astana

Cinque nuovi casi nelle ultime settimane. Tanti sospetti e pensieri mai esplicitati. E la licenza World Tour non concessa al team kazako, la squadra di “roi Nibali” e l’arrembante Fabio Aru. Accuse, inchieste e rimpalli di responsabilità. Ancora una volta stiamo assistendo allo scempio del doping in un mondo che fatica a riconquistare credibilità. Ed è naturale chiedersi se questo modo di affrontare il problema sia davvero quello più efficace…

igliskiyTutto è iniziato il mese scorso, con i casi di 3 giovani atleti kazaki dell’Astana Continental e la seguente sospensione della stessa squadra giovanile. Tutto è esploso settimana scorsa, con la positività di entrambi i fratelli Igliskiy, il più grande dei quali, Maxim, gregario di Nibali allo scorso Tour de France. E l’Astana è stata “rimandata” dall’Uci, non essendo di fatto iscritta nell’elenco delle squadre World Tour, cioè quelle squadre che hanno il diritto-dovere di onorare tutti gli appuntamenti del calendario internazionale come i 3 grandi giri (Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta) e le classiche più importanti. Per ora la decisione è solamente slittata, cioè nulla di fatto. Ma questa sospensione suona come un gravissimo campanello d’allarme che apre a scenari che non vorremmo trovarci a commentare tra qualche giorno. Perché l’Uci si pronuncerà entro questo mercoledì 10 dicembre. E se non dovesse concedere la licenza all’Astana…cosa farebbe Nibali? E Aru? Vincenzo da più di un mese ha già lanciato il guanto di sfida per il prossimo Tour de France. Dovremo davvero assistere ad un 2015 senza i due più brillanti atleti italiani nell’arena del ciclismo mondiale? La federazione internazionale si priverebbe davvero dello spettacolo che tutti attendiamo per l’anno prossimo con la sfida epocale tra Contador, Quintana, Froome e Nibali?

vinokurovCerto, nel caso in cui questa licenza non dovesse arrivare, l’unica possibilità per l’Astana di partecipare al Tour de France (e a tutte le altre gare di prestigio), sarebbe quella di ricevere un invito ad hoc. Ma per vincere una gara come il Tour, non si sta in galleria del vento o in altura a fare allenamenti fino al giorno prima, poi si prende un aereo per la Francia, si fa il Tour e si vince. Non funziona così. Un appuntamento così importante, lo si prepara facendo altre gare prima. E gare di primo livello, come corse a tappe e classiche. Ma se l’Astana non dovesse ricevere la licenza, il percorso di avvicinamento al Tour di Vincenzo Nibali, verrebbe pericolosamente minato, impedendogli probabilmente di partecipare a diversi appuntamenti in cui iniziare a confrontarsi con quelli che saranno poi i suoi diretti avversari. Sempre che poi l’Astana venga invitata al Tour de France. Sempre che Vincenzo decida di rimanere nel team kazako. Perché, se mancherà la licenza World Tour, tutti i componenti del team si troverebbero i contratti annullati e quindi liberi di cercarsi un’altra squadra, anche se Nibali ha già detto che la sua intenzione è quella di rimanere comunque con l’Astana. Insomma, prima di cominciare, la strada è già in salita. E attorno ai nostri Vincenzo e Fabio, si stringe un alone di sospetti. Dopo 4 mesi dall’esplosione di Aru al Giro d’Italia e dopo solo 3 mesi dal trionfo sui Campi Elisi di Nibali, vengono beccati per doping 5 componenti del loro team di cui 2 loro compagni di squadra. Per non parlare del general manager dell’Astana, Alekandr Vinokurov, che è stato condannato per doping qualche anno fa e coinvolto nel più grande scandalo di doping della storia del ciclismo. Tutto un caso? Possibile che i nostri italiani siano puliti in mezzo a tutta quella sporcizia?

nibaliSe l’Astana non dovesse ricevere la licenza World Tour, sarebbe una grave sconfitta per il ciclismo e una importante vittoria per il doping. Sarebbe una sconfitta per tutti quelli che a fatica cercano di districarsi dalla morsa dell’ingiuriosa onta del doping, prendendone le distanze anche a costo di enormi sacrifici. Essendo costretti a segnalare agli enti competenti ogni minimo spostamento, ogni minima uscita di allenamento e ogni minimo viaggio o vacanza con la famiglia per essere reperibili per un controllo in ogni istante, 24 ore su 24. Come è successo a Vincenzo alle 5 del mattino, svegliato nella camera del suo albergo al Passo S. Pellegrino la settimana prima del Tour de France, durante l’ultimo ritiro di preparazione. Ed è proprio Vincenzo che nel trionfo dorato sotto l’arco di trionfo a Parigi, afferma che quella vittoria è stata possibile anche grazie alla lotta al doping che ha fermato tutti i disonesti. Ma se l’Uci rifiutasse di dare la licenza a tutta la squadra per colpa di quei 5, allora sarebbe stato tutto vano. Allora avrebbe vinto il doping. Perché avrebbe trovato il modo di punire anche chi lo ha sempre combattuto. Anche chi ne ha sempre preso le distanze. E quindi nessuno avrebbe più scampo. Perché oggi è capitato a Nibali, domani potrebbe capitare a chiunque altro, a me e a te. E allora perché continuare a dedicare la vita a questo meraviglioso sport? Perché vale la pena compiere tutti questi sacrifici? Perché allora giocare ancora pulito?

Stiamo andando sempre di più verso una caccia alle streghe, che punisce indistintamente tutto e tutti per poter poi sbandierare in televisione che il ciclismo è stato mondato. Stiamo andando sempre più verso un giustizialismo cieco che addita i sintomi come cause della malattia, senza davvero portare quella svolta di cui c’è bisogno. Ma il mondo del ciclismo è davvero più pulito. Il mondo del ciclismo sta davvero cercando di liberarsi dalle ombre del passato. Sta davvero provando a ripartire. E allora, diamogli una mano.

2 Commenti a “E se l’Uci non concedesse la licenza all’Astana?

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