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L’anti-Bolt? Esiste, ma in pochi lo conoscono. Si chiama Yohan Blake ed è la causa della falsa partenza di “Nembo” agli ultimi mondiali di Daegu. Ce lo spiega un lettore, a cui risponde il nostro Lorenzo Damiani.

 

Usain-Bolt-false-start-Daegu-South-KoreaImmaginiamo che in una sala piena di gente venga chiesto al pubblico: «chi ha mai sentito parlare di un certo Usain Bolt?». Probabilmente tutti alzerebbero la mano. Ma se invece ponessimo allo stesso pubblico la domanda «chi ha mai sentito parlare di Yohan Blake?», probabilmente in pochi lo saprebbero.

 

Eppure Blake è l’unico uomo sulla terra ad aver battuto proprio Bolt. Ebbene sì, dopo uno strapotere di oltre 4 anni, Bolt è stato battuto e anche più di una volta da questo giovane ragazzo, pure lui giamaicano, classe 1989. Ma nessuno lo dice.

 

Dirò di più. Blake ha già stabilito un record che nessun uomo fino ad oggi, compreso lo stesso Bolt, era mai riuscito a fare: correre i 200m in meno di 19 secondi netti. Ad oggi il record del mondo sui 200m appartiene a Bolt, col tempo di 19,19s. Dunque perché nessuno parla di questo strepitoso record e le statistiche non vengono aggiornate? Questo perché Blake quando stabilì il suo nuovo record personale sui 200m (19,26s ad oggi seconda miglior prestazione mondiale di tutti i tempi) uscì dai blocchi con un tempo di reazione lentissimo, pari a 0,269s. Ma i calcoli sono presto fatti: il tempo per percorrere i 200m è stato inferiore ai 19,00 secondi. Nemmeno Bolt c’era mai riuscito.

 

blakeNon è finita qua. Fino all’anno scorso nessuno aveva mai battuto Bolt sui 100m, Bolt che ai mondiali di Daegu fece partenza falsa e fu squalificato. Tutti si domandarono: perché rischiare una partenza falsa quando non hai rivali?

Nessuno si capacitò di quell’errore. La Snai aveva quotato la vittoria di Bolt ad appena 1,10: Usain non si poteva battere!

Ma il problema sta proprio qui: Bolt aveva un rivale quella sera, uno sconosciuto agli occhi di tutti, ma non per lui, che al contrario lo conosceva molto bene, in quanto suo compagno di allenamento: Yohan Blake! Bolt sapeva di avere a fianco un rivale molto forte, sapeva che avrebbe dovuto forzare la partenza probabilmente per la prima volta in tutta la sua carriera, sapeva di non essere al meglio, sapeva che solo con una gara perfetta e al limite avrebbe potuto vincere. Ma ha esagerato, ha rischiato troppo e ha commesso un errore che gli è costato caro. E quella finale la vinse proprio Blake. Ma non finisce qui: Blake dopo aver vinto i 100m era pronto a gareggiare per i 200m, altra gara in cui Bolt non era mai stato battuto. Qui la sorpresa: la squadra giamaicana decise di non far correre a Blake i 200m, lasciando dunque a Bolt l’occasione di riprendersi la rivincita, cosa che puntualmente successe.

 

Il ragionamento del mondo intero fu: Bolt rimane imbattibile, nessuno l’avrebbe mai battuto neanche sui 200m, solo una partenza falsa è stata in grado di sconfiggerlo. Ma una settimana dopo la fine dei mondiali, al Meeting di Bruxelles, Blake si cimentò proprio nei 200m che non gli avevano permesso di correre ai Mondiali e fermò il cronometro a 19,26s, a soli 7 centesimi dal record del mondo! Bolt probabilmente a Daegu non avrebbe vinto neanche i 200m (che corse in 19,40s) se ci fosse stato Blake, e per questo era stato messo nelle condizioni di non aver rivali e dunque di vincere. Bolt già da un anno non è più l’uomo più veloce del mondo.

Luca Brambilla

 

 

Caro Brambilla,

la sua tesi è interessante ma a mio parere imprecisa in diversi punti.

L’accenno che lei fa ai tempi di reazione trovo non abbia senso, perché i tempi di reazione contribuiscono in modo determinante nel registrare un record del mondo, ne sono parte integrante e quindi non ha senso sottrarre il tempo di reazione al tempo complessivo per dimostrare che Blake sia più veloce di Bolt.

Sono inoltre dell’idea che Bolt a Daegu non abbia commesso partenza falsa per timore di Blake, ma piuttosto perché, causa business e spettacolo, era “costretto” a fare un record. Lottava quindi contro se stesso, non contro Blake, e proprio perché desiderava abbreviare i tempi di reazione ha cercato di forzare talmente tanto da sbagliare.

Bolt, oltretutto, proprio perché si allena con lui, sa bene che Blake è un atleta non particolarmente potente, ma molto tecnico ed efficace sul lanciato, quindi era consapevole che Blake avrebbe potuto metterlo in difficoltà sui 200m, ma sui 100m nemmeno lontanamente, tant’è che, squalificato Bolt, ha vinto in 9″92, non esattamente un gran tempo.

A mio parere Blake è certamente un grande atleta, ma non ancora ai livelli di Bolt, perlomeno per quel che riguarda i 100 metri.

(Lorenzo Damiani)

Un altro modo di raccontare lo sport.

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