittoria. Incapaci di affrontare le proprie paure, hanno dato forma ai propri incubi: la piccola Italia ha schiacciato la grande Germania. Nelle espressioni dolorose di un intero popolo, si leggeva la scoperta di una certezza: la Deutschland è convinta di non poter battere gli azzurri. A noi non resta che ringraziare.

 

Matteo Arosio

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Un altro modo di raccontare lo sport.

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