Rizzoli reuters

Italia, Paese di artisti, amatori, cuochi e arbitri cornuti, o almeno così è secondo la maggior parte del tifo nostrano. L’arbitro, a prescindere da nome, età e luogo di provenienza, un po’ cornuto lo è sempre e sempre lo sarà nella mentalità calcistica italiana, a prescindere da quello che poi, effettivamente, esso fischi sul campo da gioco. All’estero però gli arbitri italiani sono invece ritenuti, da tempi immemori, i migliori nel leggere le partite e nell’interpretare il regolamento, sono stimati e rispettati e lo dimostra il fatto che un nome di un direttore di gara italiano sia sempre presente tra i papabili arbitri degli eventi internazionali che contano, dalla Champions League ai Mondiali.

Mario MazzoleniIn Brasile, a tenere alta la bandiera tricolore con il fischietto in bocca sarà Nicola Rizzoli, classe 1971, miglior arbitro della Serie A nelle ultime due stagioni e direttore di gara della finale di Champions League 2013 tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund. Insomma, indiscutibilmente il miglior uomo tra quelli a disposizione nel roster arbitrale italiano. Eppure, com’era prevedibile, c’è chi a storto il naso. Perché? Perché pure lui è un arbitro e dunque, volente o nolente, i tifosi lo vedono come un ostacolo da superare per la propria squadra. Ma la realtà è che qualunque nome fosse stato scelto ci sarebbero stati nasi storti e parole al vetriolo. Per fare chiarezza ed avere allora una visione il più possibile neutrale ci siamo rivolti a Mario Mazzoleni, amico di Contropiede.net (QUI una precedente intervista tra calcio ed arte), fratello dell’internazionale Paolo Silvio Mazzoleni, ma soprattutto ex arbitro di Serie A e di Serie B.

Ci spieghi intanto una cosa, da ex arbitro: in Serie A oramai è abitudine vedere in campo addirittura sei arbitri, ai Mondiali invece gli arbitri di porta non ci saranno per scelta della FIFA. Crede che ciò potrebbe influire sul modo di leggere la partita che dovrà tenere l’arbitro?
Che non ci siano gli arbitri di porta è solo un vantaggio perché, per come vedo io nel complesso l’attività dell’arbitrare, senza i due arbitri aggiuntivi un direttore di gara è facilitato.

Quindi lei non approva la scelta di puntare sui due arbitri aggiunti?
No, non sono mai stato un fautore o un sostenitore di questa scelta, anzi, per me sono stati solo una scelta dannosa per la categoria arbitrale.

Inutile forse sì, ma addirittura dannosa?
Assolutamente, perché in questo modo è stata tolta personalità ad un gruppo arbitrale che già ne ha poca. È stata una scelta che ha tolto dalle spalle dei direttori di gare molte responsabilità, in particolare la responsabilità di prendere una decisione su eventi decisivi che accadono nelle aree di rigore, ma ciò ha influito negativamente sulla crescita complessiva del panorama arbitrale italiano.

Dal lato pratico, tra l’altro, l’aggiunta di due arbitri non pare aver portato maggior certezza decisionale.
Sì, non credo proprio che i risultati finora ottenuti attraverso questa nuova concezione dell’arbitraggio possano definirsi ottimali. Certo, chi li ha voluti poi non può ammetterlo. Collina dirà sempre che il quinto ed il sesto arbitro sono stati la panacea di tutti i mali della classe arbitrale, ma in realtà i risultati sperati non sono mai giunti.

A suo parere qual è il vero problema della presenza dei due giudici di porta?Giudici di porta ANSA
Il mio parere è molto semplice: la loro presenza ha tolto responsabilità dalle spalle degli arbitri, come ho detto, ma in questo modo ha anche indebolito la figura del direttore di gara. Basta vedere che molto spesso le proteste sono dirette ai giudici di porta e non più solo all’arbitro. Ciò ha creato confusione: chi decide? A chi devo chiedere spiegazioni sul campo da gioco? Con chi devo parlare?

La scelta della FIFA quindi di andare ai Mondiali con la classica terna arbitrale la trova giusta?
Certo, non è un caso che la FIFA abbia optato per la strada più “classica” diciamo. Ragioniamo un attimo. Se tutti i grandi risultati che hanno portato gli arbitri aggiuntivi, decantati da Collina&Co., fossero veri, perché allora la FIFA non ha intrapreso questa strada? Per il semplice motivo che non è andata così e soprattutto per la necessità che la figura dell’arbitro centrale mantenga autorevolezza e dignità innanzi ai giocatori.

Giusta o sbagliata che sia stata la scelta degli arbitri aggiuntivi, in ogni caso, Rizzoli è oggi abituato a dirigere i match con l’aiuto di due colleghi in più e soprattutto, concretamente, ad avere meno spazio visivo da coprire. Concretamente non crede che questa sia una differenza di non poco conto?
Sinceramente no, perché i movimenti che l’arbitro deve fare sul campo da gioco non cambiano assolutamente. Il quinto ed il sesto arbitro sono posizionati sullo stesso lato in cui ci sono anche i guardalinee, quindi l’arbitro centrale non cambierà la sua linea di movimento che taglia il campo in diagonale, non la cambia né in presenza dei giudici di porta, né in loro assenza.

Rizzoli però, intervistato da Sky Sport al riguardo, ha dichiarato che in realtà questa differenza porterà gli arbitri a compiere uno sforzo aggiuntivo, calcolabile in circa 3-4 km in più percorsi a partita. Non è d’accordo?
No, non credo proprio. E personalmente penso che se si vanno a valutare i dati vedremo che la differenza è veramente minima. L’arbitro prima aveva il dovere di tenere sempre sulla propria destra il guardalinee, ora ha il dovere di tenere sulla destra guardalinee e giudice di porta, non cambia nulla. Al massimo c’è la possibilità che debba fare due o tre passi in più dentro l’area di rigore per avere una miglior visuale di ciò che lì accade, ma non credo che questo sforzo aggiuntivo possa essere calcolato addirittura in 3 o 4 km.

Lasciamo stare per un attimo queste questioni più tecniche. Dal punto di vista pratico, per un arbitro italiano, abituato ad un gioco poco fluido, molto inframmezzato ed in cui quasi tutti i contatti vengono fischiati, risulta più semplice o difficile l’arbitraggio internazionale?
Assolutamente più semplice. In Europa e nel mondo abbiamo sempre fatto più bella figura che in Italia.

E c’è un motivo?
Aumentando il numero di fischi aumentano anche le probabilità di errore. Se in Italia una partita si arbitra con una media di 50 fischi ed in Europa la media è di 30 fischi, è chiaro che le possibilità che un arbitro sbagli qui da noi sono di più. A ciò possiamo anche aggiungere che all’estero c’è una concezione del ruolo arbitrale completamente diversa, per noi arbitrare una squadra inglese è veramente una passeggiata perché la loro cultura è opposta alla nostra in questo senso.

Dopo aver fatto questa fotografia complessiva, ritiene che la scelta di Rizzoli come rappresentante degli arbitri italiani sia la più corretta?
Sì, senza dubbio. Io devo dire che sono un estimatore anche di Rocchi, ma credo che Rizzoli sia la scelta più corretta visto anche il numero di partite internazionali arbitrate ed i risultati fino ad oggi ottenuti.

Tagliavento ANSASi parlava anche di Tagliavento, che in Italia è uno degli arbitri internazionali più criticati.
Lo so, ma è un ottimo arbitro e se non è molto amato è solo per una questione caratteriale. Tagliavento è un arbitro di temperamento, carismatico. Da questo punto di vista è molto più ben visto Rizzoli, che dialoga molto con i giocatori e cerca di dare spiegazioni per le proprie scelte. Diciamo che tra i tre che abbiamo nominato, sicuramente Rizzoli era quello che meritava maggiormente i Mondiali.

Tra le critiche che sono mosse a Tagliavento c’è quella di interpretare in modo eccessivamente rigido il regolamento, senza tenere conto dell’andamento della partita. Crede che sia un atteggiamento svantaggioso in un torneo come i Mondiali dove ogni cartellino pesa come un macigno in vista delle sfide successive?
Guarda, se devo essere sincero, da ex arbitro, tra Rizzoli, Rocchi e Tagliavento, il metodo arbitrale che preferisco è quello di quest’ultimo. Mi rivedo in un arbitraggio così netto, senza mezze misure, molto di temperamento. Io credo che la severità sia assolutamente un requisito fondamentale per un arbitro, sia che si arbitri in Serie B sia che lo si faccia ai Mondiali. Detto questo è chiaro che un atteggiamento come quello di Rizzoli sia preferito in vista di una competizione importante come questa rispetto a quello di Tagliavento. Nulla di male, è normale che sia così, sei più accettato anche dai giocatori.

Rizzoli comunque si gioca, potenzialmente, anche la finale. Ciò dimostra come la classe arbitrale italiana sia ancora tra le migliori?
Senza dubbio, meno che in passato, ma rimane una tra le migliori.

Meno che in passato… Dunque un peggioramento c’è stato. Crede che possa aver inciso anche sulla classe arbitrale il peggioramento complessivo del calcio italiano?
Difficile dirlo. Può essere, può esserci un nesso come può essere solamente una coincidenza. Io credo che, per quel che riguarda gli arbitri, i risultati di oggi siano il frutto di scelte sbagliate fatte in passato, fatte negli ultimi quattro, cinque anni.

Quali scelte?
In particolare quella di voler privilegiare l’aspetto tecnico-atletico rispetto a quello caratteriale, carismatico. Si è scelto di aver arbitri atleticamente perfetti, supportati appunto da due arbitri in più, invece di avere figure professionali alla Agnolin, alla Nicchi del passato per intenderci, dunque figure rispettate e dal carattere forte. Oggi molti arbitri non riescono ad arbitrare ai massimi livelli perché sono piccoletti, ma la cosa per me è assurda. Se un piccoletto sa farsi rispettare molto meglio di uno alto due metri, perché non dargli in mano partite che contano? Perché precludere a qualcuno una carriera per responsabilità non proprie? Sono scelte, che non condivido, ma che sono state oramai fatte. Ai miei tempi (fino al 2007, ndr) si passavano le ore in aula a parlare di regolamento ed a spulciare gli episodi. Oggi invece c’è molto lavoro atletico sul campo e poco lavoro teorico. I tempi cambiano, ma non sempre le cose cambiano in meglio.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

Un commento a “ESCLUSIVA/ M. Mazzoleni: «Gli arbitri di oggi? Hanno poco temperamento»

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