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Gigi-SimoniLo raggiungiamo telefonicamente mentre è a bordo campo, come sempre. Dietro di lui senti i suoni chiari e riconoscibili di un campo di allenamento, dove urla, risate, il fischietto dell’allenatore ed i colpi sordi dei calci al pallone riempiono l’aria di sensazioni di cui, nonostante gli anni passino, non riesce a fare a meno. Gigi Simoni oggi è dirigente della Cremonese, ma di starsene dietro una scrivania proprio non gli va. Più di cinquant’anni passati prima sul campo, e poi lì, a due passi da esso, sulla panchina a provare ad insegnare qualcosa ad un gruppo di ragazzi. E lui ne ha visti tanti di ragazzi, eccome se ne ha visti. Da giocatore Simoni era un’ala di spropositati polmoni ed una spolverata di talento, tanto che la Juventus, nel 1967, dopo aver tentato invano l’acquisto di Meroni dal Torino, proprio dai granata decise di prelevare Simoni, l’opposto di fascia rispetto al talentuoso e sfortunato numero 7 artista del pallone. Alla Juve non ebbe fortuna, ma la sua fortuna Simoni se l’è costruita soprattutto sulle panchine di mezza Italia, da Nord a Sud, sempre con lo stesso pacato entusiasmo.
Sabato ci sarà Inter-Juventus, il Derby d’Italia, una partita che ha scritto pagine indelebili della storia del calcio, e proprio in una delle pagine di questa Gigi Simoni è riuscito a trovare spazio, anche se siamo certi che lui l’avrebbe scritta in maniera ben diversa. 26 aprile 1998: Ronaldo, Iuliano, Ceccarini, Del Piero, Pagliuca e poi lui, l’allenatore nerazzurro, che per la prima volta l’Italia vide scomporsi nel suo completo della domenica, con quel “Si Vergogni!” rivolto all’arbitro che fu la sua più grande esplosione di rabbia in tutta la carriera.

Mister, sa già da dove dobbiamo partire vero?
Lo so, lo so. Vi chiamerete anche Contropiede, ma qua non mi prendete certo in contropiede….

Ha ragione, ma c’è Inter-Juve, impossibile non chiederle di quel 26 aprile 1998. Oggi, quindici anni dopo, cosa le rimane di quella partita?
Sinceramente la fase più emotiva legata a quella partita l’ho passata da un pezzo. Quando c’è Inter-Juve io non penso a quella giornata, anzi, l’avrei anche dimenticata se non ci fossero gli altri a ricordarmelo. Fu una bella stagione, avvenne quell’episodio, andò così. E’ il passato e tale rimane.

E’ un po’ la sua maledizione dover parlare sempre e comunque di quella giornata.
Si fidi di me, le maledizioni della vita sono ben altre.

ronaldo_gigi_simoni_inter_ansaProtagonista, suo malgrado, in quel pomeriggio di primavera fu anche Ronaldo, che proprio in questi giorni era in Italia ed ha detto la sua sulla sfida di sabato, dicendosi sicuro del fatto che i nerazzurri batteranno la Juve. Si può dire che ha forse parlato più il cuore che la testa per il Fenomeno?
Io l’Inter non la vedo vincente, al massimo la spero vincente. Se poi si vuole fare una valutazione seria bisogna dire che la Juventus è una squadra molto forte, difficilmente battibile per quanto ha fatto vedere negli ultimi due anni. Si gioca a Milano, quindi l’ambiente può giocare a favore dei nerazzurri forse, ma io la Juve la vedo più forte, una squadra ben impostata, equilibrata, più matura e lo ha dimostrato già in queste prime due giornate.

Come giudica invece l’Inter vista contro Genoa e Catania?
Devo dire che mi ha fatto un’ottima impressione, tanto che per me l’Inter può essere la vera sorpresa quest’anno. Non ha comprato campioni, ma ha preso dei giovani che sono di valore. Questi, con altri elementi che erano già nel gruppo, stanno prendendo giorno dopo giorno sempre più convinzione nei propri mezzi e ciò penso che renderà l’Inter una squadra che infastidirà un po’ tutti durante l’anno.

Sabato sarà anche la sfida tra due maestri del 3-5-2 come Conte e Mazzarri. C’è il rischio che alla fine si giochi una partita noiosa per il pubblico?
Con due squadre che giocano a specchio c’è sempre il rischio che venga fuori una partita noiosa, però…però bisogna anche dire che il 3-5-2 è il modulo che in questo senso potrebbe regalare più emozioni. Permette infatti, se ben attuato, sia di coprire bene la propria area, ma anche di essere sempre propositivi ed aggressivi in fase di ripartenza o di impostazione, permette di creare superiorità in alcune zone di campo ed uno contro uno interessanti in altre. Si creano spazi per gli inserimenti, grandi praterie sulla fasce laterali. Personalmente quindi credo che sarà una bella partita. E me lo auguro.

Conte MazzarriLei era un cultore del 4-4-2 ma quale crede che siano, con il 3-5-2, i punti di forza rispettivamente di Juventus ed Inter?
La Juventus è una squadra assolutamente completa. Se devo scegliere un reparto bianconero scelgo sicuramente la difesa. E’ micidiale. Se poi, a questa retroguardia, aggiungiamo un centrocampo di livello ed un attacco di qualità, capisce perché dico che è una squadra fortissima e completa vero? Per l’Inter invece credo che il sistema di gioco conti relativamente. Mazzarri sta facendo un lavoro psicologico e tecnico incredibile ed è semplicemente partito da una sua sicurezza, che è il 3-5-2, per avere una base salda.

Per certi versi non ritrova nel lavoro che sta facendo il tecnico ex Napoli ad Appiano Gentile qualcosa del lavoro che fece lei nell’estate del 1997 quando arrivò sulla panchina nerazzurra? Siete certamente due caratteri diversi, ma il fatto di cercare di ridare motivazioni e certezze ad un gruppo sfiduciato forse è l’obbiettivo che vi siete posti entrambi una volta giunti all’Inter.
Si, sicuramente c’è qualcosa in comune nel lavoro fatto. Però sa, il calcio che ho vissuto io allora è un calcio oramai di tanti anni fa, molto diverso da quello odierno. Però nell’atteggiamento, nella ricerca continua del perfezionamento, nel partire dalla sicurezza di una difesa solida, in tutto questo sicuramente c’è una vicinanza. Nella stagione 1997/1998 noi finimmo per essere la difesa meno battuta e solitamente chi prende meno gol vince. Per noi non fu così, ma comunque è un elemento importantissimo quando si lavora su una squadra la retroguardia.

Mister, non è che Jonathan può diventare per Mazzarri quello che fu Moriero per lei e che è Lichsteiner per Conte, ovvero un elemento imprescindibile sulla fascia di destra? Tutti gli interisti, ne sono certo, ci metterebbero la firma.
Questo non lo so, però di certo l’Inter dico che può essere la sorpresa della stagione proprio perché giocatori come Jonathan, presi magari uno o due anni fa, stanno finalmente facendo vedere le proprie qualità. Alvarez, Nagatomo, Guarin, son tutti giocatori che finalmente hanno fatto esperienza e possono diventare decisivi nel corso della stagione.

Lei all’Inter restò soltanto una stagione ed undici giornate, poi fu esonerato. Eppure tra lei ed i colori nerazzurri c’è un legame emotivo incredibile. Anche con Moratti ha un rapporto di grande stima ed affetto, per questo le chiedo: cosa ne pensa della possibile cessione della società al plurimilionario indonesiano Thohir?
Io sono molto dispiaciuto. Naturalmente non per Thohir in sé, ma per il fatto che Moratti lasci l’Inter. Il Presidente ha una passione profonda per questi colori ed è amato dai tifosi, per questo non vorrei che lasciasse l’Inter. Spero sinceramente che possa rimanere perché è una figura molto rappresentativa, magari anche con un ruolo diverso nell’ambito societario, un ruolo che gli permetta di essere costantemente a contatto con la squadra e gli permetta di trasmettere ancora a lungo la propria passione a tecnici e giocatori.

Comunque mister, l’ha fatto anche Ronaldo il pronostico, non vorrà mica sottrarsi lei vero?
Se vuole il pronostico lo faccio, ma è più una speranza: 2-0. Per l’Inter, chiaro.

Poi i saluti, i ringraziamenti e forse anche un sospiro di sollievo. Sabato è quasi arrivato e per almeno diciassette partite nessuno più gli ricorderà quel 26 aprile del 1998.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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