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Melbourne 2014Ci siamo: la stagione di Formula 1 è alle porte. Questo weekend i riflettori saranno puntati tutti su Melbourne, consueto gran premio d’apertura del campionato mondiale. Pochissimi i test svolti finora (così vuole il regolamento), con quattro giorni in Spagna e otto in Bahrein. Numerosissime invece le modifiche che i team hanno dovuto apportare alle vetture per conformarle ai nuovi standard voluti dalla FIA, in ossequio ai principi di sicurezza, riduzione dei consumi e competitività. Di conseguenza, il panorama che si vedrà sulla griglia di partenza australiana sarà uno dei più imprevedibili degli ultimi anni. Proviamo a capire quali sono le conferme e le novità che troveremo quest’anno in pista.

Gli accorgimenti più rilevanti provengono dall’applicazione del nuovo regolamento. Gli elementi di modifica sono molto dettagliati ed influiscono sulle particolarità più minuziose della costituzione del motore. Semplificando, si può dire che i motori hanno ridotto la potenza, innestando alcune funzioni che permettono di non ridurre in assoluto le prestazioni. Tra le principali novità legate ai motori delle autovetture c’è sicuramente il ritorno al turbocompressore che non si vedeva dal 1988. Dal punto di vista aerodinamico, sono state omologate le dimensioni e l’angolazione dello scarico, nella parte posteriore, mentre nella parte anteriore è stata ridotta di 150mm la dimensione dell’ala. Il DRS (ovvero la possibilità di apertura dell’ala posteriore) rimane ed incrementa l’efficacia grazie ad una maggiorazione dei millimetri di apertura. Non cambia nulla invece per quanto riguarda gli pneumatici: la Pirelli conferma la fornitura, e sembra, dai primi dati a disposizione, che quest’anno le gomme subiscano meno il degrado. Miglioramento auspicabile dopo i troppi incidenti dovuti ad esplosione dei pneumatici visti la scorsa stagione. In conclusione le vetture dovrebbero richiedere al pilota più impegno alla guida, valorizzandone in questo modo l’abilità. Particolare importanza sarà attribuita anche alla gestione del motore, perché da quest’anno i motori disponibili nell’intero arco del campionato sono ridotti da 8 a 5 ed obbligano così le case motoristiche a un ulteriore sforzo per ciò che concerne l’affidabilità.

Un’altra novità di quest’anno consiste nel calendario. Inizialmente erano state previste 21 prove, numero altissimo e difficilmente sostenibile per i team con minori risorse finanziarie. Le prove confermate in sede finale sono successivamente diventate 19, per cui i gran premi di Messico e New Jersey si trovano ancora in lista d’attesa. Sparita dal calendario una potenza economica importante ma forse troppo acerba come l’India, mentre subentra il colosso russo proponendo il circuito della rinata Sochi, sede degli ultimi Giochi Olimpici invernali. Con l’uscita di scena della Corea del Sud ritorna invece un circuito storico della Formula 1, l’Osterreichring di Zeltweg, poi chiamato A1ring ed ora ribattezzato RedBullRing (doveri di sponsorship) che ha ospitato le gare del circus dal 1970 al 1987, e dal 1997 al 2003.

C_29_articolo_1025900_upiImgI test preparatori, come anticipato, sono stati molto brevi. Le indicazioni che han fornito è difficile che durino per tutta la stagione. In primo piano risaltano senza dubbio le difficoltà della Red Bull, che fatica a trovare un’identità sia sul piano meccanico che su quello aerodinamico. I più scettici mettono in dubbio che possa addirittura concludere la prima gara. Spiccano dall’altro lato le performances di Felipe Massa, all’esordio sulla Williams motorizzata Mercedes, e Kevin Magnussen, nuovo compagno di scuderia di Jenson Button alla McLaren. Ma è difficile dire quanto siano veritieri questi tempi che dipendono dagli assetti testati, non sempre volti ad agguantare il miglior tempo. Per ora si difende bene anche la Ferrari, anche se da Maranello esigono la massima competitività fin dalle prime gare, per scongiurare i risultati negativi degli ultimi anni. Alonso e Raikkonen riusciranno ad imporsi sin da subito?

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