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Può succedere, che mentre esci da lezione e attraversi il cortile dell’Università, tra la folla festante di giovani universitari laureati,  incontri il Presidente. Ma non uno qualunque, bensì quello che ha cambiato diciotto allenatori in diciassette anni, cinque negli ultimi due, l’ultimo qualche ora fa. Massimo Moratti, presente in università per la laurea della figlia, conferma la sua proverbiale disponibilità e si concede a una chiacchierata amichevole.

Inter Milan v Torino - Serie A«È tutta colpa di Hodgson. È già il secondo figlio che si laurea in filosofia: quando erano piccoli è stato lui a regalargli i primi libri, una persona intelligentissima, pensate che è stato lui a dirmi “Presidente è ora che io me ne vada, so che lei non avrebbe il coraggio di mandarmi via”».

Inevitabile che la conversazione si sposti sui temi di più immediata attualità, come il repentino avvicendamento sulla panchina dell’Inter nelle ultime ore.

«Ci voleva qualcosa di nuovo, che desse una scossa all’ambiente. Almeno ora ti alzi al mattino e c’è qualcosa di nuovo. Stramaccioni tatticamente è molto bravo, con la Primavera ha fatto un lavoro splendido in questi mesi. Tenerlo l’anno prossimo? Se me le vince tutte… Al terzo posto ci spero ma non ci credo, anche se le altre non le vincono mai tutte, noi perdiamo troppo spesso, comunque nel calcio non si sa mai. Certo se non si va in Champions è un bel problema».

Un pensiero, naturalmente, va anche Ranieri, salutato dopo soli sei mesi: «Ranieri è una bravissima persona, molto intelligente, pensavo mi mandasse a quel paese ieri sera e invece mi ha pure detto di essere disponibile a fare l’osservatore, un vero signore! Per i suoi metodi di guida tecnica ha bisogno di un altro tipo di squadra, un progetto diverso. Ma la colpa per il disastro di questa stagione  è di Gasperini, ha rovinato tutto, ha tolto la grinta all’ambiente e si lamentava in continuazione contro i giocatori, davvero pessimo».

Se la stagione è andata male, però, non è solo colpa degli allenatori: anche i giocatori hanno avuto la loro parte. «Chi mi ha deluso di più? Forlan, ma c’è da dire che è stato a lungo infortunato. Maicon e Sneijder potevano dare molto di più, pure Milito ha fatto poco anche se adesso sembra essersi ripreso. Invece non capisco come si faccia a parlare male di Cambiasso e Zanetti, due giocatori fantastici». Proprio quello Zanetti definito oggi da Giggs sulla Gazzetta il giocatore più forte mai incontrato. «Giggs volevo prenderlo nel 2005, eravamo molto vicini, però tutti mi dicevano che era troppo vecchio: sta giocando ancora adesso… !».


Su Branca e Oriali il Presidente passa via veloce, non scuce informazioni, afferma semplicemente che «se uno dei due se n’è andato un motivo ci sarà».

Riguardo ai tecnici si dimostra molto più loquace, e con le idee bene in chiaro su ciò che dovrà succedere a giugno. Colpisce innanzitutto la stima nei confronti di Bielsa: «Bielsa è uno molto divertente e molto preparato, all’Inter servirebbe uno pazzo come lui, a noi non piace la gente noiosa, ci vuole qualcuno di divertente. Villas Boas?  Distante anni luce da Mourinho, però è giovane e potrebbe fare molto bene. Anche Montella è bravo, così come Zeman! È uno divertente e ha sempre contro tutti, anche quest’anno che col Pescara sta facendo molto bene».

Da ultimo, due parole su Inter Campus, progetto tanto caro al presidente: «È impressionante l’affetto che c’è nei confronti dell’Inter nei paesi in cui siamo! Nei giorni scorsi mi ha chiamato addirittura il Presidente della Mongolia per aprire un progetto Inter Campus anche lì».

La chiacchierata finisce così tra qualche battuta, addirittura c’è chi scrocca una sigaretta al Presidente.

Lorenzo Damiani, Andrea Oggioni

Un altro modo di raccontare lo sport.

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